Novembre 1999
COMMERCIO
Il disegno di legge "Disciplina dell'attività commerciale in provincia di Trento", di cui la seconda Commissione legislativa del Consiglio provinciale da me presieduta ha esaminato in ottobre i primi 19 articoli, riservandosi di completarne la valutazione in novembre, si propone di recepire anche in Trentino il decreto Bersani varato nell'aprile del 1998 per introdurre innovazioni sostanziali nelle regole che presiedono al funzionamento del sistema distributivo in Italia.
Non mi soffermo più di tanto sul grave ritardo accumulato nel portare avanti la proposta dall'assessore provinciale al commercio Remo Andreolli e dalla Giunta insieme alle forze della maggioranza, la cui imprevidenza in termini programmatori, nell'individuazione di una gerarchia di priorità, ha oggettivamente impedito all'Aula di occuparsi di questo provvedimento entro il 31 ottobre, diversamente da quanto era invece stato sempre promesso.
Mi limito soltanto a dire che non si può scaricare sulle opposizioni la responsabilità del mancato inserimento di questo importante testo di legge nel calendario dei lavori dell'emiciclo di piazza Dante, perché solo la Giunta Dellai disponeva di tutte le condizioni operative e dei tempi utili a garantire il raggiungimento di tale obiettivo.
Sta di fatto che, invece, ci siamo visti costretti ad approvare d'urgenza - anche qui non senza difficoltà, il 5 novembre scorso, all'interno del disegno di legge in materia di sostegno all'economia - una norma straordinaria che prorogasse fino al marzo prossimo lo stop all'apertura di grandi superfici di vendita nella nostra provincia, in attesa del varo della nuova disciplina commerciale. Il voto favorevole a questo emendamento era un atto dovuto per impedire che, venendo meno il 31 ottobre il blocco provinciale delle autorizzazioni all'apertura di grosse strutture distributive ed in mancanza di una nuova legge, si aprisse un'insidiosa "finestra" attraverso la quale grandi gruppi e catene commerciali avrebbero potuto chiedere e ottenere di insediare proprie attività sul nostro territorio, con prevedibili contraccolpi negativi per l'attuale rete di punti vendita e pregiudicando anche il riordino complessivo del sistema.
Ora, dopo lo "scampato pericolo" a me preme ribadire che la seconda Commissione legislativa, la cui agenda ha rispettato le scelte concordate dalle forze consiliari e quindi gli equilibri raggiunti tra maggioranza e minoranze, ha senz'altro tenuto fede ai propri impegni. Ciò nonostante è chiaro che pur esaurendo diligentemente il nostro compito entro novembre, il disegno di legge potrà essere discusso in Aula solo all'inizio del 2000. C'è veramente da augurarsi che questo avvenga in gennaio o febbraio, perché se la data di approvazione dovesse sfondare anche il limite del 31 marzo, non potremmo certo proporre al Governo romano un'ennesima proroga del blocco alla grande distribuzione. E' quindi nell'interesse di tutti che un provvedimento volto a recepire in Trentino il decreto Bersani venga varato al più presto.
Questo non significa che non sia opportuno introdurre miglioramenti anche significativi al testo proposto dall'assessore, soprattutto in ordine ai grandi nodi dell'urbanistica commerciale e delle superfici di vendita in rapporto ai piccoli e grandi Comuni del nostro territorio. Il criterio che a mio avviso occorre comunque adottare dovrà essere quello di contemperare la tutela dei non pochi aspetti validi dell'attuale sistema distributivo, chiesta dalle associazioni dei commercianti, con la necessità di rinnovare e semplificare le regole, ma soprattutto di riqualificare gli operatori e i servizi che l'evoluzione del mercato e la domanda dei consumatori oggi inesorabilmente impongono. Non idealizzerei quindi per il Trentino una liberalizzazione del commercio, anche perché le esperienze di alcuni Paesi che hanno scelto di eliminare o quasi le regole in questo settore si stanno rivelando largamente fallimentari. Sottoporrei piuttosto il governo del comparto ad una disciplina-quadro che affidi la regìa del sistema distributivo ad un tavolo paritetico Provincia-Comuni-operatori, parti sociali e consumatori, per esercitare con flessibilità un forte ruolo di regìa, di filtro e di controllo e prestare più attenzione agli effettivi bisogni di sviluppo del settore sia attraverso un apposito Osservatorio del commercio (il cui ruolo nell'attuale disegno di legge va sicuramente potenziato) sia valorizzando le iniziative di formazione degli operatori. Da questo punto di vista il provvedimento potrà quindi essere ulteriormente perfezionato in Aula, al di là degli emendamenti introdotti dalla seconda Commissione legislativa. Di sicuro comunque, su questo disegno di legge importantissimo per le sorti dell'economia e della società trentina del prossimo secolo, occorrerà tornare a riflettere con molta cura anche nei prossimi mesi, individuando precise valutazioni ed eventuali proposte di revisione dell'articolato i cui contenuti, se dovessero "passare" senza il necessario vaglio critico da parte nostra, potrebbero aprire la strada a situazioni pressoché impossibili da correggere in seguito. E' il caso quindi di arrivare preparati all'appuntamento con il dibattito in Aula.
Cons. Mauro DELLADIO