Febbraio 2003
LAUREE D’ELITE IN PROVINCIA DI TRENTO
Ancora una volta la politica dell’attuale Giunta provinciale di centrosinistra favorisce gli sprechi e inserisce gravi discriminazioni nella società trentina. Non solo i superfuoristrada ed i supertelefonini per i superispettori dei Vigili del Fuoco, non solo gli elenchi di potenziali partecipanti ai corsi di formazione professionale organizzati dalla provincia finiti alla Consulting Trentina - società di consulenza del senatore della Repubblica Mauro Betta e grande amico del Presidente Dellai - non solo le ristrutturazioni d’oro delle cantine del “Palazzo del Potere”, ora anche le lauree d’elite per alcuni dipendenti provinciali.
Con l’interrogazione 1659 del novembre u.s. denunciavo i privilegi, concessi dalla Giunta provinciale a guida Dellai ai dipendenti pubblici provinciali, che prevedono il conseguimento di una laurea con una serie di agevolazioni quali classi speciali, rimborso delle tasse universitarie, libri, aumento del monte ore per studio (attualmente 150 ore) e altro.
L’operazione marcatamente elettoralistica è sicuramente discriminante nei confronti di quelle famiglie che, sopportando sacrifici non indifferenti, sostengono il peso di un figlio all’università e di tutti gli studenti lavoratori.
Sicuramente è dovere dell’Ente pubblico stimolare e agevolare la crescita culturale dei propri dipendenti, ma facilitare il conseguimento del diploma di laurea ai dipendenti provinciali a spese della collettività per avere un esercito di dottori non sembra un’idea condivisibile e forse l’ideatore di questa geniale pensata è il classico esempio di forza lavoro levata all’agricoltura.
Sarcasticamente chiedevo, tra l’altro, se l’iniziativa è stata creata ad hoc per qualche componente della Giunta provinciale che così, completando gli studi, potrà essere chiamato dottore in attesa del conferimento di una laurea honoris per avere promosso una politica di alto livello.
La risposta all’interrogazione ribadisce l’assenza di discriminazione nei confronti di coloro, non dipendenti provinciali, che stanno affrontando gli studi universitari (sic!) e sottolinea che l’iniziativa è vantaggiosa per l’Ente pubblico perché tali corsi sostituiscono l’attività formativa interna (ancora sic!).
La Provincia annovera tra i propri dipendenti 906 unità in possesso del diploma di laurea e 2217 in possesso del diploma di scuola media superiore. Vale la pena ricordare che il costo dell’operazione “una laurea ai dipendenti provinciali” si aggira in € 146.000,00 per l’anno accademico 2002/2003 e in circa € 180.000,00 per l’anno accademico 2003/2004.
Considerazione finale: il “Trentino” pubblico è più favorito del “Trentino” privato ed il centro ancora una volta è più aiutato rispetto alla periferia! Grazie Dellai!
Cons. Mauro Delladio