Luglio 2004

FRA INTERROGATIVI E BUCHI NERI QUALE DESTINO PER TRENTINOTIS ?

Bisogna dar atto al nuovo assessore al turismo Tiziano Mellarini di aver affrontato già un paio di mesi fa con decisione e tempestività il nodo di TrentinoTIS S.p.A. Infatti l’Assessore Mellarini pare abbia ormai deciso e preannunciato di non rinnovare il contratto che la TrentinoTIS ha in atto con la società Tiscover di Innsbruck per la gestione tecnologica del portale trentino. A partire dall’agosto 2005 la gestione del sito avverrà – così pare di capire – con l’intervento di gruppi informatici trentini.

Così facendo l’assessore Mellarini ha messo il dito su uno degli aspetti che sin dall’inizio della sofferta e stentata vita della TrentinoTIS aveva sollevato critiche, riserve e perplessità. Ma l’intervento dell’assessore Mellarini appare ora ancora più urgente alla luce delle notizie lette non più tardi di qualche giorno fa, laddove da un lato si ammette (ed è lo stesso presidente della TrentinoTIS dott. Albino Leonardi a doverlo ammettere !) che in questi anni il portale trentino non ha raggiunti grandi risultati, dall’altro non si capisce che fine farà la stessa TrentinoTIS, ovvero se verrà rilanciata oppure se verrà assorbita dalla Trentino S.p.A. limitandosi – in questo caso – a svolgere attività di informazione e non più di commercializzazione via Internet. Le notizie, peraltro non ancora chiare, non possono che creare interrogativi e preoccupazioni, posto che la TrentinoTIS era nata proprio per favorire le teleprenotazioni, ovvero la commercializzazione,

Ma per far capire ai lettori questa infinita telenovela, è opportuno però fare un passo indietro. Nel 2001-2002  la Provincia decide di promuovere la costituzione di una Società, la TrentinoTIS S.p.A. appunto, per la gestione di un portale turistico del Trentino. Il capitale sociale è di 260 mila euro. La Provincia, tramite l’Agenzia per lo sviluppo, partecipa col 57,50 per cento, capitale che poi viene acquisito dalla Trentino S.p.A.

La TrentinoTIS nel 2001 per realizzare il portale si rivolge alla Tiscover di Innsbruck, dalla quale ottiene lo sfruttamento della licenza e della tecnologia al costo annuale di 650 mila euro, oltre – fa sapere l’allora assessore al turismo Marco Benedetti – ai proventi dovuti per la messa a punto dell’IT, le operazioni del centro dati, la pagine visitate ed i servizi opzionali eventualmente richiesti”.

Qualcuno – e qui sta il primo buco nero dell’operazione – si chiede perché sia stata presa in considerazione solo la tecnologia austriaca e non altre proposte. Nell’aprile del 2003 l’assessore Benedetti rispondendo ad una mia interrogazione affermava tra l’altro che “…per l’individuazione della società partner la Provincia ha fatto ricorso alla trattativa diretta, constatando che la sola Tiscover AG può fornire un servizio telematico per la promozione e la commercializzazione con i requisiti tecnici ed il grado di perfezione richiesti”. Quindi nessun confronto con altre ditte, nessuna gara d’appalto come avrebbe forse suggerito la natura parapubblica della TrentinoTIS. Ora, a circa un anno da quella risposta, qualcuno evidentemente deve aver  maturato qualche dubbio sulla scelta realizzata e sul contratto sottoscritto ed ha deciso di chiudere il rapporto con la Tiscover di Innsbruck.

Per la verità già qualche mese fa lo stesso presidente di TrentinoTIS, dottor Albino Leonardi, parlava sul Corriere del Trentino  di “ vizi di origine di TrentinoTIS “. E uno di questi veniva indicato proprio nel rapporto con Tiscover.

Infatti a proposito delle prestazioni tecnologiche della Società austriaca il dottor Leonardi affermava che “…il costo delle prestazioni era stato analizzato in modo sommario in relazione alle capacità economiche del mercato di riferimento …

Ma chi ha analizzato e deciso queste prestazioni e più in generale il contratto con la Tiscover di Innsbruck ? Quale ruolo rivestono all’interno delle aziende interessate i personaggi che hanno voluto, scelto e consigliato le alleanze e scelte imprenditoriali che ora la Provincia stessa mette in discussione.

Le polemiche su TrentinoTIS non si riferiscono peraltro solo al partner tecnologico, ma anche alla sua gestione, che secondo autorevoli pareri (vedi l’ex direttore dell’Asat avv. Bernardi) ha prodotto pochi risultati e dispendio di denaro pubblico. In effetti il primo anno il bilancio 2002 chiude in passivo. Il 2003 si conclude con un leggero attivo, possibile peraltro grazie alle forti azioni di denaro pubblico fatto affluire a TrentinoTIS tramite alcune APT. Gli albergatori sono sostanzialmente scettici, tanto è vero che il giornale dell’Asat qualche mese fa scriveva: “…ci sono ancora delle riserve nei confronti di Trentino Tis che, per la ridotta massa critica rappresentata dal Trentino turistico, ha costi di gestione troppo elevati, sia per il suo funzionamento quotidiano che per l’uso del prodotto di Tiscover…

In questa situazione la TrentinoTIS ha bisogno di soldi anche perché non ne rastrella a sufficienza tra gli operatori. E allora – e qui sta il secondo buco nero - nel settembre scorso la Provincia decide di intervenire in soccorso con un forte finanziamento. Pare che i soldi non possano essere dati direttamente alla TrentinoTIS e allora  la Provincia li assegna alle APT ed ai Consorzi Pro Loco, affinché questi li facciano “ transitare “ sottoscrivendo il contratto con TrentinoTIS. Si tratta di una somma ragguardevole: 350 mila euro. Una procedura che solleva più di una perplessità e che appare come una imposizione. E infatti un parte delle APT e dei Consorzi Pro Loco non si presta al gioco e non sottoscrive il contratto nonostante le continue pressioni che arrivano dalla Provincia.

Poi – e la notizia è appunto di questi giorni – un altro passaggio davvero significativo. I privati presenti nella TrentinoTIS (Asat, Unat, Cooperazione) vengono invitati a vendere le loro quote alla Trentino S.p.A., che già detiene il 57,5 per cento del capitale. E nel contempo la conferma che non verrà rinnovato il contratto con l’austriaca Tiscover. Ma la Tiscover austriaca non era – secondo la risposta dell’allora Assessore Benedetti - la sola Società ad avere i requisiti richiesti ?

Riassunta così brevemente la storia,  restano  alcune considerazioni  perché, sotto un profilo strettamente politico, la TrentinoTIS sintetizza da un lato il pressapochismo della politica della privatizzazioni volute dalla maggioranza di centro-sinistra negli ultimi anni e dall’altro la faciloneria con la quale si spendono soldi dei contribuenti.

Una prima considerazione è assai semplice. In Trentino c’erano già tre portali turistici (due delle Associazioni di categoria ed il terzo della Federazione delle Cooperative). Non si capisce perché, ad un certo punto la Provincia abbia ritenuto di sostituirsi ai privati per avocare a sé un ruolo ed un compito che è tipicamente delle imprese private. Non sta scritto da nessuna parte che l’ente pubblico debba occuparsi di prenotazioni alberghiere, ma in Trentino accade anche questo.

La seconda considerazione si riferisce direttamente alla TrentinoTIS. E’ una società formalmente privata ma il cui capitale di maggioranza è costituito da soldi pubblici. Quindi si dovrebbe ritenere che ci sia un minimo di rispetto delle procedure tipiche della gestione pubblica. Invece il partner tecnologico viene scelto a trattative privata pur essendo in ballo somme che avrebbero richiesto una gara d’appalto europea. Niente di tutto questo, salvo che ora qualcuno si accorge che quella licenza e il relativo contratto forse non sono il massimo ed è meglio cambiare. E si prende atto che il portale non ha certo permesso di far decollare le teleprenotazioni.

Nel frattempo però si sono spesi – e da quanto si rileva non molto bene -  una vagonata di soldi dei contribuenti trentini. Mi pare – obiettivamente – che un intervento politico e perché no una commissione di indagine, per mettere fine o almeno chiarezza a questa gestione di TrentinoTIS sia più che mai doveroso, ad iniziare dal ricambio di chi, ai vertici della Società, in questi anni ha raggiunto così scarsi risultati.

Cons. Mauro Delladio