Luglio 2003
A PROPOSITO DI CACCIA
Non mi soffermerò più di tanto sull’ultima sentenza della Corte costituzionale che dichiara incostituzionale parti della legge provinciale laddove si stabiliscono, tra l’altro, periodi diversi rispetto a quelli previsti nella Legge nazionale n°157 del 1992. Una sentenza, quella della Consulta, che non capisco, vista la competenza primaria in capo alla PAT in tema di caccia.
Non ritengo – ma è una mia modesta convinzione – che aver escluso il parere obbligatorio dell’Istituto Nazionale per la fauna selvatica nell’adozione del calendario venatorio ed aver predisposto diversi periodi venatori rispetto alla Norma nazionale siano motivi che vanno contro la Costituzione, contro i principi dell’ordinamento giuridico dello Stato e contro il rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali. (Vedi Art. 4 dello Statuto di autonomia).
Per superare l’ostacolo è allo studio un emendamento governativo che assegnerà alle regioni e alle province autonome la possibilità di introdurre modifiche ai propri calendari venatori considerando le esigenze territoriali locali individuando tempi più elastici e diverse specie cacciabili.
Parlerò invece della discutibile gestione di cospicue somme versate da tutti i cacciatori trentini alla Federcaccia.
Risulta che nel conto consuntivo 2002 dell’Associazione cacciatori della Provincia di Trento alla voce “Contributo a Federazione Italiana della Caccia” sia riportato un importo di 356.444,40 euro e allo stesso modo nel bilancio preventivo dell’anno in corso, al punto 2 delle entrate, figura la voce “Tessera – polizza associativa (7.400 X 46,00 euro), compare la quota complessiva di 340.400,00 euro.
Gli importi di cui sopra corrispondono alla somma delle quote versate, obbligatoriamente, da tutti i cacciatori trentini, per beneficiare di una copertura assicurativa in caso di infortunio nel periodo venatorio. Solo chi è in regola con il suddetto versamento riceve il tesserino per poter esercitare il diritto di caccia.
Sul retro del tesserino (“tessera extra”), consegnato ad ogni cacciatore in regola con i pagamenti, sono riportate, in sintesi, le condizioni assicurative fornite dalla Assitalia a favore degli associati Federazione Italiana della Caccia; si trovano la durata e decorrenza dell’assicurazione, le principali condizioni assicurative, la garanzia infortunio del cane, i capitali assicurati per gli “infortuni personali” ed i massimali assicurativi per la responsabilità civile verso terzi.
Il problema che ho vluto rilevare con un’interrogazione appropriata è che alcuni cacciatori, in regola con le quote associative e con i versamenti legati alla polizza assicurativa, dopo aver espletato le formalità legate alla richiesta di risarcimento danni, si sono visti negare i dovuti rimborsi.
Alcuni cacciatori trentini interessati da infortuni legati all’attività venatoria hanno trasmesso la documentazione, seguendo le indicazioni fornite dalla Federcaccia, all’Assicurazione di riferimento entro i tempi stabiliti; fanno fede le lettere, a firma dell’assicurazione, che certificano la ricevuta delle denuncie di sinistro.
E’ sbalorditivo, per non dire altro, che a distanza di due anni e mezzo dalla data delle denuncia del sinistro l’Assicurazione comunichi la prescrizione del sinistro infortuni facendo riferimento all’Art 2954 del Codice Civile che recita: “Si prescrive in sei mesi il diritto degli albergatori e degli osti per l’alloggio e il vitto che somministrano, e si prescrive nello stesso termine il diritto di tutti coloro che danno alloggio con o senza pensione.”.
E’ da notare, inoltre, consultando la documentazione agli atti, l’assoluta mancanza di un riferimento certo assicurativo: il modello di denuncia dei sinistri – polizza del cacciatore ha l’intestazione “Gruppo GPA S.p.A. – Assitalia” e la sede a cui spedire la denuncia di risarcimento è in Milano Via M. Gioia, 124 con la precisazione che l’eventuale successiva documentazione dovrà essere inviata a Roma Centro – Casella Postale ASSITALIA CLIM. La lettera di avvenuta ricevuta del sinistro riporta l’indirizzo ASSITALIA CLIM, Via V. Pisani, 13 Milano mentre la missiva con cui si comunica la prescrizione del sinistro riporta Gruppo Generali Liquidazione Danni Via Garibaldi, 25 Padova per la mandante Assitalia S.p.A.
Per i motivi suesposti ho interrogato il Presidente della Giunta provinciale per sapere quanti infortuni legati all’attività venatoria sono stati denunciati con il modulo di denuncia dei sinistri – polizza del cacciatore, a partire dal gennaio 2000; quanti infortuni sono stati finora liquidati e quanti sono stati chiusi dall’Assicurazione senza indennizzo. Considerati i 340.000,00 euro (!!) pagati dai cacciatori trentini per l’assicurazione obbligatoria, chiedo inoltre l’importo totale degli indennizzi erogati, distinti per persona e/o cane negli anni 2000, 2001, 2002 e 2003 e se non si intenda intervenire energicamente nei confronti della Federcaccia, visti i congrui finanziamenti che la stessa riceve dalla PAT e dai cacciatori, affinché le pratiche siano seguite con più scrupolosità e attenzione evitando che finiscano nel “mare magnum” dell’indifferenza e dell’inefficienza ed infine se non si intenda intervenire urgentemente nei confronti dei Soggetti interessati (Federcaccia, Assicurazione ecc.) affinché le pratiche chiuse con riferimento all’Art. 2594 C.C. siano riviste e liquidate secondo quanto previsto dall’Assicurazione stipulata dalla Federcaccia.
Cons. Mauro Delladio
Vice coordinatore di F.I. del Trentino