INTERVISTA A MAURO DELLADIO PER “LA FINESTRA”
Febbraio 2001
D. Con il congresso di dicembre Forza Italia si è data un nuovo organigramma. Che clima si respira ora all’interno del Suo partito? Nel recente passato Lei è stato talvolta critico nei confronti della segreteria provinciale. Adesso è tutto chiarito?
L’ultimo congresso di Forza Italia ha segnato un’importante convergenza di intenti fra le due “aree” presenti nel Partito. I militanti e simpatizzanti che considerano il sottoscritto come loro punto di riferimento hanno convenuto sul fatto che era necessario, in questa fase preelettorale, unire gli sforzi per cercare di vincere le prossime elezioni parlamentari che sono propedeutiche alle elezioni regionali del 2003. La compartecipazione mia nel Partito – sono vicecoordinatore provinciale – e di altri, è importante per dare voce alle richieste e suggerimenti provenienti dal territorio e per ristrutturare e organizzare Forza Italia del Trentino.
Resta sempre viva la volontà di essere, come nel passato, osservatori attenti e propositivi nei confronti dei vertici politici di Forza Italia. Per questo ricordo quanto ho dichiarato nel congresso di dicembre ossia che coinvolgimento, partecipazione, rappresentatività e corresponsabilità nelle scelte dovranno essere le basi per lanciare il Partito verso nuovi obiettivi e risultati. Se dovessero venir meno queste indicazioni, che erano e sono supporto indispensabile al coordinatore provinciale Bonazza, mi riterrò, insieme ai moltissimi amici che hanno condiviso con me questa situazione, libero da ogni impegno.
D. In Trentino la “campagna tesseramento 2000” di Forza Italia forse è andata meno bene del previsto o comunque non in linea con quanto è avvenuto in tutte le altre Regioni del Nord. Ritiene che ci sia qualcosa da migliorare nel vostro approccio con i trentini?
Bisogna ricordare che il costo della tessera di Forza Italia, nel passato, era, e rimane elevata (100.000 lire); al contrario degli altri partiti che chiedono ai loro associati importi molto minori. Ultimamente sono state rese disponibili tessere a costi più accessibili per i giovani e per i seniores. La nuova organizzazione ci aiuterà in un maggior radicamento del partito sul territorio per coinvolgere più persone che saranno i nostri riferimenti politici e organizzativi. Con il loro aiuto volontario e finanziario raggiungeremo maggiori e migliori risultati.
D. La giunta di Lorenzo Dellai è in carica da oltre due anni. Che giudizio ne dà?
L’attuale maggioranza, eterogenea e riottosa, se ha raggiunto qualche obiettivo – approvazione di leggi importanti – lo deve alle minoranze che con spirito serio e responsabile hanno lavorato molto nelle commissioni senza ostacolare l’iter legislativo dei provvedimenti. Ad esempio si può ricordare fra i lavori della Seconda commissione legislativa, di cui sono Presidente, la legge unica sull’economia, sulla somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, sul commercio, sull’ESAT e altre, con le rispettive delibere di attuazione, approvate a tempi di record anche in sedute straordinarie. Ciò per dare risposte tempestive alle esigenze della collettività trentina. Se ci sono ancora disegni di legge importanti giacenti negli ordini del giorno delle Commissioni permanenti consiliari, lo si deve alla mancanza di condivisione sulle priorità dei provvedimenti da parte della maggioranza.
La Giunta Dellai si è dimostrata non diversa dai peggiori governi precedenti: il suo obiettivo è quello, tra l’altro, di condizionare gli Amministratori della periferia con lo strumento dei finanziamenti e dei Patti territoriali al fine di conseguire un subdolo proselitismo floreale (Margherita) nelle nostre valli.
Non dimentichiamo la evidente conflittualità interna alla Giunta che vede in prima linea gli eredi degli estremisti ambientalisti e i postcomunisti che con la loro ideologia caratterizzata dall’avversione alla libertà di iniziativa, agli imprenditori e alle infrastrutture bloccano scelte importanti per lo sviluppo del Trentino.
D. Il Trentino Alto Adige è, per tradizione, una terra di moderati, dove conta più “fare” che “parlare”. Eppure, guardando alle recenti cronache politiche, talvolta si ha l’impressione che ogni decisione sia fortemente condizionata da pregiudiziali ideologiche. Si parla tanto, ad esempio, di infrastrutture che mancano (terza corsia del Brennero, Valdastico, funivie, ecc.) ma alla fine non succede mai niente…
Per uno sviluppo armonico del Trentino, che deve confrontarsi sempre di più con un’economia mondiale, servono soluzioni di “contesto” abbandonando la logica dei contributi a pioggia o a fondo perduto che provocano una narcotizzazione del mondo imprenditoriale. Per rendere competitiva la nostra società e le nostre imprese servono infrastrutture stradali ed informatiche quali la Valdastico e Internet; servono politiche economiche con soluzioni legislative ed urbanistiche flessibili, ecologicamente compatibili, che considerino l’ambiente come una risorsa da trasmettere alle future generazioni. Purtroppo le tensioni interne alla Giunta provinciale condizionano e rallentano la crescita del Trentino.
D. Molti ritengono che la nostra Autonomia sia in pericolo. lei che ne pensa?
La mia preoccupazione deriva dalla considerazione negativa che ha la nostra Autonomia al di fuori del Trentino. Molti Amministratori e cittadini italiani, aiutati anche da una propaganda faziosa e non veritiera dei mass media nazionali, vedono la nostra situazione istituzionale come un privilegio da togliere senza analizzare le maggiori competenze che dobbiamo gestire. Tale visione è resa più energica dalla mancanza di riferimenti istituzionali provinciali forti e credibili che dovrebbero saper dimostrare una serietà e una oculatezza di spesa delle risorse. Finanziamenti che derivano anche dall’economia locale e che ritornano in parte (ad esempio i 7 decimi dell’IVA ecc.) da Roma.
Ben venga il federalismo fiscale e la deregulation che ci obbligherà ad essere più avveduti nella gestione dei bilanci e che porterà ad una vera uguaglianza, verso l’alto (!), fra le regioni italiane.
D. Criminalità, immigrazione, droga … Tre problematiche di forte impatto sociale, anche in Trentino. Ritiene che le soluzioni finora proposte siano adeguate?
Anche la società trentina si deve confrontare sempre più con un aumento di criminalità in specialmodo nel fondovalle. Furti, scippi ed aggressioni sono all’ordine del giorno. Se non si prendono provvedimenti urgenti la qualità della vita in Trentino subirà un peggioramento e come già succede in altre regioni contermini si dovrà vivere barricati in casa. Le forze di polizia sono insufficienti e la paura è dilagante. Solo con una politica nazionale forte di controllo e repressione si potrà porre un freno a questa situazione. Compito fondamentale di uno stato di diritto è quello di garantire una coesistenza nel rispetto della legge, di perseguire il crimine, di difendere il patrimonio e la persona. E’ mancata in questi ultimi anni una regia politica che ripristini nel cittadino la sicurezza venuta a mancare. Tempo fa, recependo le istanze provenienti da alcune amministrazioni comunali, sull’argomento sicurezza, ho depositato una mozione in Consiglio per sensibilizzare le Istituzioni provinciali ad intervenire urgentemente nei confronti delle Autorità competenti al fine di veder incrementato l’organico delle Forze dell’Ordine attualmente presenti sul territorio e razionalizzate le risorse disponibili in modo da consentire una più efficace opera di prevenzione e repressione delle attività criminali 24 ore su 24.
Una seria politica dell’immigrazione deve regolamentare l’accoglienza. L’immigrato che viene in Italia deve avere un lavoro, qualcuno che garantisca per lui al fine di assicurare a questi e ai nostri concittadini che lo ospitano una esistenza decorosa. Occorrono insomma regole semplici e chiare che permettano un inserimento sociale analogo a quello dei nostri nonni emigranti in America o in altre parti del mondo.
Lotta dura invece alla clandestinità che molte volte è origine di delinquenza, sfruttamento della prostituzione, spaccio di stupefacenti, saccheggio negli appartamenti e altro.
Desidero evidenziare un aspetto legato all’immigrazione che mi preoccupa: la “conquista” dell’Europa da parte dei musulmani che sono la maggior parte dei circa 13 milioni di extracomunitari presenti. Esiste una islamizzazione strisciante (in Italia sono 600.000 circa, 10.000 convertiti, 150 luoghi di preghiera e 3 moschee) che provoca, per un eccesso di rispetto verso le convinzioni politiche e religiose altrui la scomparsa dei crocefissi a scuola, l’annullamento della festa del Natale e delle preghiere nelle scuole materne, il confezionamento di pasti diversi dalla nostra tradizione per il loro rifiuto della carne di maiale, l’apertura delle piscine pubbliche in modo esclusivo alle sole donne islamiche, ecc.. In Italia si costruiscono moschee e cimiteri islamici. E chi si oppone è un razzista! Proviamo a chiedere in un Paese islamico di poter costruire una chiesa cristiana! Manca il concetto di reciprocità e soprattutto non sono riconosciuti i diritti umani. La condizione femminile nel mondo islamico è l’esempio più eclatante: i figli sono di proprietà del marito, come la donna che può essere ripudiata e, solo per citare pochi aspetti della questione, l’uomo può avere più mogli. Si capisce che i problemi giuridici, religiosi e culturali non sono trascurabili. Io non ho intenzione di sottomettermi alla Shaaria, nè intendo accettare un diritto di famiglia diverso dal nostro per perdere alla fine il senso della nostra storia secolare e l’identità europea che ci appartiene.
Ha detto il Cardinal Biffi: “... l’Europa o ridiventa cristiana o diventa musulmana ...”.
Anche in tema di droga il governo sinistroide è da condannare. Il Parlamento italiano aveva vincolato il Governo ad una politica di lotta alle tossicodipendenze ed allo spaccio delle stesse, il Ministro Veronesi invece, per converso, critica l’antiproibizionismo e minimizza i danni provocati dall’uso dell’ecstasy. Si promuove l’uso terapeutico della canapa e si somministra metadone ed eroina invece di sostenere le strutture di accoglienza per il recupero dei tossicodipendenti. Così in Italia, così in Trentino.
D. Lei è stato uno tra i primi consiglieri regionali d’Italia ad aprire un sito Internet. Per quale ragione e con quali risultati?
La decisione di creare un sito Internet personale già dal lontano 1997 deriva dalla mia formazione professionale. Sono un tecnico e come tale utilizzo tutto ciò che la scienza mi offre per velocizzare la mia attività, essere indipendente nei lavori di ufficio e per migliorare il contatto con i cittadini. Chiunque collegandosi su "www.delladio.com" può leggere i verbali di quanto ho esposto in Consiglio provinciale e regionale, integralmente, “alla virgola”. Trova tutti gli atti: interrogazioni, disegni di legge, recapiti, articoli di giornale e la caratteristica E-mail: delladio@delladio.com per conferire con me. Molti cittadini scrivono per segnalarmi problemi, per chiedere informazioni e altro. Io sono il loro portavoce, il loro punto di riferimento sicuro nelle Istituzioni. Finora migliaia sono stati gli accessi all’archivio telematico che porta il mio nome con una media giornaliera molto alta per un sito personale come questo. Lo slogan che mi ha permesso di sopravvivere nella competizione politica con la rielezione del 1998 e che continuerà ad accompagnarmi in tutta la mia attività nelle istituzioni è il seguente: “Ogni problema ha avuto ed avrà sempre una risposta”. Provare per credere!
Cons. Mauro DELLADIO