BED AND BREAKFAST: UN’OPPORTUNITA’ IN PIU’ CON MOLTE PERPLESSITA’

 Febbraio 2001

Anche il Trentino, con un articolo di legge approvato nell’ultima finanziaria di febbraio, si è dotato di una normativa specifica sul bed and breakfast. Nel Nord-Est dell’Italia solo Trento non aveva recepito le indicazioni quadro nazionali ossia la legge n°217 del 1983. L'introduzione con apposito dispositivo di legge della formula bed and breakfast nel sistema dell'ospitalità turistica del Trentino va considerato a mio parere da un duplice punto di vista.

Da una parte non c'è dubbio che oggi un settore in rapida trasformazione qual è il turismo abbia bisogno della massima possibilità di articolare l'offerta per soddisfare una domanda sempre più diversificata e permettere così ad un territorio di essere competitivo in termini di servizi. Sotto questo profilo il bed and breakfast rappresenta una delle opportunità innovative che sicuramente vanno incontro al tendenziale superamento della classica soluzione della vacanza in albergo.

L'aver deciso di disciplinare questa tipologia ricettiva, che tutti possono offrire abbastanza agevolmente agli ospiti per dare alla clientela precise garanzie circa la natura e la qualità del servizio acquistato, costituiva un atto dovuto da parte dell'ente pubblico.

Dall'altra parte tanti sono ancora i disegni di legge attesi dagli operatori del turismo trentino, che da anni si confrontano con la Provincia per arrivare alla definizione di una riforma dell'organizzazione del comparto e quindi delle APT, della nuova disciplina di classifica alberghiera relativa anche al marchio di qualità, del vasto settore extra alberghiero la cui regolamentazione costituisce una tappa decisiva se si vuole veramente avviare un nuovo ciclo di sviluppo e di sistema in questo ramo strategico della nostra economia.

Se alcuni importanti disegni di legge sono rimasti fermi negli ordini del  giorno delle Commissioni è perché la Giunta non ha conferito ad essi la priorità necessaria per discuterli in tempi rapidi: ogni assessore aveva le “sue” priorità: in seno alla maggioranza non c’era condivisione sulle vere necessità dal Trentino.

La norma sul bed and breakfast, pur giusta, oggi assume politicamente le sembianze di un vero e proprio “depistaggio”, promosso allo scopo di allentare la pressione concentrata dalle categorie imprenditoriali sulle ben più rilevanti riforme del turismo sopra menzionate, a proposito delle quali, l'intenzione reale, anche se inconfessata e inconfessabile, è di lasciar trascorrere quanto più tempo possibile per poi trovarsi troppo a ridosso della fine della legislatura per riuscire ad approvarle.

Il mio impegno come Presidente della seconda Commissione legislativa, quella economica, è di accelerare il più possibile i lavori in seno alla Commissione, come nel passato, per licenziare verso l’Aula i disegni di legge importanti per lo sviluppo del Trentino.

Diciamo allora apertamente, senza prenderci troppo in giro, che l'importanza del bed and breakfast per sciogliere i nodi del turismo trentino è oggi estremamente marginale. Forza Italia non è stata contraria all'articolo perché è un'opportunità di scelta che si dà agli ospiti turisti che arrivano in Trentino ed è anche un’integrazione al reddito per le famiglie trentine interessate.

Dopo le riflessioni politiche desidero sollevare anche alcune problematiche o dubbi che nascono dall'applicazione dell'articolo sul bed and breakfast così come voluto dall’Assessore competente.

Il bed and breakfast identifica una forma di ospitalità turistica offerta saltuariamente da chi, avvalendosi della sola organizzazione familiare, quindi non in termini aziendali, fornisce alloggio e prima colazione utilizzando un massimo di tre camere della propria abitazione di residenza. Per attivare il bed and breakfast dovranno essere assicurati alcuni requisiti minimi, come l'offerta di cibi e bevande confezionati per la prima colazione, senza alcun tipo di manipolazione (e qui mi chiedo dove va a finire la proposta dei nostri prodotti tipici): si impone una qualità scadente considerando che nel resto dell'Unione Europea vengono somministrati alimenti tipici prodotti in famiglia, penso alle marmellate, alle focacce, ai cornetti ed altro.

La pulizia quotidiana dei locali prevederà controlli pubblici negli appartamenti privati (ed anche qui mi chiedo con quali costi), fornitura e cambio di biancheria, compresa quella da bagno, nonché di energia elettrica costante, acqua calda e riscaldamento dei locali.

Ovviamente, infine, i locali destinati all'ospitalità della formula bed and breakfast dovranno rispettare i requisiti igienico-sanitari di sicurezza previsti dalla legge e dai regolamenti comunali per uso abitativo.

Nella norma licenziata i bed and breakfast non dovranno compilare le schedine di pubblica sicurezza. In questo modo si corre il rischio che il bed and breakfast dia rifugio ai malavitosi che vogliono eludere le norme di pubblica sicurezza. In Provincia di Bolzano c'è obbligo di denuncia alla pubblica sicurezza e comunicazione dei prezzi; in Friuli Venezia Giulia c'è l'obbligo della denuncia di pubblica sicurezza, della segnalazione dei prezzi e delle presenze all'APT, nel Veneto c'è l'obbligo della denuncia di pubblica sicurezza, l'obbligo di comunicare i prezzi e le presenze ISTAT.

Altresì, nell'articolo di legge, si fa riferimento al carattere “saltuario” dell'offerta turistica: non c’è stata infatti una chiarificazione precisa da parte dell’Assessore competente.

In ultimo, per opportuna conoscenza, desidero evidenziare quanto emerge dalla risoluzione ministeriale 155/E del 13 ottobre 2000. Da essa si evidenzia che l'attività in oggetto, svolta in modo non sistematico, senza carattere di stabilità ed in assenza di organizzazione di mezzi (che è indice di professionalità) è esclusa dal campo di applicazione dell'IVA e quindi da obblighi contabili. Tuttavia il reddito conseguito è soggetto all'IRPEF ai sensi dell'articolo 81, comma 1, lettera I del TUIR.

Forza Italia, sulla votazione di questo articolo si è astenuta, confidando di ritornare ancora sull'argomento dopo un periodo di sperimentazione al fine di introdurre quelle modifiche necessarie per l'applicazione precisa della norma.

Cons. Mauro DELLADIO