Febbraio 2001

TURISMO ALL’ARIA APERTA

 Nel corso dell'ultimo decennio, che ha visto crescere in modo esponenziale il sistema dell'ospitalità in questa Provincia, ci siamo abituati ad identificare in larga misura il turismo soprattutto con la disponibilità di posti letto negli alberghi. Questo per due ragioni. La prima di ordine quantitativo, perché le oltre 2.700 strutture alberghiere esistenti in Trentino costituiscono indubbiamente un'ingente risorsa ricettiva espressamente dedicata alle vacanze, e più in generale al soggiorno, da cui dipende la maggior quota di occupazione e reddito prodotta dal settore turistico. La seconda ragione è di ordine statistico e riguarda la possibilità di stimare il numero delle presenze di turisti e visitatori accolti per il pernottamento negli alberghi, in quanto i gestori sono tenuti a registrarne puntualmente l'arrivo e a segnalarne tempestivamente l'identità agli uffici pubblici competenti. Ciò rende gli alberghi la maggior fonte di dati conoscitivi correlati al turismo anche per le APT di ambito e quindi a livello provinciale.

Queste due caratteristiche contribuiscono a privilegiare gli alberghi quando si parla di turismo in Trentino. Tutti sappiamo che, in realtà, molto superiore a quello degli alberghi è il numero degli appartamenti privati affittati nei periodi di vacanza dei quali non si può avere tuttavia una percezione altrettanto attendibile a causa nella natura solitamente non imprenditoriale di queste strutture ricettive. Non è questo il caso dei campeggi, la cui consistenza aziendale permette di evidenziare le presenze turistiche estive ed invernali e crea un notevole indotto. Queste strutture ricettive all'aria aperta soddisfano infatti una domanda di vacanza in tendenziale aumento e sempre più qualificata sotto il profilo della capacità di spesa. Ciò è chiaramente dimostrato da una recente indagine presentata pubblicamente il 10 luglio scorso della Faita Trentino Camping, associazione che raccoglie la quasi totalità delle 68 strutture all'aria aperta operanti in questo settore nelle nostre valli. Dalla ricerca emergono alcuni elementi di grande interesse, a riprova della rilevanza assunta ormai dai camping nel sistema turistico e per la stessa economia locale.

Non a caso, come riferisce lo studio sempre della Faita, l'andamento dei flussi di ospiti tra il 1990 e il 1998 nelle 68 strutture all'aria aperta del nostro territorio appare quello con il maggior tasso di incremento, più 24,1 per cento rispetto alle altre tipologie ricettive, ed è molto significativo il fatto che ciò sia avvenuto a fronte di un minore tasso di sviluppo della capacità ricettiva dei campeggi, più 2 per cento, verificatosi nello stesso periodo a livello nazionale. Probabilmente i camping riescono sempre più ad intercettare i clienti desiderosi di gestire liberamente le loro vacanze, soprattutto di stare direttamente a contatto con la natura.

Inoltre il campeggio costituisce una soluzione ideale, dal punto di vista dei costi, per chi vuole spendere più nei servizi esterni che all'interno della struttura ricettiva. I dati dell'indagine dimostrano i grandi vantaggi per l'indotto, ristoranti, commercio, bar, discoteche, artigianato locale, derivanti dai consumi degli ospiti delle strutture all'aria aperta. I clienti dei campeggi sono i turisti che spendono in assoluto le somme maggiori per consumi non riferiti all'uso di strutture ricettive, pernottamento, ed anche in relazione alla spesa totale sono secondi solo ai clienti degli alberghi. La stima della spesa turistica giornaliera nella stagione estiva 1995 in Provincia di Trento si aggira in più di 73 mila lire pro capite!

Per queste ragioni l'offerta di turismo dei camping non può essere considerata di rango inferiore rispetto a quella alberghiera, ma semmai valorizzata ed incentivata a qualificare i servizi con appositi dispositivi.

Le strutture ricettive all'aria aperta presenti in Provincia di Trento sono sessantotto, con una capacità ricettiva di più di ventisettemila posti, pari al 6 per cento circa dell'offerta ricettiva complessiva del Trentino. Le presenze turistiche - è opportuno ricordare - registrate negli esercizi turistici all'aria aperta, sono passate da poco meno di novecentocinquantamila nel 1985 a circa 1.460 milioni nel 1998.

Nello stesso periodo la loro incidenza sui pernottamenti complessivi della Provincia di Trento è passata dal 4,3 per cento al 5,4 per cento..

Nel rapporto sul turismo all'aria aperta 2000 a livello nazionale si rileva che nel 1998 l'andamento è stato generalmente positivo per tassi di incremento ovunque superiori al 2 per cento: sono aumentati di più gli stranieri (3,6 per cento) e meno gli italiani (1,4 per cento), mentre in campo alberghiero è accaduto il contrario con un incremento dell'1,1 per cento degli stranieri e del 2,8 per cento degli italiani. L'aumento è stato più elevato nel nord-est caratterizzato da forte presenza di stranieri ed un po' meno nel sud.

Altro aspetto importante da sottolineare è la volontà di ammodernamento delle aziende trentine. Il ricorso all'autofinanziamento ed al credito di medio e lungo periodo rappresentano sia con riferimento agli esercizi che hanno fatto ricorso a tali canali, sia in relazione all'ammontare dei finanziamenti ad essi relativi, le modalità di gran lunga prevalenti in questo settore. Poco meno del 40 per cento degli investimenti complessivi è stato realizzato con il solo ricorso all'autofinanziamento. Dal finanziamento pubblico inoltre è dipeso solo il 9 per cento circa degli investimenti prevalenti effettuati e solo un terzo degli esercizi vi ha fatto ricorso. Concludendo le strutture per il turismo all’aria aperta hanno una forte propensione all'ammodernamento ostacolata da fattori urbanistici e normativi che non sono allineati alle esigenze del mercato.

Per le riflessioni suesposte il turismo all'aria aperta non deve essere considerato di rango inferiore, deve avere pari dignità con le altre forme di ospitalità, dagli affittacamere agli alberghi, dai residence ai bed and breakfast (introdotti da poco tempo con legge in Provincia di Trento), al fine di diversificare e qualificare l'offerta turistica in Trentino.