Settembre 1996
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE
Preg.mo Dott. Carlo Andreotti,
mi permetto di ricordarLe che la seconda Giunta da Lei presieduta aveva presentato il 23 luglio scorso un programma politico suddiviso in 9 ragionamenti, con cui lEsecutivo rimpolpato da alcuni esponenti del centro-sinistra, riteneva di arrivare, salvandosi la faccia, alla fine dell'undicesima legislatura.
L'unico elemento innovativo e degno di nota del primo "ragionamento", ma in fondo dell'intero programma, consiste nella creazione di una task force incaricata di "valorizzare appieno" la scelta di metodo dell'Esecutivo.
Un metodo - si dice - "ispirato al quadruplice criterio della collegialità (in Giunta e con la maggioranza consiliare), della progettualità (per scongiurare la tirannia dell'ordinaria amministrazione), della concretezza (obiettivi possibili) e della concertazione, ovvero del confronto e della corresponsabilizzazione, nelle reciproche autonomie, dei Comuni, delle parti sociali, delle molteplici, diverse istanze della società civile."
Tutto questo - e non è poco - dovrebbe essere "valorizzato" dalla task force, destinata quindi, se realizzata, a diventare un'entità politicamente strategica, di ideazione e di regìa generale, a sostegno dell'attività della Giunta.
Tuttavia, dopo oltre due mesi, della task force da Lei annunciata in Aula non c'è ancora traccia.
Forse durante l'estate l'Esecutivo che Lei presiede, ci ha ripensato.
Ma c'è chi sostiene invece che il gruppo di lavoro "è allo studio", e già circolano i nomi delle "teste d'uovo" candidate a formare questo "pensatoio".
Si dà per certo Giorgio Tonini, leader dei cristiano-sociali del Trentino e gran suggeritore degli assessori progressisti, nonchè redattore dell'ufficio stampa della Giunta provinciale.
Non potrà mancare Antonio Barbetta, punto di raccordo con la struttura provinciale, visto che la task force sarà inserita proprio nella segreteria generale della Giunta, a lui affidata.
Teoricamente, della mitica task force dovrebbe far parte anche Franco Cortelletti, dirigente del servizio programmazione, dato che si dovrà discutere di progetti e strategie, ma non esistono conferme al riguardo.
Tra i consulenti esterni sarà forse "ripescato" Ivo Rossi, già richiesto dalla sinistra per la poltrona di dirigente generale dei settori economici della Provincia, ex direttore dell'Unione turismo e commercio.
Certo è che, sulla piazza, gli "intellettuali organici" all'anomala alleanza di governo tra autonomisti, ex democristiani di Grandi, la Rete e il Pds, scarseggiano sia dentro che fuori del Palazzo.
Senza dubbio, però, non sono pochi i dirigenti provinciali e i sedicenti "filosofi" simpatizzanti o militanti dei partiti dell'attuale maggioranza consiliare, che ritengono di avere tutti i numeri per entrare nella task force.
A questo punto, Presidente Andreotti, Lei deve chiarire le intenzioni effettive della Giunta, un po' più precisamente di quanto abbia fatto in luglio.
Se questo chiarimento tarderà ancora, il rischio è che i servizi e gli uffici provinciali si sentano sempre più demotivati e rallentino l'attività in attesa di questo organismo, dotato di forti poteri di coordinamento e di progettazione all'interno dell'apparato.
E' quindi urgente che Lei risponda con precisione ai seguenti interrogativi in ordine alla citata task force, specificando esattamente se:
1. tale organismo sarà istituito si o no; se sì, quando;
2. quali compiti e obiettivi verranno assegnati ad esso;
3. chi e quanti sono coloro che dovranno parteciparvi, con quali requisiti e quali incarichi saranno affidati a ciascuno dei componenti;
4. i membri della task force saranno scelti all'interno della struttura provinciale o chiamati come consulenti dall'esterno; quanti all'interno, quanti all'esterno e perchè;
5. se individuati all'interno della struttura provinciale, i dipendenti - funzionari o dirigenti, che entreranno in tale organismo dovranno abbandonare in parte o completamente il loro precedente incarico; nel secondo caso da chi saranno rimpiazzati;
6. perchè, anzichè creare un nuovo organismo, non si è pensato di utilizzare i comitati, le commissioni e gli organismo già esistenti, come ad esempio il comitato per la programmazione della Provincia;
7. quali spese si prevedono per l'istituzione ed il funzionamento della task force, visto che ad esse non vi è alcun cenno nè nel bilancio di previsione per il 1996 nè all'interno della successiva manovra di assestamento;
8. quale sarà il rapporto fra tale organismo e la struttura dei dipartimenti, dei servizi e degli uffici della provincia;
9. in particolare, come si pensa di armonizzare il ruolo del nuovo organismo con quello del segretario generale della Giunta e del servizio programmazione della Provincia.
In attesa di cortese risposta Le porgo distinti saluti.
Cons. Mauro DELLADIO