Un suggerimento all’assessore provinciale Salvaterra
Scuola, serve il Gruppo del buonsenso
Per superare il “muro contro muro” in atto nella nostra provincia come in tutto il Paese sul tema della scuola, documentato in questi giorni da scioperi e inviti a boicottare la riforma Moratti, propongo di creare anche in Trentino un “Gruppo del buonsenso” analogo a quello promosso in campo nazionale da personalità di collocazione politica diversa, che hanno a cuore il futuro del sistema dell’istruzione. Al Gruppo che, ragionando appunto con “buon senso”, punta ad uscire dalle paludi del pregiudizio e delle polemiche ideologiche per favorire un salto di qualità nel dibattito sui cambiamenti da introdurre nella scuola italiana, partecipano esperti, pedagogisti e sindacalisti conosciuti e stimati anche nella nostra provincia come Luisa Ribolzi, docente di sociologia dell’educazione all’università di Genova, e Vittorio Campione, che per 4 anni è stato segretario del Ministro dell’istruzione Luigi Berlinguer.
Il “Gruppo del buonsenso” ha individuato nella riforma Moratti un elenco di punti di forza e di debolezza a partire dai quali sia possibile intavolare un confronto costruttivo: tra i primi vi è l’istituzione del doppio canale scuola-istruzione professionale, il maggior coinvolgimento delle famiglie nelle scelte e la possibilità di percorsi personalizzati per gli alunni; non appare invece sufficientemente sostenuta l’autonomia degli istituti né adeguatamente sottolineato l’utilizzo della sperimentazione come metodo per correggere e adeguare i provvedimenti di fronte ai problemi che emergeranno.
Mi pare un’ottima piattaforma di lavoro che suggerisco all’assessore provinciale all’istruzione, Tiziano Salvaterra, di sottoscrivere subito organizzando un incontro in Trentino con alcuni esponenti del Gruppo del buonsenso perché sull’innovazione nella scuola si passi dalla fase della protesta a quella della proposta. In tal modo la nostra provincia valorizzerà la propria speciale autonomia e potrà porsi all’avanguardia del processo di riforma che, come sancito nel 2000 dall’Unione europea a Lisbona, dovrà permettere anche al nostro sistema educativo, formativo e dell’istruzione di raggiungere entro 6 anni alcuni traguardi irrinunciabili.
Cons. Mauro Delladio