BUONI LIBRO E SPESE CONVITTO
Febbraio 2001
Molte sarebbero le cose da raccontare alla collettività in merito all’intenso lavoro, tante volte sotterraneo, che il politico – e nel caso specifico il sottoscritto - vive tutti i giorni a confronto con le problematiche dei cittadini. Desidero porre all’attenzione di chi legge due aspetti affrontati in occasione della finanziaria di febbraio: i buoni libro gratuiti per la scuola dell’obbligo e i sussidi per le famiglie che mandano i propri figli in convitto al di fuori del Comune di residenza.
Primo punto: buoni libro gratuiti per la scuola dell’obbligo.
Occorre ricordare che la legge statale 20 gennaio 1999, n. 9 aveva elevato, a decorrere dall’anno scolastico 1999-2000 l’obbligo di istruzione, obbligatoria e gratuita, da otto a dieci anni e che il Regolamento di attuazione stabiliva che l’istruzione obbligatoria è gratuita anche nel primo anno di scuola secondaria superiore e che per l’iscrizione e la frequenza a tale anno non si possono imporre tasse o contributi di qualsiasi genere.
Al fine di garantire pienamente il diritto allo studio, infatti, la frequenza di un anno scolastico in più è obbligatoria per le ragazze e i ragazzi che non hanno ancora compiuto i 15 anni ed è gratuita, rientra cioè nell’istruzione di base che lo Stato deve garantire a tutti i cittadini.
In Provincia di Trento, purtroppo, agli alunni frequentanti le prime classi delle scuole secondarie di secondo grado a carattere statale, nell’anno scolastico 2000 - 2001, i libri di testo non sono stati dati gratuitamente in comodato, al contrario della provincia di Bolzano, laddove gli alunni frequentanti le prime classi delle scuole secondarie di secondo grado a carattere statale, come pure agli alunni frequentanti il primo anno delle scuole professionali a carattere provinciale hanno potuto accedere alle provvidenze di cui sopra.
L’Articolo 76 della “collegata al bilancio”, approvato nel mese di febbraio, introduce quanto avevo sollecitato già nel luglio 2000 con una appropriata mozione.
Con la mozione, in cui richiamavo le previsioni normative nazionali, impegnavo la Giunta provinciale ad adottare, entro un mese dall’approvazione del documento, i provvedimenti affinché anche gli studenti della Provincia autonoma di Trento potessero godere dei benefici quali, tra l’altro, la fornitura di libri di testo in comodato gratuito per tutta la scuola dell’obbligo è cioè anche per il primo anno di scuola superiore.
Purtroppo l’assessore all’istruzione di Trento ed i suoi funzionari non hanno considerato tempestivamente il mio sollecito. Anziché introdurre subito le variazioni normative, e cioè nell’estate 2000, le modifiche di legge sono state introdotte, nell’Art. 76 sopra richiamato, con un anno di ritardo. La negligenza politica ha portato, nell’anno scolastico in corso, un ulteriore costo alle famiglie trentine: per ogni studente frequentante la prima classe delle superiori si sono spese circa 700/800 mila lire di libri di testo che, se veniva introdotto quanto avevo suggerito con la mozione del luglio 2000, si potevano evitare.
Punto secondo: assegni di studio per spese di convitto.
Altro aspetto interessante - un’opportunità in più per le famiglie, soprattutto per quelle che vivono in periferia e che devono mandare i propri figli fuori dal paese di residenza per conseguire un titolo di studio – è quello relativo alle spese di convitto.
L’emendamento, a mia firma, approvato prima in commissione e poi in Aula consiliare nella “collegata al bilancio”prevede che alle famiglie di alunni frequentanti istituti di istruzione secondaria superiore in comuni diversi da quello di residenza della famiglia siano concessi assegni di studio per far fronte alle spese di convitto e assegna alla Giunta provinciale l’impegno di stabilire i criteri per l’attribuzione degli assegni con particolare riguardo all’entità dell’assegno stesso e del merito scolastico.
La partecipazione dei cittadini alla politica con la segnalazione delle problematiche quotidiane all’eletto nelle Istituzioni – in questo caso al sottoscritto – può ottenere risultati importanti.
I casi sopra richiamati dimostrano che piccole modifiche legislative, ma sostanziali, tante volte riescono ad accorciare la evidente distanza fra gli studenti della periferia trentina e quelli residenti nei centri urbani maggiori. Una distanza che i cittadini delle valli del Trentino misurano tutti i giorni e patiscono con i disagi nella sanità, della viabilità e, non ultimo, nell’istruzione delle nuove generazioni. Con l’impegno di tutti, cittadini ed eletti, si possono combattere ed annullare.
Cons. Mauro DELLADIO