29 novembre 2003
MOSCHEA A TRENTO SOLO SE SI INTRODUCE IL CONCETTO DI RECIPROCITA’
Desidero intervenire in merito alla reiterata richiesta della comunità islamica di avere un proprio luogo di culto ossia una moschea a Trento.
Le affermazioni del capo spirituale dei musulmani Imam Breigheche sul “diritto ad avere un posto più dignitoso” e che “il Comune e la Provincia devono darci un aiuto” mi stimolano a fare alcune riflessioni.
Ritengo che l’Europa sia terra di “conquista” da parte dei musulmani, che sono la maggior parte dei circa 13 milioni di extracomunitari presenti. Esiste una islamizzazione strisciante (in Italia sono 600.000 circa, 10.000 convertiti, 150 luoghi di preghiera e 3 moschee, in Trentino sono circa 10.000) che si manifesta, per un eccesso di rispetto verso le convinzioni politiche e religiose altrui, con la scomparsa dei crocefissi a scuola, con l’annullamento della festa del Natale, simbolo della cristianità, trasformata nella “festa d’Inverno”, con il confezionamento di pasti diversi dalla nostra tradizione, con l’apertura delle piscine pubbliche in modo esclusivo alle sole donne islamiche, ecc..
In Italia ed in Trentino si costruiscono o si vogliono costruire moschee e cimiteri islamici. E chi si oppone è considerato intollerante dalla predominante “cultura cattocomunista”! Proviamo a chiedere in un Paese islamico di poter liberamente professare la propria religione oppure costruire un luogo di culto (chiesa cristiana) o di poter esporre i propri simboli religiosi!
Applicare il concetto di reciprocità nei confronti dei Paesi di origine degli immigrati, soprattutto musulmani, potrebbe essere il modo per “globalizzare” il riconoscimento dei diritti umani. Pensiamo alla “particolare” condizione femminile in molti Paesi islamici laddove i figli sono di proprietà del marito, come la donna, che può essere ripudiata.
I diritti ed i doveri devono essere reciproci e non a senso unico.
E’ evidente che nel prossimo futuro in Europa, in Italia ed anche in Trentino nasceranno problemi giuridici e religiosi non trascurabili.
Io - di certo - non ho intenzione di sottomettermi alla Shaaria, nè intendo accettare un diritto di famiglia diverso dal nostro per perdere, alla fine, il senso della nostra storia secolare e l’identità europea che ci appartiene.
Cons. Mauro Delladio