Dopo i continui terremoti politici dei mesi scorsi, l’inverno potrà rivelarsi decisivo.
Le quattro stagioni della Giunta Dellai.
Emersa un’inconciliabilità di vedute presente fin dall’inizio della legislatura.
Può essere istruttivo, per valutare la stoffa politica di chi oggi siede nella “cabina di comando” della Provincia, ripercorrere brevemente le ultime tre stagioni della Giunta Dellai.
La primavera 2000 è stata un lungo conto alla rovescia dovuto all’inquietante attesa che trascorressero i fatidici 90 giorni entro i quali il presidente della Giunta provinciale si era impegnato a predisporre i famosi “atti di indirizzo”, vale a dire i documenti che avrebbero dovuto sciogliere concretamente alcuni nodi cruciali per lo sviluppo del Trentino (in materia di mobilità, turismo, ambiente). Gli “atti” si sono invece rivelati una serie di deludenti dichiarazioni di principio, pagine e pagine di nuove analisi relative ai problemi già noti con l’annuncio di non meglio definite decisioni future.
Con queste premesse era pressoché inevitabile che per presidente & soci l’estate non risultasse soltanto “calda”, ma li costringesse a camminare sulla graticola delle roventi tensioni interne all’esecutivo circa gli orientamenti da adottare a proposito delle stesse questioni di cui sopra (sì o no ad impianti e piste, compatibilità ambientale, strade, prospettive di crescita delle valli) ancora oggetto di profonde ed insanabili divergenze interne alle diverse componenti della coalizione di centro-sinistra, rimaste tali anche dopo il faticoso compromesso raggiunto in extremis sulla proposta di Variante al PUP.
Ed eccoci finalmente all’autunno, stagione che in teoria, dopo le delicate scelte urbanistiche compiute dalla Giunta, avrebbe dovuto placare e rasserenare gli animi. Evidentemente, però, sono mancati ancora una volta i presupposti per concordare anche soltanto una tregua fra le parti, se ai primi di ottobre si è diffusa la notizia che il segretario diessino Bondi ha “concesso” al già stremato presidente Dellai un ultimatum di 20 giorni entro i quali si dovrà, a suo dire, stipulare un nuovo accordo programmatico di governo, considerato conditio sine qua non per la tenuta dell’alleanza politica che regge le sorti del Trentino.
Dall’inizio di quest’anno, dunque, i vertici della massima istituzione provinciale sono politicamente “terremotati” da un conflitto di potere la cui natura appare ormai senza alcuna ombra di dubbio “ideologica”. In gioco non sono infatti quisquilie, incompatibilità caratteriali o qualche opinione distinta fra gli assessori e i leader dei partiti della maggioranza, bensì un’irriducibile diversità di giudizio, di linea e quindi di intenzionalità progettuale in merito a temi di capitale importanza come l’immagine futura del nostro territorio, il profilo economico che dovranno esprimere le valli del Trentino, i grandi collegamenti con il Veneto, l’apertura o meno al resto del Paese e dell’Europa mediante un aeroporto commerciale. Non si può pensare infatti senza cadere nel ridicolo, che le distanze abissali emerse su questi punti fra le posizioni di personaggi quali Grisenti e Pinter, Berasi e Dellai, siano colmabili con il passar del tempo o grazie ad una ancorché abile mediazione politica.
In realtà, le ultime tre stagioni di crescenti dissapori con il presidente sempre sull’orlo delle dimissioni, hanno manifestato la presenza, in seno alla Giunta, di un’inconciliabilità di vedute nascosta fin dall’inizio della legislatura dietro il patto stretto fra la Margherita, Diesse, Verdi e forze politiche varie schierate con la maggioranza. Si tratta ora di capire se la quarta e più rigida stagione, il “generale inverno”, permetterà di “congelare” l’esecutivo Dellai con la sua inguaribile patologia, o darà ad esso il “colpo di grazia”. Una cosa, comunque, è certa: di fronte a questo triste spettacolo, è letteralmente impossibile immaginare un collante capace di impedire la rottura di questa coalizione e di salvarne la pura sopravvivenza, che non sia l’ostinato, incoercibile anche se malcelato attaccamento alla poltrona di cui presidente e assessori stanno dando ai trentini una prova davvero esemplare.