Intervento del Consigliere regionale Mauro DELLADIO al convegno "Forza Italia negli Enti Locali della montagna: riflessioni per un progetto di governo"

Trento 21 gennaio 2000 – Palazzo della Regione T.A.A.

 

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Saluto i partecipanti e ringrazio della presenza gli Ospiti che vengono da lontano.

Sono un consigliere regionale/provinciale di montagna che vive ogni giorno le problematiche della periferia ossia delle nostre valli: di quella parte di superficie maggioritaria del Trentino caratterizzata da rilievi montani.

Sono stato Consigliere comunale di una Comune di montagna di circa 600 anime, situato a 1200 metri sul livello del mare: Daiano in Val di Fiemme, la valle della Marcialonga che si svolgerà alla fine del mese di gennaio.

Il mio Comune è uno dei 223 Comuni del Trentino: una Provincia, quella di Trento, orograficamente difficile.

Da sei anni, cinque nella passata legislatura e uno in questa, mi muovo avanti ed indietro dal Capoluogo al mio paese: 120 Km di percorrenza stradale che si identificano in un’ora di viaggio per l’andata e un’ora di viaggio per il ritorno: tempo che si deve integrare alla normale attività istituzionale. Questa situazione mi permette di dire, come ho già accennato, che vivo tutti i giorni i disagi di chi risiede in montagna in termini di viabilità, sanità, scuola ecc.

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Noi viviamo in un contesto privilegiato rispetto ad altre realtà istituzionali e territoriali italiane: l’Autonomia che ci contraddistingue dovrebbe avere alcuni obiettivi fondamentali: innalzamento della qualità della vita, far stare la gente sul territorio, salvaguardare l’ambiente e altro.

Per quanto riguarda la qualità della vita occorre ribadire la necessità di realizzare, ad esempio, bretelle, svincoli, gallerie o quant’altro che portino ad un innalzamento della qualità della vita senza inquinamento da fumi o rumore per i residenti e per gli ospiti che soggiornano nelle nostre località turistiche di montagna.

Penso, tra l’altro, alla realizzazione di strade che collegano i paesi sperduti sulla montagna al fondovalle, o ai centri più grossi, al fine di permettere ai residenti di beneficiare dei servizi scolastici ed altro non presenti nel paese o nelle frazioni.

Altro aspetto peculiare del Trentino è l’ambiente. Noi vendiamo ambiente perciò dobbiamo puntare su uno sviluppo ecologicamente compatibile e rispettoso del territorio.

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L’Autonomia e la Politica in generale devono aiutare gli Amministratori locali, che sono in prima linea, e che sono interpreti dell’Ente superiore e delle problematiche vissute dalla comunità di cui sono espressione. Come legislatori dobbiamo metterli in condizione di operare applicando il molto richiamato principio di sussidiarietà verticale. L’Ente superiore deve aiutare l’Ente subalterno a realizzare quello che riesce a fare bene.

In questo momento stiamo esaminando in Consiglio regionale il Disegno di legge di riforma attinente l’elezione diretta del sindaco nei Comuni della Regione.

Per mettere in condizione di operare gli Amministratori comunali è necessario garantire stabilità di governo, sicurezza ai cittadini, scelte efficaci nella gestione del territorio.

Perciò la modifica delle norme esistenti dovrà considerare l’eliminazione del voto disgiunto nei Comuni con popolazione superiore ai 3000 abitanti al fine di evitare l’elezione di "sindaci di minoranza", cioè che non hanno una maggioranza evidente in Consiglio comunale, restituire dignità al Consiglio comunale e, tra l’altro, prevedere una rappresentanza qualificata delle minoranze nelle commissioni consiliari.

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Altro aspetto importante: ritengo che si debba combattere i "Poteri forti": politici ed economici, che penalizzano la periferia, che in Trentino corrisponde alla montagna.

Questa penalizzazione la si è riscontrata nella selezione dei candidati alle ultime elezioni regionali, nella distribuzione delle risorse finanziarie, nella sanità, nella scuola, ecc.

Nelle elezioni regionali i Poteri forti del Centro si sono manifestati imponendo molti candidati seguendo il motto "dividi et impera" oppure identificando soggetti forti ma non a sufficienza da superare quelli espressi dal Capoluogo o dai Centri cittadini più grossi; l’introduzione dei patti territoriali nel disegno di legge unico sull’economia è un’operazione politica che vincola la periferia, una sorta di gabbia d’oro entro la quale solo chi è allineato al potere centrale, alla maggioranza di governo, potrà beneficiare delle sovvenzioni previste per i progetti creati e modulati dallo stesso accentramento politico ed economico; nella sanità riscontriamo un allontanamento degli specialisti dalle strutture sanitarie della periferia, vedi anestesisti, soppiantati da un pendolarismo, tra Centro (Trento) e periferia, costosissimo, con un degrado e dequalificazione dell’offerta sanitaria nei confronti delle comunità delle valli periferiche del Trentino; non ultimo la scolarizzazione delle comunità periferiche e montane che è la più bassa di tutta la Provincia.

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Approfitto della presenza di qualificati rappresentanti degli Enti Locali che provengono da fuori provincia per lanciare un appello. Un aspetto importante dell’agricoltura di montagna sono le quote latte. La produzione lattiera della montagna deve rimanere in montagna! Si deve garantire un reddito dignitoso per tutte quelle persone che vivono e lavorano nei Comuni di montagna. Persone che col loro lavoro contribuiscono a salvaguardare l’ambiente ed il territorio. Chi vive in pianura deve capire che se l’Uomo abbandona la montagna quest’ultima "va verso la pianura": esondazioni, frane e smottamenti minacceranno il fondovalle e la pianura. Pensiamo all’inquinamento di Trento Nord che, tramite le falde acquifere, può raggiungere i pozzi della pianura veneta laddove l’emungimento idrico può essere compromesso. Viviamo in un ciclo biologico in cui la montagna ha il suo importante ruolo.

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Occorre pensare da periferia, è necessario fornire ai comuni della montagna trentina sovrastrutture intese come strade tradizionali, strade informatiche e servizi.

Occorre ripristinare l’equilibrio Centro – Periferia: il Centro non vive senza Periferia e viceversa.

Solo con queste considerazioni possiamo costruire quello sviluppo armonico del Trentino necessario per competere in un’Europa delle Regioni dove i confini sono sempre più evanescenti.

Cons. Mauro DELLADIO