Trento, 10 settembre 2004
Bregheiche dica con chiarezza ai trentini da che parte sta
Non è credibile la vaga condivisione espressa nei giorni scorsi dall’Imam di Trento Bregheiche nei confronti del “Manifesto contro il terrorismo e per la vita” sottoscritto da vari esponenti di primo piano delle comunità islamiche in Italia, nel quale si condanna senza se e senza il terrorismo di cui si sono resi responsabili gruppi di fondamentalisti.
In un articolo apparso venerdì 3 settembre sul quotidiano “Avvenire”, si rileva che l’Ucoii, (l’Unione delle comunità e delle organizzazioni islamiche in Italia di cui Aboulkheir Bregheiche è un dirigente nazionale di spicco nella sua qualità di “addetto culturale”) ha rifiutato di sottoscrivere questo appello antiterrorismo.
Si spiega così il perché sul Corriere del Trentino di venerdì scorso Bregheiche abbia rilasciato dichiarazioni quantomeno fumose nelle quali afferma che il Manifesto firmato tra gli altri da Mario Scialoja, direttore della Lega Musulmana, e dall’Imam di Roma, “non è il primo e non sarà l’ultimo… a favore della convivenza e della conoscenza reciproca” e che “sono già state fatte iniziative di questo tipo”. E quanto alla sua adesione aveva aggiunto: “siamo tanti, non possiamo firmare tutti, lì ci sono nomi importanti….”. La verità è che l’Imam di Trento non poteva firmare essendo un leader dell’Ucoii, un’organizzazione internazionale legata alla rete dei Fratelli Musulmani e per molti versi – lo si rileva dalla stampa - ad Hamas.
Segretario nazionale dell’Ucoii è Hamza Roberto Piccardo che sempre su Avvenire dichiara in merito al rifiuto di sottoscrivere il documento contro il terrorismo: “Non lo abbiamo firmato perché non siamo d’accordo con i suoi contenuti filo-americani”.
Riferisce Magdi Allam che Piccardo è “difensore dell' ideologia e della strategia di Hamas in Italia. Nel 2002 fece l’apologia del terrorismo suicida firmando sul sito www.aljazirah.it un documento dei Fratelli Musulmani egiziani in cui si legge: «Le operazioni di martirio che i palestinesi compiono ora nei territori occupati per liberarsi dall' oppressione, sono il grado più alto nel Jihad, e la morte nel compiere queste operazioni è considerata la forma più alta in assoluto di martirio. Il martirio è un atto eroico compiuto da una persona che sacrifica la sua anima sulla retta via di Dio per difendere se stessa, la patria, la comunità, la dignità, l' onore, la religione e i luoghi sacri». Ma è nel finale che compare il passaggio ancor più significativo per le sue implicazioni concrete e operative. (…) Il Jihad è diventato, da questo momento, un obbligo divino applicabile a tutta la comunità. Il Jihad con l’anima, con il denaro, con le parole, con la diffusione della verità, ciascuno secondo le proprie capacità e possibilità». Si tratta di una vera e propria fatwa, un responso giuridico islamico, che Piccardo a nome dell’Ucoii ha sottoscritto. Una fatwa che intima anche ai musulmani in Italia di partecipare al Jihad.”
Mi sembra quindi giusto chiedere all’Imam di Trento di chiarire la propria posizione, uscendo dall’ambiguità, perché i trentini hanno diritto di sapere se dietro il suo atteggiamento apparentemente conciliante e “moderato”, dietro la partecipazione alle marce ed al Forum per la Pace si nasconde un seguace di Piccardo e quindi della dichiarazione di guerra sottoscritta dall’Ucoii. Diversamente Bregheiche esca e prenda esplicitamente le distanze da questa organizzazione, e dia in tal modo una testimonianza forte della sua assoluta condanna del terrorismo fondamentalista. Perché oggi più che mai se ne avverte un estremo bisogno anche per non vedere una minaccia in tutti i musulmani.
Cons. Mauro Delladio