Giugno 1996

RIFIUTI - DISCARICA DI CAPRIANA

Prendo spunto dalla riunione congiunta dei consigli comunali di Tesero e Cavalese, per discutere sulla necessità di ampliare la discarica comprensoriale di Valzelfena e dall’articolo di oggi 18 giugno 1996 sul quotidiano Adige per fare alcune considerazioni sul tema discariche e smaltimento rifiuti.

Già il 20 novembre 1995 avevo presentato in Provincia un’interrogazione in tema di discariche in esaurimento, riciclaggio, pirolisi e termodistruzione con recupero di energia e chiedevo se nelle prossime modifiche al Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti della Provincia di Trento era contemplata, per tutte le discariche ed in particolar modo per quelle periferiche :Primiero, valli di Sole, Non, Fiemme, Fassa e Giudicarie, che non fanno riferimento agli impianti per la produzione di R.D.F. (Refuse Derived Fuel), oltre alle varie tecniche di riciclaggio, l’attivazione di impianti basati su processi fisico-chimici della pirolisi.

Nella risposta al documento informativo si evidenzia che la tecnologia della termolisi (che è una variante avanzata della pirolisi) è già prevista ma limitatamente ai due impianti previsti per la produzione di R.D.F. di Trento e di Rovereto. L’assessore competente non ritiene adeguata, per ragioni di economia di scala, la costruzione di tanti piccoli impianti di termolisi nei Comprensori più periferici.

A questo punto sorgono spontanee alcune domande.

Visto che l’ampliamento dello stabilimento di Valzelfena sarà pronto solo in dicembre (ottimisticamente parlando...) e visto l’incremento turistico registrato ultimamente, quando saranno stati depositati i 55 mila metri cubi previsti di ampliamento della discarica di Valzelfena, cosa potrà fare il Comprensorio di Fiemme? Si conferiranno i rifiuti nella discarica ai Cantoni di Capriana, ma sarà realizzata per quel tempo? Ci sono soluzioni alternative ?

Ritengo irresponsabili gli assessori competenti che non vogliono assumere decisioni politiche.

Inoltre è da denunciare l’assoluta assenza di linee politiche e la totale mancanza di progettualità alternativa al problema rifiuti: una bomba ad orologeria che esploderà quanto prima! E poi di nessuno sarà la colpa: Casagranda scaricherà su Giovanazzi, Giovanazzi su Leveghi e così via fino alla fine della legislatura e poi chi verrà vedrà! E poi si deciderà con emergenza come per i rifiuti della val di Non che dovranno essere conferiti a Trento presso la discarica Ischia-Podetti, che vedrà sempre più ridotta la sua vita, oppure fuori provincia con costi altissimi che graveranno sulla collettività.

Ritengo che non bisogna aspettare fino all’ultimo momento per muoversi in tutte le sedi competenti. Ribadisco che è opportuno permettere la sistemazione presso le discariche periferiche, come quella di Fiemme, di impianti che si basano sul processo fisico-chimico della termolisi o pirolisi e che impiegano un’originale tecnologia di termo-gassificazione controllata.

Si tratta di una complessa serie di reazioni chimiche e fisico-chimiche che hanno luogo nella sostanza organica ed inorganica sotto l’azione del calore, in assenza di ossigeno o di qualsiasi altro ossidante. Tali impianti consentono di recuperare dai materiali trattati, dei residui solidi, secchi e del tutto esenti da inquinanti organici che si potrebbero usare come combustibili per centrali termoelettriche. Un’ulteriore fondamentale funzione è la separazione del residuo solido di materie prime e seconde, con la conseguente possibilità di recupero. Il sistema di depurazione dei fumi permette l’abbattimento delle polveri ed il recupero dell’acido cloridrico sotto forma di soluzione acquosa. Tutto il processo è realizzato in modo da impedire tassativamente la formazione di diossine. Stando alle informazioni raccolte il costo dell’impianto è molto limitato, dell’ordine di alcuni miliardi, contro i circa cento (i primi !?) per un inceneritore provinciale ed i circa venticinque per un impianto R.D.F..

Se non si vuole adottare decisamente tale tecnica si potrebbe provare almeno con uno o più impianti sperimentali. Valzelfena potrebbe ospitare un impianto di questo tipo, si ridurrebbe il deposito dei rifiuti e si allungherebbe la vita della discarica in attesa che si costruiscano gli impianti R.D.F. a Trento e Rovereto magari con tecniche, come ho suggerito, di project financing ossia di costruzione e gestione da parte dei privati di impianti di termodistruzione o di altre strutture utili alla collettività.

Esprimo inoltre preoccupate perplessità per la realizzazione della discarica ai Cantoni nel comune di Capriana: sistemata in una zona di esondazione del torrente Avisio, ai piedi di un versante geologicamente instabile sul quale sarà costruita una strada tortuosa con costi altissimi e solcato da rivi che devono essere regimentati ed altamente pericolosa dal lato idrico e igienico.

Sono Consigliere provinciale e pertanto non posso fermarmi al "ponte della Costa" o a Trodena, di comunitaria memoria; devo ragionare per il bene di tutti gli abitanti del Trentino, anche per i lavisoti e per i trentini di Trento.

Perché si vuole la discarica ai Cantoni di Capriana e non si cercano soluzioni alternative? Quanto costerà l’eventuale bonifica di tutte le discariche del Trentino nel futuro?

E’ evidente una colpevole ottusità politica che potrebbe anche poi sfociare in responsabilità ben più gravi di natura penale.

E’ chiaro che il problema diventerà esplosivo nell’immediato futuro e che occorrono soluzioni adeguate ed intelligenti.

Già il Comprensorio effettua una raccolta differenziata per vetro, carta, pile, lattine, rifiuti domestici pericolosi e altro e ha istituito una commissione consultiva.

Occorre procedere velocemente alla realizzazione degli impianti per la produzione R.D.F. o di termodistruzione con recupero di energia al fine di conferire il residuo dei rifiuti delle valli periferiche considerando che i tempi di entrata in esercizio, secondo le indicazioni dell’Assessore, dipenderanno dall’iter procedurale dell’appalto di servizio (8-10 mesi): dopo aver raccolto tutti i pareri. Seguirà la procedura V.I.A. (12 mesi) e poi occorreranno altri 500 giorni dalla data di consegna da parte della Provincia delle aree su cui insisterà l’impianto: tempo comprensivo della costruzione e messa a punto dell’impianto.

Purtroppo l’ attuale maggioranza che governa il Trentino è contraddittoria e poco autorevole.

Sarà mio dovere agire all’interno dell’aula consiliare, che è la sede competente, quando si revisionerà il Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti, proponendo emendamenti e altro secondo le indicazioni che ho espresso poc’anzi.

Cons. Mauro DELLADIO