Settembre 2004
E’ illusorio credere che la Giunta realizzi l’opera attesa da anni.
Tornerà nel cassetto il progetto di raccordo Pinzolo-Campiglio
Mi chiedo come l’onorevole Luigi Olivieri possa conciliare la sua posizione da sempre apertamente favorevole al collegamento sciistico Pinzolo-Campiglio con quella del suo stesso partito, i democratici di sinistra (si pensi a Pinter) allineata all’oltranzismo ambientalista dei Verdi contro la realizzazione del progetto. Quando ormai da un decennio le comunità di due intere valli – Rendena e Sole – chiedono all’unisono l’attuazione di un raccordo che, dopo aver superato l’esame della Valutazione di impatto ambientale, è stato regolarmente inserito nel Pup, non è più accettabile, per il governo provinciale, subire al proprio interno il “niet” di forze alleate il cui giudizio in materia di infrastruture e di gestione del territorio appare dettato solo da motivazioni ideologiche.
Sono scelte come queste che misurano l’idea di sviluppo la cui condivisione dovrebbe informare l’azione di una maggioranza e di una Giunta alle quali i cittadini hanno affidato il compito di rispondere alle loro attese, sia pur nel rigoroso rispetto della risorsa ambientale. Il problema è che quest’idea condivisa di sviluppo non c’è.
Nell’autunno scorso gran parte dei trentini avevano votato centro sinistra illudendosi di veder finalmente superate, anche in virtù del nuovo meccanismo elettorale, le tante incertezze del passato e quella politica dello struzzo e del continuo rinvio delle scelte che nell’ultima legislatura aveva sempre impedito di arrivare al “dunque” in materie cruciali come quella delle infrastrutture. Nove mesi dopo essi scoprono invece che la situazione è esattamente la stessa di cinque anni fa: ci ritroviamo sottoposti ad una coalizione e ad un esecutivo che di fronte alla necessità di dire la parola definitiva su questo nodo cruciale per il futuro del nostro sistema, appare ancora una volta preda del solito “imbarazzo” politico, paralizzato dagli identici dubbi e dalle insanabili contraddizioni di ieri, destinate a sfociare ancora una volta – possiamo già darlo per certo – a rimettere tutto nel cassetto.
Non solo, quindi, finché i trentini si fideranno dell’“intesa” Margherita-Diesse, non vedremo mai partire i lavori per il completamento del carosello invernale Pinzolo-Campiglio – perché di “completamento” e non di una nuova “stazione” si tratta – ma dovremo anche rinunciare ad ogni altro analogo progetto infrastrutturale mirato a rendere competitivo e al passo con i tempi il nostro sistema turistico rispetto all’offerta di tutte le vicine ed importanti stazioni alpine invernali. Con buona pace degli onorevoli diessini Olivieri e Detomas.
Cons. Mauro Delladio