Marzo 2004
Dopo Madrid, no alla moschea!
Ritengo importante e positivo che i musulmani del Trentino abbiano preso pubblicamente e nettamente le distanze dal terrorismo di matrice islamica dopo le stragi di Madrid, mentre su questo primo, clamoroso atto di sangue firmato da Al Qaede in Europa, le cronache hanno registrato il “silenzio assordante” dei paesi arabi, gli unici a non aver condannato un crimine così orrendo contro l’umanità.
Sono convinto che fra i musulmani immigrati nel nostro territorio sia giusto riconoscere la presenza di un’ampia componente moderata, rispettosa dei valori della civiltà occidentale e desiderosa di convivere pacificamente con la comunità locale.
Non possiamo tuttavia ignorare l’inquietante segnale emerso dalle indagini attorno alla tragedia dell’11 marzo.
Come ha lucidamente avvertito un osservatore esperto e autorevole come Magdi Allam e hanno dimostrato nei giorni scorsi i concreti riscontri raccolti al riguardo dalla Magistratura a Roma e in varie altre città italiane, le moschee possono potenzialmente costituire, e in alcuni casi sono già di fatto, “fucine” nelle quali si formano, si alimentano ideologicamente e si organizzano gli esponenti del più violento ed oltranziasta fanatismo islamico.
Alla luce di questi dati e pur senza negare la buona fede di molti musulmani residenti nel nostro territorio, credo che sotto il profilo delle misure di prevenzione le autorità di pubblica sicurezza debbano vietare l’apertura di una moschea in Trentino.