Da Unione – giornale Confcommercio del Trentino, gennaio 2005

 

La Provincia spende bene per gli amici e male per l’economia

“Il paradosso:  mentre aumentano le dimensioni del Moloch provinciale –  i dipendenti hanno toccato quota 6300 – diminuiscono in modo inversamente proporzionale i carichi di lavoro”

 

di MAURO DELLADIO

vicepresidente della seconda commissione

 

Finalmente anche la Corte dei Conti evidenzia ciò che da tempo è spesso motivo di denuncia da parte mia sia in sede di Consiglio provinciale, nella Commissione legislativa competente e negli incontri con la popolazione sul territorio trentino. Grazie alla deliberazione numero 9 del 2004 adottata dalla Sezione di controllo della Corte dei Conti di Trento, laddove si fa riferimento all’acquisizione ed approntamento di aree industriali da parte della Provincia autonoma di Trento nel triennio 2000-2003 si può prendere atto del rapporto esistente tra investimenti operati ed occupazione creata nelle aree industriali fino ad oggi realizzate.

Il documento permette di rilevare che le giustificazioni presentate dalla Provincia in seguito ai rilievi mossi dalla Corte “dimostrano comunque una persistente difficoltà di realizzare interventi ancorati ad una salda programmazione. Ciò determina il mantenimento in bilancio delle somme impegnate per lunghi periodi di tempo”.

Dal giudizio della Corte emerge inoltre che nella gestione dei finanziamenti destinati ad interventi straordinari di bonifica delle aree produttive di proprietà della Provincia e alle zone obiettivo 2 – Docup 2000-2006, la quasi totalità delle risorse si ritrova a fine esercizio sotto forma di minori uscite. La Corte sottolinea che “i dati contabili (…) dimostrano ulteriormente la scarsa capacità di impegnare le somme stanziate e l’assenza totale di pagamenti”. E prosegue: “le giustificazioni non appaiono convincenti. Permane, considerate le informazioni fornite, l’incomprensibile propensione a stanziare somme pur in assenza di una realistica programmazione degli interventi. Ciò è dimostrato dall’entità delle minori uscite accertate, che rappresentano la quasi totalità delle somme messe a disposizione nel bilancio.”

Il testo della Corte dei Conti mette ulteriormente il dito nella piaga quando afferma: “Occorre infine tenere conto che le voci di costo indicate dall’Amministrazione non si esauriscono con gli oneri sostenuti per l’acquisizione e l’apprestamento delle aree. Infatti, non sono stati considerati i costi amministrativi sostenuti, ossia quelli relativi al personale dei Servizi della Provincia, alle attrezzature, ai locali utilizzati e ad ogni altra voce che incide sul funzionamento delle strutture amministrative. (…) Operare senza conoscere gli oneri derivanti dalla macchina amministrativa espone l’apparato burocratico al rischio di una crescita svincolata da qualsiasi indice di produttività, costituente un peso non dovuto per la finanza provinciale. (…) Un particolare riferimento deve essere poi fatto alla addotta carenza di personale dell’Ufficio Aree Industriali ed al previsto affidamento dell’attività di progettazione e direzione lavori a professionisti esterni. Tenuto conto del numero di dipendenti di cui dispongono le strutture tecniche ed amministrative della P.A.T., non appare questa la soluzione ottimale. E’ invece indispensabile procedere alla quantificazione del fabbisogno di specifiche professionalità e dare quindi avvio ad iniziative di aggiornamento e qualificazione professionale del personale di cui la provincia già dispone nella prospettiva di un’assegnazione al suddetto Ufficio.”.

Alla luce di queste autorevoli e significative osservazioni espresse nella relazione ufficiale della Corte dei Conti trentina, non posso non ricordare la pesante esternalizzazione dei servizi compiuta negli ultimi anni dalla Provincia, che ha tolto lavoro alle proprie strutture affidando a soggetti esterni (Banche, ecc.) il controllo e la predisposizione delle pratiche per l’assegnazione dei contributi (vedi la legge unica dell’economia, la numero 6/1999, ecc.) con un notevole incremento dei costi a carico dell’ente pubblico.

Il paradosso di queste scelte è che mentre aumentano le dimensioni del Moloch provinciale – recentemente i dipendenti hanno infatti toccato quota 6300, dopo l’assorbimento di circa 300 unità di personale proveniente dalla Regione in seguito al passaggio delle competenze di Catasto e Tavolare alle Province di Trento e Bolzano – diminuiscono in modo inversamente proporzionale i carichi di lavoro.

Non si possono inoltre sottacere i 12 (dodici!) milioni di euro di consulenze erogati solo nei primi sei mesi (!) del 2004, che dimostrano l’incapacità di utilizzare e valorizzare le risorse umane e le professionalità presenti nelle strutture provinciali.

 

Ma evidentemente per la Provincia autonoma di Trento è sempre Natale: il ricco bilancio permette di “donare” molto agli amici e agli amici degli amici! E ciò a scapito di una politica virtuosa proclamata a parole ma invisibile nei fatti.