Giugno 2004
INTERVISTA AL PERIODICO L’AVISIO
D. L’elezione dei nuovi sindaci di Predazzo e Cavalese e la loro collocazione politica pongono un problema di egemonia “culturale” nelle valli dell’Avisio?
R. Non possiamo non ricordare che il sindaco di Cavalese ha militato in un passato recente in Forza Italia e che il sindaco di Predazzo ha come compagni di viaggio assessori di chiara collocazione politica di centro destra, per non dire di destra. Di “culturale” c’è ben poco: si può parlare, invece, di volontà di occupare posizioni di potere a tutti i costi, mascherata dietro liste civiche e un’indipendenza non autentica. Il condizionamento dei poteri politici provinciali è sempre forte, con pressioni e imposizioni nel reclutamento e nelle alleanze politiche territoriali addolcite dalle promesse di contributi. E’ più facile essere dalla parte dei potenti di turno.
D. La quasi totale scomparsa della Lega, la marginale presenza di An, un’Udc carente di leadership e un movimento come Forza Italia che fatica a radicarsi nel territorio: come pensa, il centrodestra, di riorganizzare l’opposizione nelle valli?
R. Ogni partito ha i suoi problemi che dovrà risolvere da sé. Forza Italia si sta organizzando, non senza difficoltà, con nuove risorse umane che vanno ad integrare quelle che hanno resistito nel tempo e non si sono lasciate ammaliare dal canto delle dalle sirene e in particolare della Margherita. E’ più facile parlare di centrodestra in occasione di elezioni politiche nazionali che di elezioni amministrative; soprattutto in un Trentino dalla forte tradizione democristiana e, purtroppo, cattocomunista.
Ogni elezione comunale presenta risultati diversi legati alle persone coinvolte, alle parentele, alle simpatie ed antipatie nate nel tempo, ed ai potentati locali. Forza Italia in questo contesto si muove coinvolgendo chiunque si identifichi in una politica dei fatti, ad ogni livello, con una chiara connotazione di antagonismo alla sinistra.
D. Valli di Fiemme e Fassa, valli ricche ma con una serie di nuove sfide da affrontare: immigrazione in costante aumento, nuove povertà specialmente tra gli anziani, forte diffusione della droga tra i giovani. Come affrontare questi problemi?
R. Se il Governo nazionale si muove concretamente (checché se ne dica!) applicando nuove norme in tema di immigrazione, tutela e sostegno della famiglia, aiuto agli anziani e alle fasce più deboli della società, anche la Provincia deve intervenire con la sua autonomia aggiornando gli strumenti legislativi e finanziari. Noi consiglieri di minoranza, in un contesto di regole nuove, ci impegneremo in azioni di proposta, controllo e denuncia nei confronti della supermaggioranza dellaiana, assicurando l’obiettività di sempre: se la proposta è buona non c’è motivo di opporsi. Sperando che questo criterio sia seguito anche dagli altri.
D. L’ambiente è la nostra principale risorsa. Quali sono le vostre proposte per coniugare lo sviluppo turistico con la salvaguardia del territorio?
R. Il concetto di tutela dell’ambiente, come la solidarietà, non è patrimonio di una sola parte politica: è trasversale. Dovrebbe essere insito di ogni cittadino. Ogni iniziativa, sia essa infrastrutturale o di crescita edilizia, deve tener conto della sostenibilità dello sviluppo per tutelare l’ambiente in cui viviamo, nel quale accogliamo tanti ospiti e che domani consegneremo alle generazioni future. Sarebbe da irresponsabili pensare egoisticamente solo all’oggi, con politiche di urbanizzazione e sfruttamento disattente alle ricadute sul territorio e sulla collettività.
D. Quali sono le tre priorità che Forza Italia affronterebbe se avesse la responsabilità dell’amministrazione valligiana?
R. Tutela delle classi sociali più deboli, sicurezza, contenimento delle tariffe e tasse, realizzazione di asili nido e revisione della pianificazione urbanistica sono le problematiche più sentite e sofferte da tutti i trentini, e non solo delle nostre valli. Gli enti pubblici territoriali dovrebbero muoversi con una politica saggia impegnandosi a contenere le spese correnti e ad eliminare gli sprechi recuperando risorse per attuare un calo delle tariffe-tasse sui servizi erogati (acqua, rifiuti ecc.). Non meno importante è poi la revisione della pianificazione urbanistica comunale, soprattutto nei centri storici attualmente ingessati da norme che impediscono il recupero abitativo di molti edifici sia nei sottotetti che nei pianoterra, tanto per le prime case quanto per le attività commerciali o artigianali.
D. Qual è il lavoro “politico” che porti avanti in Fiemme e Fassa in questo periodo?
R. Dal 1993, anno in cui sono stato eletto consigliere regionale per la prima volta, proseguo nella mia opera “silenziosa” prestando assistenza a tutti i cittadini e dando una mano agli amici eletti nelle istituzioni, come pure a chiunque mi sottoponga le sue preoccupazioni o problematiche. La lista delle attività a favore delle persone, delle famiglie, delle associazioni e delle imprese sarebbe troppo lunga. “Gutta cavat lapidem”: la goccia scava la pietra…
D. Le recenti elezioni europee nella nostra provincia. Come giudica i risultati ?
R. Perdere qualche punto percentuale in un contesto mondiale che ha visto l’11 settembre di New York e l’11 marzo di Madrid, le guerre in Afganistan ed in Iraq, una crisi economica mondiale micidiale aggravata dall’introduzione dell’euro, la crisi economica del Sud America unita alla concorrenza sleale asiatica, senza dimenticare i problemi dell’Italia tra cui il buco economico di bilancio lasciato dal precedente governo dell’Ulivo, è quasi un miracolo.
Se da un lato si registra una tenuta della coalizione sia a livello nazionale che provinciale dall’altro dispiace molto la mancata elezione del nostro europarlamentare Santini: il Trentino ora è senza rappresentanti locali.
Forza Italia consegue comunque buoni risultati soprattutto in periferia: in val di Fiemme, ad esempio, da sola ha una percentuale pari alla coalizione Uniti nell’Ulivo che si sa è un cocktail di partiti e ambiguità. Il risultato di queste elezioni – sono convinto – daranno nuovo slancio alla coalizione di governo che saprà e dovrà completare le riforme iniziate e da tutti attese: riforma fiscale, federalista e della giustizia per citarne alcune. L’importante è vincere le politiche del 2006 presentandosi agli elettori con le promesse mantenute. Il resto sono solo chiacchere … politiche, ben s’intende!