Intervista tesi di laurea

  D. Posizione personale e/o del Suo partito sulla questione del prolungamento in terra trentina dell’autostrada A31 “Valdastico”. Se favorevole, quale ritiene sia il punto migliore di sbocco?

 R. Già nella passata legislatura, come rappresentante di Forza Italia, avevo presentato in Consiglio provinciale una proposta di mozione, con la quale impegnavo la Giunta a prevedere, nell’ambito della variante al Piano Urbanistico Provinciale, l’inserimento del prolungamento a Nord dell’Autostrada A31, comunemente denominata “Valdastico”. Tale documento è stato ripresentato anche in questa legislatura per aprire, nelle Sedi Istituzionali, un proficuo e costruttivo dibattito al fine di evidenziare le posizioni di tutti i partiti politici trentini. Forza Italia ritiene importante realizzare l’opera con il punto di sbocco su un territorio sostanzialmente libero da insediamenti, in quasi totale assenza di condizionamenti dovuti all'uso reale e programmato del suolo; l’ipotesi di sbocco all’altezza della località “Murazzi” può essere una soluzione.

 D. Quale ritiene sarà l’impatto ambientale?

 R. E’ indubbio che la realizzazione di un’opera così importante per l’economia del Trentino determini un impatto ambientale. Il progetto, depositato presso l’Agenzia dell’ambiente della Provincia di Trento, è il risultato di uno studio approfondito, mirato a ridurre l’impatto ambientale dell’opera e, contemporaneamente, attento sia alle particolari esigenze presenti e future di sviluppo delle varie comunità. Il criterio adottato non poteva inoltre che essere quello del contenimento dei costi di realizzazione. Il tracciato previsto dal progetto, che prevede attualmente il collegamento Piovene Rocchette – Murazzi, offre infatti garanzie di un inserimento ambientale complessivamente non particolarmente traumatico e, comunque, largamente preferibile alle altre alternative ancora  possibili: si tratta di un’opera altamente eco-compatibile.

 D. Ritiene vi siano possibili alternative all’autostrada? Quali?

 R. E’ necessario avere – cosa mancata finora - una programmazione viaria generale lungimirante e costruttiva: penso al potenziamento della Ferrovia del Brennero e all’ammodernamento della ferrovia della Valsugana. Una attenta e precisa pianificazione e programmazione delle opere viarie da realizzare in Trentino è fondamentale per non commettere errori, non dimenticando che anche la realizzazione dell’A22, come la strada di fondovalle di Fiemme – per fare due esempi - incontrarono forti opposizioni, mentre oggi nessuno più contesta l’importanza vitale di queste arterie proprio sotto il profilo dell’abbattimento del traffico ed il ruolo che hanno avuto per lo sviluppo del Trentino. Il prolungamento della Valdastico non è alternativo ad altre soluzioni ma integrativo: non è un problema di pochi ma di tutto il Trentino: tutta la Valsugana ne guadagnerebbe in vivibilità e la valle dell’Adige in nuova imprenditorialità, che significa moltiplicazione delle opportunità di lavoro e ricchezza distribuita. E’ necessario creare le condizioni di una “permeabilità” del passaggio fra il Trentino ed il Veneto: la distanza è di circa 90 Km lungo la Valsugana, mentre con la Valdastico diventerebbero di circa 40 Km. Considerando il consistente flusso di nuovo traffico proveniente dalle due costruende pedemontane venete, destinate ad innestarsi sull’attuale S.S. n. 47, già al limite del collasso, l’A 31 assorbirebbe un gran parte del flusso proveniente da sud-ovest. In passato l'opera sarebbe stata finanziata per il 70% dalla Serenissima e per il rimanente 30% dalla Regione Veneto. Bisogna considerare che non c'è alcuna possibilità che tali fondi vengano dirottati su iniziative a favore della ferrovia.

 D. Perché, dopo oltre trent’anni, non si è riusciti a prendere una decisione definitiva? Quali scenari devono mutare perché si arrivi, in una maniera o nell’altra, a risolvere questo dilemma?

 R. La realizzazione del prolungamento a Nord della A 31 Valdastico non ha sempre trovato una convergenza di intenti fra i soggetti politici che hanno governato la Provincia di Trento. Molte volte li abbiamo visti, come li vediamo ora, deboli, conflittuali o ricattati per un pugno di voti. Per assumersi la responsabilità di scelte di questo spessore solo maggioranze politiche forti e coese potranno dare risposte chiare e risolutive alla collettività trentina.

 D. Come giudica il ruolo e l’opera del Comitato “Anti PI.RU.BI.”? Crede abbia rappresentato veramente la volontà della gente trentina?

 R. In ogni democrazia, la nascita di Comitati pro o contro iniziative di interesse pubblico, costituisce uno strumento per lo stimolo e il confronto costruttivo che inevitabilmente si crea attorno alla realizzazione di un’opera di grande rilevanza per lo sviluppo futuro del Trentino. E’ doveroso ascoltare ogni voce evitando però sterili arroccamenti sulle proprie posizioni, ma soprattutto è necessario arrivare a prendere delle decisioni. La convenienza di opere infrastrutturali di questo tipo va, quindi, valutata alla luce dei benefici indotti considerando l'intero sistema della mobilità e sull'economia sia del nostro territorio sia nell’ambito del nord Italia in generale, tra i quali:

·        Abbattimento dei tempi di percorrenza stradale dei veicoli in viaggio fra il Trentino ed il Veneto, con la conseguenza di una sensibile riduzione dell’inquinamento (attualmente sono circa 8.000 le tonnellate di combustibile bruciate ogni anno) e minore perdita di vite umane dovuti ad incidenti stradali;

·        decongestione della rete stradale e autostradale ordinaria, con riflessi positivi sul numero di incidenti e sulla qualità dell'ambiente prossimo agli assi viari, in particolare per le popolazioni della Valsugana;

·        alleggerimento di tratti autostradali dell'A4 e dell'A22 e conseguente posticipazione della necessità di ampliare la loro capacità;

·        nuove opportunità di sviluppo delle aree servite dall'A31, anche e soprattutto in ambito turistico;

·        immediato effetto "volano" sugli investimenti nei settori delle costruzioni;

·        incremento occupazionale.