Con preghiera di pubblicazione – diritto di replica
"Portaborse"
Caro signor Ferruccio Dal Pozzo, La ringrazio per la stima che mi ha riservato in questi anni. Le assicuro che non sono cambiato! Le dichiarazioni apparse sul quotidiano l’Adige di sabato scorso sono infatti riconducibili all’estrema semplificazione giornalistica di un colloquio di oltre 5 minuti da me avuto con un cronista, che verteva sulle possibili proposte di modifica del Regolamento del Consiglio provinciale. Solo dall’enfasi posta su un unico aspetto di un ragionamento più ampio e complesso, dedicato alla situazione politica venutasi a creare dopo le elezioni provinciali dell’ottobre 2003, il giornale ha potuto ricavare il titolo “Un portaborse a ogni consigliere – il forzista Delladio propone “assistenti” per tutti, 33 assunzioni” che ha suscitato in Lei comprensibile sconcerto.
In realtà nella mia riflessione sottolineavo l’eccessivo sbilanciamento creatosi in Consiglio provinciale dopo la riforma elettorale fra una maggioranza “bulgara” e una minoranza ridotta alla totale marginalità politica. La prima può infatti contare sul sostegno di una Giunta provinciale che oltre ad aver ingaggiato assessori esterni dispone oggi di ingenti dotazioni finanziarie la cui gestione, a differenza di quella del Consiglio, chissà perché non finisce mai sotto i riflettori degli organi di informazione. Alla maggioranza non mancano certo gli esperti, le risorse, il personale, i mezzi e gli strumenti per elaborare disegni di legge, iniziative di ogni tipo e, particolare di non poco conto, per comunicare adeguatamente all’opinione pubblica ciò che vogliono.
Giusto. Ma, osservavo io, dall’altra parte c’è una minoranza consiliare che, invece, non ha le condizioni per esercitare efficacemente il proprio ruolo di opposizione. Per ovviare al problema occorre quindi fornire alla minoranza ciò di cui ha bisogno in termini di risorse, strutturali, materiali ed umane che permettano l’esercizio di quel ruolo politico di proposta, di denuncia e di controllo spettante, in qualunque sistema democratico, all’opposizione. Diversamente il nostro lavoro sarà sempre vanificato e dovremo rassegnarci a recitare la parte delle comparse in un copione già scritto.
In questo contesto si inseriva la mia richiesta - analoga a quella presentata da Forza Italia nella scorsa legislatura - di affiancare un collaboratore non a tutti i consiglieri, bensì solo agli 11 della minoranza (riconosco che nell’intervista non avevo chiarito, dandolo per scontato, questo aspetto). Questa soluzione permetterebbe al Consiglio un notevole risparmio economico evitando costose cause legali di fine legislatura presso il giudice del lavoro, perché ogni collaboratore seguirebbe il destino del consigliere essendo da lui assunto in comando presso l’ente pubblico.
La questione di fondo che ritengo assolutamente urgente e necessario affrontare e risolvere non concerne quindi i cosiddetti “portaborse”, ma il ripristino di un equilibrato e corretto confronto politico fra maggioranza e opposizione dopo la riforma elettorale, dando a tutti i consiglieri provinciali l’opportunità di esercitare al meglio il loro ruolo specifico. Diversamente alle minoranze non resterà che l’opzione secca fra il silenzio e il sostegno alla maggioranza. Non credo però che l’una e l’altra possibilità siano rispettose del compito che votandoci i trentini ci hanno affidato.
Cons. Mauro Delladio