Febbraio 2000

OSPEDALE DI CAVALESE: NON SERVONO A NIENTE

LE DIMISSIONI DI GILMOZZI

Le dimissioni del Sindaco di Cavalese Mauro Gilmozzi da Presidente del Comitato sanitario di Distretto sono l’ennesima strumentalizzazione politica incardinata sullo stato dell’ospedale di Cavalese. Meglio sarebbe stato se si fosse dimesso da Sindaco: l’incisività politica sarebbe stata maggiore. Ma si sa, costa!

Vi ricordate cosa era stato detto quando Forza Italia aveva denunciato con una serie di puntuali interrogazioni la fuga degli anestesisti dalla struttura sanitaria di Cavalese? E quando ci si è accorti dei tagli ai posti letto presso il nosocomio fiemmese? In sintesi: non preoccupatevi, non facciamo allarmismo; vi mandiamo gli anestesisti da Trento, e consideratevi fortunati perchè altrimenti si deve chiudere! E per la riduzione di posti letto: ci siamo sbagliati e annulliamo la delibera incriminata, è stato un errore materiale!

Il piano sanitario provinciale, approvato dalla Giunta provinciale, e distribuito da pochi giorni evidenzia le bugie dette a suo tempo.

Ora, il primo cittadino di Cavalese, con i fidi amici Amministratori locali che senza pudore lo hanno sponsorizzato alle elezioni regionali, progetta una nuova calata a Trento in difesa dell’ospedale minacciando una Guerra santa.

Ancora una volta riscontriamo una bassa speculazione politica in prossimità di un appuntamento elettorale: lo abbiamo visto negli anni passati e nel novembre 1998 con le elezioni regionali e lo vedremo nei prossimi mesi con le elezioni amministrative.

Non preoccupiamoci se gli anestesisti fuggono da Cavalese e se si spendono due milioni al giorno per mandare gli specialisti, pochi e stanchi, da Trento in periferia quando si potevano risparmiare molte risorse finanziarie accettando le richieste degli operatori già sul posto; non preoccupiamoci se al concorso provinciale per otto posti di anestesia sono stati bocciati, per futili beghe interne, gli unici quattro candidati, due dei quali già operativi negli ospedali della provincia. L’Assessore alla sanità, compagno di Gilmozzi nella lista della Margherita, ci dice di non preoccuparci perchè gli specialisti sono presenti a rotazione nei poliambulatori degli ospedali di periferia; non dice l’Assessore che gli appuntamenti vengono dati con mesi e mesi di ritardo e che gli specialisti devono operare con strumentazione insufficiente con grave danno per i pazienti.

Ci imbottiscono di parole: e cioè che la qualità del servizio sanitario deve essere garantita in eguale misura a tutti sia nelle grandi città sia nei piccoli comuni delle nostre valli. Purtroppo nei fatti non è così!

E intanto l’ospedale di Cavalese, come altri delle vallate esterne della provincia, muore.

E la Margherita, partito del centrosinistra trentino e del Sindaco Gilmozzi, dopo aver imbrogliato le periferie sgoverna il Trentino.

Adesso sul tavolo ci sono le dimissioni di un Presidente di Distretto che, sedotto e abbandonato dalla Margherita, grida al tradimento. Un Presidente che segue le orme del Consigliere Turrini al quale, poche settimane fa, aveva garantito che i suoi amici della maggioranza, compresi i comunisti, ascolteranno le richieste sanitarie provenienti dalla valle di Fiemme: di stare tranquillo.

I fiemmazzi devono sapere che i soliti poteri forti centrali sanitari, economici e politici identificano nelle valli periferiche, soprattutto in occasione delle elezioni regionali, candidati forti ma non a sufficienza per battere i candidati espressione del centro o delle città più popolose.

Dimettersi da Presidente del Comitato di Distretto non servirà a niente. Tutti noi, ognuno per il proprio ruolo, dobbiamo rimanere al proprio posto e dare battaglia. L’ospedale di Cavalese, come tutti gli ospedali di periferia, si salva con una politica intelligente di potenziamento e specializzazione; con una politica lontana dai poteri forti locali o centrali; con una politica seria, basata sul buon senso e molte volte silenziosa.

E’ troppo comodo dimettersi dall’incarico che ti permetterebbe di dire e di gridare le ragioni di una valle e riempire i giornali di frasi vuote buone solo per creare immagine al fine di farsi rieleggere.

Con chi stavolta, forse con un nuovo schieramento?

Cons. Mauro DELLADIO