ATTI

dell’incontro pubblico tenutosi venerdì 31 ottobre (1997) alle ore 20.30 presso la sala consiliare del Comune di Predazzo, sul tema

"PER UN RILANCIO DEL TURISMO NEL TRENTINO"

Cons. reg. Mauro DELLADIO (Forza Italia)

Buonasera a tutti.

Mi presento. Sono Mauro DELLADIO primo e attualmente unico Consigliere regionale di Forza Italia dell’undicesima legislatura.
Questa sera è dedicata esclusivamente ad un tema importante: il turismo; ci confronteremo e vedremo se usciranno delle idee politiche.
Prima di passare all’argomento della serata vorrei ringraziare tutti voi che siete qui, che avete lasciato la famiglia, i vostri impegni e il lavoro.
Questo mi fa piacere. Mi auguro e desidererei che questa serata fosse foriera di nuove idee: idee positive per costruire un interessante futuro. Sono convinto che senza idee e progetti non si può costruire un sereno futuro e nello stesso tempo una società ricca di lavoro, di cultura e di benessere.
Grazie ai relatori presenti al tavolo questa sera, grazie per la loro disponibilità. Grazie all’onorevole Giacomo SANTINI parlamentare europeo di Forza Italia, un grazie sincero al Dottor Ettore ZAMPICCOLI Direttore dell’A.P.T. del Trentino e grazie al Dottor Guido TRAVAGLIA Direttore dell’A.P.T. della Val di Fiemme. Grazie agli amici di Predazzo che hanno insistito per la realizzazione di questo incontro e grazie anche all’Amministrazione comunale per l’ospitalità. Grazie all’amico Sergio CHIESA che rappresenta un po' tutti gli operatori impegnati nel turismo e da alcuni mesi è Vicepresidente della Federalberghi nazionale e che mi è sempre stato vicino con consigli e suggerimenti. In sala questa sera vedo presenti molti amici, il Presidente dell’Associazione Albergatori Italo CRAFFONARA, che ringrazio per la presenza, la Presidente dei Giovani albergatori del Trentino Emanuela FELICETTI, il Senatore Costantino ARMANI, il Direttore dell’A.P.T. della zona di Moena Livio GABRIELLI, il Sindaco di Moena Ilario BEZ ed altre persone che sono in sala e che non ho avuto il piacere di conoscere di persona. Vi ringrazio veramente.
Il Presidente dell’Unione Albergatori del Trentino Gianni BORT ha detto che un impegno urgente lo ha impedito a partecipare, comunque saluta tutti e augura buon proseguimento della serata.
Passiamo ora al tema della serata. Perché ho organizzato questo incontro, un incontro sul turismo? Perché innanzi tutto sono un figlio della Val di Fiemme, una valle che insieme alla Val di Fassa è vocata al turismo.
Faccio alcune brevi considerazioni. Oggi parlare di turismo non vuol dire parlare del solo comparto alberghiero con il quale spesso e riduttivamente il turismo viene identificato. Né significa che il sottoscritto ne parla solo perché proviene da una valle a carattere turistico. Tutti noi questa sera ne parliamo perché senza il turismo il Trentino non ha prospettive, il turismo è l’asse portante dell’economia del Trentino e dal turismo il Trentino trae ricchezza e benessere.
Investire pertanto in questo delicato e multiforme settore economico della provincia, è una cosa saggia e lungimirante basti pensare che le presenze nel 1996 sono state 10,8 milioni delle quali 2,3 milioni di turisti stranieri. Il Trentino si deve confrontare con l’esterno, si deve confrontare con l’Europa, con le regioni vicine, con il mondo nel suo insieme.
Stiamo assistendo impotenti alla globalizzazione dei mercati; la globalizzazione non si ferma, lo vediamo dagli ultimi esempi riportati dalla stampa: la Svizzera ha venduto le riserve auree e c’è stato un crollo del prezzo dell’oro a livello mondiale; la borsa di Hong Kong e le borse dell’estremo oriente hanno registrato un calo che, se confermato, produrrà ripercussioni sulle borse europee e di tutto il mondo; vediamo dei disastri ambientali, penso agli incendi dell’estremo oriente della Tailandia e Indocina che vanno ad incidere sulle popolazioni vicine pertanto in un raggio molto grande. Adesso mi viene in mente il disastro di Chernobyl. Siamo tutti legati, siamo tutti collegati dalle strade della globalizzazione. C’è bisogno di strade informatiche: pensiamo a Internet. Ormai tanti di noi hanno in casa un computer con cui, con poco impegno, ci si collega in rete a livello mondiale. Si possono avere informazioni in tempo reale, basta pigiare un tasto e si hanno informazioni all’istante. I mezzi di trasporto sono sempre più veloci, treni ad alta velocità, aerei con cui in 10/15 ore si fa il giro del mondo, pertanto questa velocità di informazione e di spostamento ci condizionerà e ci dovrà far riflettere su cosa possiamo fare per sopravvivere in questo contesto. Dobbiamo difenderci e/o attaccare inserendoci all’interno di questo meccanismo mondiale. Occorre però avere progetti, bisogna avere idee chiare, occorre modificare, per stare al passo coi tempi, anche le regole esistenti, perché sicuramente il non scegliere adesso si ripercuoterà negativamente nel futuro. Noi stiamo vedendo i risultati di scelte adottate 5/10/15 anni fa. Noi dobbiamo essere lungimiranti per quanto ci compete ed essere coraggiosi, avere fantasia, avere idee, proporle e concretizzarle.
Questa sera ci confronteremo e se ci sono idee e progetti dovranno essere trasformati in fatti, in provvedimenti concreti, dall’attuale e futura classe politica.
Dicevamo che il settore del turismo risulta uno dei settori maggiormente esposti all’evoluzione del mercato sempre più globalizzato. Gli operatori turistici sono sempre più spesso obbligati a confrontarsi con esigenze strutturali e organizzative diverse rispetto al passato ed a soddisfare le molteplici abitudini e richieste dei consumatori.
Occorre un serio confronto tra gli operatori, le Associazione del settore e i rappresentanti politici. Ciò serve a stimolare la creatività che abbiamo, serve ad aumentare la cultura dell’ospitalità. Per quanto riguarda i prezzi devono essere concorrenziali e perciò appetibili, perché il turista che va in giro si informa, osserva, poi valuta e compara le varie soluzioni con molta attenzione.
Il turista chiede sempre più prodotti differenziati: noi dobbiamo essere incentivati a soddisfare le richieste. Si vede chiaramente che il turista tende ad accorciare il periodo di vacanza e a fare più viaggi nell’anno.
Noi attualmente stiamo operando su un piano di politica turistica approvato ancora nel lontano 1988, reso attivo con continue proroghe. Prossimamente probabilmente verrà approvato il nuovo Piano provinciale per il turismo e di questo ci ragguaglierà l’amico ZAMPICCOLI. La classificazione alberghiera risale al 1984, la legge sull’Azienda di Promozione Turistica al 1986; questo ci deve far riflettere, noi dobbiamo stare al passo con i tempi, dobbiamo riuscire a produrre quelle soluzioni normative che ci fanno superare questi momenti difficili e critici della nostra economia turistica.
Il turismo ha molti aspetti.
Si parla di turismo parlando di campeggi, parliamo di turismo con gli impianti a fune, parliamo di turismo con l’agricoltura e l’artigianato, con gli appartamenti e con i prodotti tipici.
Turismo vuol dire anche problemi, vuol dire burocrazia e al riguardo mi fa piacere ricordare a tutti Voi che attualmente c’è una legge in esame in provincia che cancella 180 leggi: una legge prodotta dagli Uffici competenti, dal sottoscritto, da altri 3 consiglieri che fanno parte della Commissione Semplificazione Normativa. Penso e auspico che in questa legislatura sarà approvata portando sicuramente dei benefici al cittadino e all’operatore economico del Trentino.
Parlare di problemi del turismo vuol dire parlare di costi fissi, vuol dire parlare di energia elettrica, vuol dire parlare di gasolio con i costi elevati che tutti noi sappiamo e paghiamo. Noi riscontriamo la concorrenza delle regioni vicine: nel Tirolo esistono situazioni che favoriscono gli imprenditori locali con energia a prezzi agevolati; a tal riguardo, ricordo un emendamento che ho inserito, in seconda Commissione legislativa, nel progetto di legge che istituisce l’ASPE (Azienda Speciale Provinciale per l’Energia) dove vengono menzionate le aziende turistiche a cui fornire l’energia, che spetta alla Provincia, resa disponibile dai produttori di energia elettrica, perché noi sappiamo che con lo Statuto di Autonomia, all’articolo 13, viene imposto ai produttori di energia elettrica un pagamento alla Provincia in corrente, o trasformato in finanziamenti, tanto ogni KW/ora prodotto.
Parlando di problemi, parliamo anche di norme antincendio. Presto dovrebbe partire un Comitato tecnico per l’emissione delle deroghe agli impianti e alle strutture alberghiere di antica data, che noi sappiamo contengono opere d’arte. Ho visto a Ziano ed in altre parti delle nostre valli strutture artisticamente lavorate: scale, poggioli, soffitti a cassettoni. Se venissero applicate le normative antincendio sicuramente verrebbe demolito l’edificio e distrutta la bellezza intrinseca di queste opere.
Su questo importante argomento ricordo che è stata approvata in Consiglio provinciale una mia mozione per far partire, nei prossimi giorni, il Comitato tecnico che dovrebbe emettere le opportune deroghe per non distruggere queste bellezze. E’ necessario utilizzare, al contrario della distruzione dei manufatti, prodotti antincendio con sistemi tecnologici sofisticati: rilevatori di fumo ecc..
Parliamo di tasse; tutti noi abbiamo l’incubo delle tasse e delle scadenze, ultima è quella dei passi carrai, probabilmente molti di voi verranno toccati da questo provvedimento.
Entro il 31/12/97 la provincia autonoma di Trento vuole effettuare il censimento di tutti gli accessi sulle strade provinciali. Gli importi da pagare vanno dalle 250.000 al milione di Lire moltiplicati per tre per gli anni pregressi e moltiplicate per dieci per chi non fa la denuncia. Ultimamente ho prodotto una mozione per ridurre, dato che non è possibile cancellare se non con una legge, di 10.000 volte questi valori variando il procedimento di calcolo e i parametri per il calcolo di questa imposta. Dobbiamo pagare l’ICI, l’IVA, l’ILOR, l’ultima l’IRAP, ci manca solo una tassa sull’aria e poi siamo a posto!
Qualifica alberghiera: un altro aspetto importante. Attualmente c’è un disegno di legge in seconda Commissione legislativa, della quale faccio parte, al quale ho presentato una ventina di emendamenti per arrivare in aula con un disegno di legge modificato rispetto al precedente che risale al 1983! In questo provvedimento legislativo ci sarà anche il riferimento al marchio di qualità che è un aspetto, secondo me da non sottovalutare, che ci porta a livello europeo. Si parlerà di ISO 9000 e chiunque parli di marchio ISO 9000 sa a cosa ci si riferisce: è uno standard per tutti.
Vediamo la concorrenza del Tirolo, della Val d’Aosta, dell’Engadina, della provincia di Bolzano e della provincia di Belluno che sono zone con prodotti e qualità simili ai nostri.
Dell’aspetto gasolio eventualmente possiamo approfondire il discorso poi.
In questo difficile contesto dobbiamo fare un salto sia di livello qualitativo che territoriale.
In passato veniva a soggiornare in Val di Fiemme il Principe Vescovo. Poi il turismo "d’élite" è stato sostituito con un turismo dalle regioni vicine che è stato integrato da un turismo europeo e dovrà essere integrato da un turismo internazionale.
A questo punto io penso che sia opportuno fare un salto territoriale vedendo quali opportunità ci vengono offerte dall’Europa sentendo l’amico Giacomo SANTINI. Un’Europa sempre più vicina, dove i confini sono sempre più flebili, più deboli, dove le leggi emanate dal Parlamento Europeo diventano leggi degli Stati membri e regolano i comportamenti dei vari Stati e delle varie Nazioni.
Ora passo la parola al nostro Parlamentare europeo affinché ci racconti quello che succede in Europa.


On. Giacomo Santini (Forza Italia)
Auguro buonasera a tutti e ringrazio il Consigliere Mauro DELLADIO dell'invito rivoltomi a partecipare a questo "piccolo summit europeo", possiamo dire, sulle condizioni di salute del turismo ma soprattutto sulle prospettive del turismo. Certamente, come ha detto DELLADIO, non solo trentino e valligiano, ma europeo. Perché oramai come in tutti i settori della vita economica pubblica e sociale funziona il "parametro con l'Europa", si rischia di rimanere indietro o addirittura esclusi. Anche se l'Europa ha tardato un poco a mettersi al passo con zone come la nostra, che di turismo vivono e che nel turismo operano da molti anni: non credendo forse all'inizio nelle potenzialità di questo settore, o, sbagliando addirittura politica nell'approccio frettoloso e superficiale, ma io dico anche disinteressato. Allora si diceva che il turismo non è questione europea, è una competenza degli Stati membri e addirittura all'interno degli Stati membri; ogni zona, ogni regione turistica, proprio per le peculiarità che presentava avrebbe dovuto pensare da sola al suo sviluppo. Poi qualcuno ci ha ripensato anche perché molte zone non sono organizzate. Quindi il turismo rischiava di diventare un’attività di élite, riservata a posti come S.Tropez, Ibiza, o le Seichelles, luoghi mitici che tutti conosciamo, ma che per noi non possono certamente costituire un modello di politica comunitaria europea. In Europa c’è sicuramente la più grande industria, il turismo. Più di 9.500.000 persone divise fra i 15 Paesi europei lavorano nel settore turistico: il 75% dei lavoratori appartengono al sesso femminile. Ciò significa che il turismo risponde a quella che oggi è una grande preoccupazione a livello europeo e di molti altri settori, che è la cura delle pari opportunità. Su questa occupazione continuativa o stagionale, esiste qualche dato economico: su una popolazione di 370.000.000 di persone, 180.000.000 di questi cittadini europei hanno l'abitudine annuale di andare in vacanza almeno una volta. C’è chi va in vacanza una sola volta all’anno, chi due, chi tre o più. Negli ultimi dieci anni il turismo europeo comunitario non ha saputo realizzare un'adeguata propaganda interna ed ha perso clientela: a favore di altri Paesi, soprattutto i Paesi dell’Est, il Giappone, e gli Stati Uniti, che per il turismo europeo incide con un 10% di perdite sulla usuale quota di mercato. Qualche altro numero: 2 anni fa ci sono stati in Europa 296.500.000 nuovi arrivi, per cui sono stati incassati ben 172.573.000 dollari. Tutta questa mole in dollari di entrata rappresentava nel 1995 un’evoluzione crescente del 5,5% del prodotto interno lordo. In testa alla classifica dei Paesi che maggiormente beneficiano di questi flussi turisti ci sono l’Italia, la Francia, la Spagna, la Grecia, il Portogallo, e la Gran Bretagna, che in termini di PIL rappresentano il 10% del loro "prodotto interno lordo".
Per quanto riguarda le prospettive di crescita fino al 2.000, si prevede un 3,7%. Maggiori sono invece le prospettive per quanto riguarda l'incremento del turismo dei nostri concorrenti: nel sud-est del Pacifico si prevede un aumento del 6,8%. Ciò significa che la Vecchia Europa che viveva di rendita potendo contare sulla sua cultura e sulla sua storia, oggi turisticamente si trova un pochino indietro e comunque non riesce a tenere il passo dei Paesi asiatici. Cosa fare per recuperare le posizioni turistiche perdute? Confrontarsi con questo turismo asiatico emergente? Accettarne la concorrenza, oppure rimboccarsi le maniche, e reagire? Con il Trattato di Amsterdam votato lo scorso anno a metà giugno dall'Europa, si è colmata un po' la lacuna. Insomma si è corso ai ripari e si è finalmente inserito un capitolo dedicato al turismo. Ciò rappresenta per ora solo un atto di buona volontà, in quanto ancora non ci sono finanziamenti adeguati per applicarlo in tutto. Infatti il programma Philoxenia, il primo e vero programma turistico comunitario varato nel 1995 che prevedeva un budget di poche lire è stato stoppato in maniera violenta dal Consiglio dei Ministri comunitari. Proprio quando noi al Parlamento Europeo stavamo aspettandone l'approvazione definitiva, tre Paesi membri, Olanda, Germania e Danimarca, si opposero. Nel Consiglio dei Ministri europeo le decisioni devono essere all’unanimità o una data normativa non passa. Solo per la violenta reazione del Parlamento Europeo si è potuta mettere una pezza e tanto è bastato al Commissario affinché rilanciasse con forza il programma Philoxenia, che è un programma "testa di ponte" che poi è stato varato quest'anno con una programmazione quinquennale. Fin qui i fatti! Oggi ci domandiamo in che maniera si può intervenire e dare una mano a chi vive di turismo. L’Europa deve soprattutto impegnarsi in un’azione di propaganda globale. E' vero, Parigi, Amsterdam, Roma, o Londra, non hanno troppo bisogno di propaganda. Ma quando noi diciamo turismo si pensa anche ai trasporti, ed io che sono nella 9a Commissione legislativa, posso dire che non abbiamo mai pensato a ciò. Ritornando al turismo, noi abbiamo pensato ad esso non come a divertimento e basta, ma come settore primario per posti di lavoro. Come mantenimento di posti di lavoro, e come creazione di altri posti di lavoro. Tenete presente i milioni di persone che vi lavorano, ed allora sono passati alcuni criteri particolari, come la qualità dell'offerta turistica, il rispetto dell’ambiente e l'attenzione per il turista. Tutte cose che noi avevamo stimolato alle agenzie di viaggi, alle imprese alberghiere e alle istituzioni turistiche. Siccome il turismo va tenuto in considerazione perché fonte di lavoro, appunto la politica comunitaria del turismo è stata inserita nel quadro delle piccole e medie aziende. Nel qual mentre le grandi aziende stanno riducendosi, le piccole e medie imprese stanno crescendo, tanto che oggi in Europa sono circa 18 milioni, e sono aziende familiari con 10 o più dipendenti, riconosciute come partecipi ai fondi comunitari.
Parlando di ambiente è chiaro che ci sono delle regole: l'impatto ambientale viene valutato, chi utilizza le risorse naturali paga; così come chi inquina a sua volta deve pagare. Un’altra novità è quelle di una super agenzia europea del turismo che possa lavorare sperimentalmente come ufficio di collocamento. E necessita una carta europea per i turisti con norme, doveri e diritti. Quindi, non più e solo turismo di "sole, neve e spiaggia", ma anche turismo di proposte complementari alle principali attrazioni. Quindi necessita un turismo globale, strutturale, ecologico e in molti casi anche sociale: per anziani, studenti, e handicappati. Noi abbiamo combattuto l'idea di massificazione, che significa spesso turismo scarso ed esasperato e dannoso per l'ambiente. Per il turismo come fonte di lavoro, noi abbiamo proposto anche il problema dell'istruzione e dell’addestramento professionale. Un mio emendamento per quanto riguarda uguale livello e parità di servizio, è passato in aula. Tanto per fare un esempio, un albergo di 4 stelle deve saper offrire un servizio e attrezzature di pari qualità con alberghi di 4,3,2 stelle.
Infine come programma Philoxenia abbiamo proposto un Organo di Arbitrato capace di redimere eventuali motivi di divergenza fra Operatore e Cliente. Detto del Programma Philoxenia, diciamo che questa proposta non è molto ricca, ci sono circa 50 miliardi di lire in quattro anni che servono a poco più che ad una campagna di propaganda e basta. Diciamo che l'Unione Europea aiuta a operare e non a costruire. Per esempio per ristrutturare o costruire un albergo si deve fare la domanda in Provincia e non presso l'Unione Europea, che se dovesse aiutare finanziariamente tutti gli albergatori andrebbe in bancarotta. I punti principali del programma Philoxenia e le relative azioni previste sono:
1) Miglioramento delle conoscenze nel campo del turismo, mediante lo sviluppo dell'informazione in materia di turismo. La divulgazione dell'informazione e messa in comune dell'informazione proveniente da altre fonti.
2) Miglioramento del contesto legislativo e finanziario del turismo attraverso il rafforzamento della cooperazione con gli Stati membri, l'industria e le altre parti interessate.
3) Miglioramento della qualità del turismo europeo attraverso la promozione del turismo sostenibile e l'eliminazione degli ostacoli allo sviluppo.
4)Aumento del numero dei turisti provenienti da Paesi terzi mediante la promozione dell'Europa come destinazione turistica.


Cons. reg. Mauro DELLADIO (Forza Italia)
Faccio un intervento breve. Abbiamo sentito dall’onorevole SANTINI cosa propone l’Europa. E’ evidente che non possiamo isolarci.
Per fare politica turistica è necessario osservare cosa succede al di fuori del Trentino e confrontarci con altre realtà in particolar modo con quelle vicine alla nostra.
In Alto Adige i contributi sono erogati alle Associazioni Turistiche in base ad un concetto rivoluzionario: la Provincia eroga contributi in quantità pari ai contributi che le stesse riescono ad ottenere dai privati.
Ultimamente l’Assessore competente della Provincia di Bolzano mi ha riferito che la percentuale interessante il finanziamento pubblico sarà elevata al 60% viste le grosse difficoltà da parte dei privati ad intervenire nell’operazione.
Nel Tirolo austriaco, invece, è vigente l’"imposta di scopo", chiamata Tourismusabgabe, che è pagata, secondo un calibrato criterio di ripartizione da ben 500 soggetti privati (albergatori, farmacisti, professionisti, artigiani, commercianti, banche ecc.) che traggono utili dal turismo.
Un’imposta riscossa da Associazioni di diritto privato che, interamente riversata sulla Comunità locale, permette una gestione oculata, flessibile e manageriale ed un coinvolgimento diretto degli operatori e beneficiari del comparto turismo. Un’imposta che non si identifica nella vecchia imposta di soggiorno che deve essere abolita anche per le case private.
In poche parole: in poche parole serve procedere alla privatizzazione delle A.P.T.
Attualmente in Provincia di Trento esiste un tavolo di confronto fra Unione albergatori, ASAT e Assessorato, da sostenere e che dovrebbe diventare permanente, che ha elaborato un progetto di riordino dell’apparato turistico del Trentino.
Occorre unire il pubblico ed il privato in un Organismo di governo del Turismo del Trentino che veda coinvolti i rappresentanti degli Assessorati interessati, i rappresentanti delle Associazioni delle categorie economiche, dei Comuni e di chiunque altro è interessato all’economia turistica. I delegati degli Assessorati competenti in tema di Turismo, Opere Pubbliche, Urbanistica, Cultura, Ambiente, Commercio, Industria (impianti a fune) e altro troveranno spazio in questa Autorithy, come è chiamata dal Presidente dell’Associazione Albergatori, assieme ai rappresentanti delle Associazioni di categoria che dovranno avere un forte ruolo politico perché conoscono in prima persona il mercato.
Un Organismo di governo del Turismo del Trentino con poteri di controllo, di coordinamento e di programmazione.
Una Cabina di regia che favorisca l’incontro dei molteplici aspetti/settori legati al turismo, che percepisca i problemi trasversali legati al turismo, supportata da strumenti quali un Osservatorio sul turismo che raccolga dati e fornisca orientamenti alle esigenze e un Comitato scientifico composto da tecnici preparati e specializzati.
Un’Azienda di Promozione Turistica identificata in una Società per Azioni che coinvolga gli operatori privati e l’Ente pubblico sulla quale convergano i contributi della Provincia di Trento, europei, delle banche e dei privati.
A questa A.P.T. provinciale dovrà essere affiancato un "braccio operativo" societario di diritto privato che collabora e interagisce con i consorzi privati, al fine di tenere i collegamenti con i Tour operator e con le A.P.T. periferiche per la commercializzazione dei pacchetti turistici.
Le A.P.T. di ambito dovrebbero essere completamente privatizzate e il personale dovrà optare fra le nuove A.P.T. privatizzate e gli organici provinciali disciplinati attualmente dalla legge provinciale n.° 7/1997.
Nelle A.P.T. periferiche dovranno trovare posto tutte le componenti economiche interessate al turismo e che da questo traggono benefici in modo da coinvolgere direttamente i soggetti economici nelle scelte promozionali e commerciali.
I consorzi obbligatori, come in Tirolo che avevo menzionato prima, potrebbero essere una soluzione da adottare anche nel Trentino: tutti sarebbero coinvolti dal farmacista al fabbro, dall’albergatore al commerciante, dall’avvocato al fioraio ecc. Coinvolti tutti nelle scelte delle manifestazioni turistiche e nella promozione.
Per finanziare la promozione e la commercializzazione si potrà attingere all’ICI coinvolgendo i Comuni che sono e saranno sempre in prima linea anche in tema di infrastrutture.
Infine il Piano di politica turistica dovrà svilupparsi su alcuni temi fondamentali: la centralità del cliente, la flessibilità del sistema, la partecipazione forte dei privati e l’avvicinamento fra promozione e commercializzazione.
Ora per quanto riguarda lo stato di salute e le prospettive turistiche del Trentino sentiremo il Dottor Ettore ZAMPICCOLI Direttore dell’A.P.T. del Trentino.


Dott. Ettore ZAMPICCOLI (Direttore dell’A.P.T. Trentino)
Grazie al Consigliere DELLADIO per l’invito.
Io non parlerò tanto dei problemi di struttura e programmazione, perché questi sono compiti dell'assessorato. Tenterò di creare uno scenario per dire dove va il turismo e quali cambiamenti ci attendono.
Comincerò citando uno studio della IPK di Monaco con un accenno alle tendenze del turismo europeo e mondiale.
Le più recenti indicazioni parlano di una sostanziale stagnazione dei pernottamenti: in altre parole, non si può dare per scontato che il turismo continui a crescere, come avvenuto negli anni 70 ed 80. D'altro canto, aumenta invece il numero dei Paesi che offrono mete per le vacanze. La conseguenza di questi due fattori, è che la competitività cresce.
Altra indicazione che viene dal mercato riguarda la richiesta da parte del turista di crescenti garanzie di qualità dei servizi offerti; richiesta resa ancora più problematica dalla indisponibilità del turista a spendere di più per ottenere la qualità desiderata. Questa realtà di fatto impone una seria riflessione sul sistema dei servizi e sulla necessità - attraverso una riorganizzazione dell'esistente - di far quadrare i prezzi con la qualità.
C'è poi la questione dell’"infedeltà" del turista. Le analisi europee mettono chiaramente in evidenza che solo un quarto dei turisti è "abitudinario", sceglie cioè sempre la stessa meta e che per i turisti con meno di 40 anni la destinazione non è determinante né ha peso la dimensione culturale della vacanza: quello che ricercano è la vacanza in libertà, in compagnia, orientata alle sensazioni fisiche e a tutto ciò che fa parte di un'atmosfera "calda". Cosa significa tutto questo? Significa che quella che per il motore del Trentino turistico è stata fino ad oggi una formidabile riserva di energia - e cioè la quota consolidata, lo "zoccolo duro" di ospiti affezionati che ritornavano automaticamente (che raggiunge attualmente circa il 70%) - è destinata progressivamente a ridursi; e significa, inoltre, che bisogna pensare e proporre pacchetti d'offerta capaci di catturare comunque questa fetta di clientela dai gusti mutevoli.
Questi sono solo alcuni esempi delle tendenze di mercato che bisogna conoscere per potersi presentare - come puntualizzato in apertura - "con i piedi per terra e con le idee chiare" sulla ribalta turistica. Una ribalta sempre più simile ad un'arena, dove si combatte senza esclusione di colpi e dove l'importante non è difendersi ma bensì attaccare. E qui sta un altro nodo cruciale per la buona salute del turismo trentino, i cui protagonisti anziché interrogarsi su come "difendersi" dalle avversità create dal mercato, dovrebbero coalizzarsi per individuare le forme migliori (e cioè prodotti ed offerte) per "aggredire" il mercato: ed ecco così chiarita la "maggior grinta" di cui ha bisogno il Trentino turistico.
Oggi il turismo trentino si trova a fronteggiare quella che possiamo definire la "sfida delle tre "i"": impresa, internazionalizzazione, informatizzazione, tre "settori" che costituiscono altrettanti ingranaggi strategici sui quali lavorare per combattere le difficoltà del mercato.
Sul versante dell'"impresa", che deve far fronte ad una domanda sempre più eterogenea, mobile, "infedele" e flessibile, è necessario un adeguamento dell'offerta con l'introduzione di maggiori servizi, offerte più elastiche e personalizzate, una mentalità diversa e più aperta all'innovazione ed al confronto: il tutto supportato da un efficiente sistema infrastrutturale e di servizi, che spetta al pubblico promuovere e realizzare.
Passando all'"internazionalizzazione", la prima considerazione da fare è che in uno scenario di competitività mondiale, non è più consigliabile poggiare la propria offerta su un solo bacino o un solo mercato: di conseguenza bisogna con maggiore decisione aggredire i mercati esteri, per aumentare la quota di turisti stranieri che soggiornano in Trentino.
Per quanto riguarda infine l'"informatizzazione", la realtà dimostra come la capacità di offrire informazioni in tempo reale alla potenziale clientela sia ormai un fattore di successo cruciale. L'A.P.T. del Trentino ha intensificato il ricorso alle nuove tecnologie nel campo della comunicazione, ma informatizzare la rete turistica richiede un coinvolgimento e una disponibilità piena degli imprenditori del settore, ovvero sia di chi confeziona il prodotto: e qui sta un'altra e non meno impegnativa sfida.


Dott. Guido TRAVAGLIA (Direttore dell’A.P.T. Fiemme)
(Il testo dell’intervento sarà inserito appena possibile dopo la revisione e consegna da parte del relatore).

Cons. reg. Mauro DELLADIO (Forza Italia)
Bene! Da questa panoramica europea, provinciale e valligiana possiamo trarre dei dati interessanti. Quello che mi colpisce soprattutto sono, per quanto riguarda la Val di Fiemme, i 6200 posti letto nelle strutture alberghiere e i 31000 e oltre posti letto nell’extra alberghiero. A questo punto io penso che la parola possa passare a Voi per fare le vostre considerazioni delle quali terrò conto nel mio mandato.

On. CHIESA Sergio (Vicepresidente di FEDERALBERGHI)
Innanzitutto desidero fare una considerazione positiva su questo incontro perché a chi vive nel mondo del turismo da molti anni come me, fa un grande piacere che un politico organizzi un incontro pubblico avente come tema principale: IL TURISMO. Fa piacere perché il turismo decisamente oggi ha bisogno di una politica attenta. Dobbiamo dire che il turismo è stato sempre lasciato alla spontaneità dei privati e poco alla progettazione, salvo alcuni casi, da parte dei politici.
Poche volte ho assistito ad una così importante iniziativa. Dicendo questo voglio dare un riconoscimento al Consigliere Mauro DELLADIO di Forza Italia.
Per quanto riguarda gli albergatori, Federalberghi, la Federazione nazionale degli albergatori, è in una fase di rilancio.
Dirò alcune cose in merito. Federalberghi vuole impegnarsi soprattutto nel rimettere al posto giusto quello che è l’impresa alberghiera che deve essere considerata un’impresa produttiva a tutti gli effetti.
Perché dico questo? Perché spesso l’albergatore non ha, a causa di una legislazione molto difficoltosa, non chiara e molto pesante la possibilità di svolgere liberamente e serenamente la propria attività come le altre imprese. Un esempio è, non solo il costo del lavoro, ma la gestione del medesimo.
Noi dobbiamo batterci e ci batteremo a livello nazionale per una maggiore flessibilità della normativa e in particolare del contratto di lavoro.
Noi non possiamo essere paragonati agli altri settori economici. Dobbiamo evidentemente rispettare i diritti dei lavoratori, ma dobbiamo anche adeguare questi diritti dei lavoratori alla necessità di rendere più flessibile il lavoro nelle nostre aziende alberghiere, soprattutto quelle di montagna che hanno la stagione invernale ed estiva.
Mi riferisco soprattutto ai riposi, alle ferie e alle ore straordinarie. Oggi abbiamo 40 ore settimanali, sembra che si vada verso le 35 ore. Come sarà possibile continuare la gestione delle nostre aziende che concentrano purtroppo in pochi mesi stagionali la loro attività se non si avrà la possibilità di recuperare con contratti anche territoriali, il cumulo dei vari istituti contrattuali.
In ogni caso la FEDERALBERGHI è CONTRARIA ALLE 35 ORE PER LEGGE. Questo è uno dei grandi argomenti.
Altro punto sul quale noi ci dovremo battere è quello che riguarda gli altri costi d’esercizio delle aziende alberghiere. Argomento toccato giustamente dal Dottor Ettore ZAMPICCOLI per essere più competitivi sul mercato turistico diventato sempre più globale.
In Trentino potremmo con una politica accorta e previdente riuscire ad avere prezzi d’acquisto dell’energia più favorevoli data la possibilità che ci viene data dalla nostra autonomia di legiferare su questa materia. Ci vuole una cosciente volontà politica.
I cittadini del Friuli, Regione a statuto speciale come noi, ad esempio, hanno dei vantaggi favorevoli per quanto riguarda i costi del gasolio.
La politica ha sempre trascurato il turismo, ne ha solo parlato e goduto dei benefici.
Anche perché il turismo, settore in crescita, non ha mai creato problemi come altri settori economici.
In Trentino, particolarmente, il turismo deve continuare ad avere un ruolo importante. Dobbiamo chiedere, protestando anche, mi rivolgo agli imprenditori e lavoratori, che si faccia più attenzione alla programmazione turistica ponendola come scelta strategica per lo sviluppo economico e sociale della nostra Provincia.
Infatti nella nostra realtà trentina, non si può più fare a meno del turismo essendo diventato sistema fra le varie componenti della società.
Condivido in pieno il problema della internazionalizzazione del turismo trentino. Io ho il mio albergo sul Lago di Garda e mi rendo conto tutti i giorni dell’importanza della clientela straniera. Credo che la presenza degli stranieri debba aumentare anche nel resto della Provincia, in quanto la clientela italiana è sempre più attratta da mete turistiche al di fuori del nostro Paese. Perciò gli investimenti nella produzione del turismo e gli investimenti nella promozione e commercializzazione debbano essere sempre più finalizzati a questo obiettivo. Ricordo che il primo messaggio pubblicitario dell’Ente provinciale per il turismo, diretto dal Dottor Gino SCRINZI, fu: dal Garda alle Dolomiti. Uno slogan comprensibilissimo dalla clientela internazionale in quanto due attrazioni naturali e ambientali indiscusse e conosciute in tutto il mondo.
Quest’esempio per trovarci concordi attorno a quell’autority (cabina di regia), proposta del Presidente degli Albergatori trentini Italo CRAFFONARA e condivisa dal Consigliere Mauro DELLADIO dove un confronto di idee ed esperienze tra pubblico e privato potrà essere utile per fare i programmi che abbiano anche la capacità di far cambiare mentalità ai trentini per ospitare il mondo intero.
Ultimo argomento è la formazione professionale.
Sono lieto che l’on. Giacomo SANTINI si stia adoperando a livello europeo per una legislazione sempre più adeguata alle esigenze del mercato.
Anche noi nella nostra Provincia abbiamo bisogno di migliorare la preparazione degli addetti al settore alberghiero e turistico. Dobbiamo chiedere con forza l’istituzione di un quinquennio formativo per i nostri giovani che permetta loro di raggiungere la maturità. Poi chi lo volesse potrebbe accedere all’università per completare, con una laurea in economia turistica, la sua preparazione.
Ciò porterebbe certamente verso un salto di qualità del settore che permetterebbe di affrontare il futuro con capacità superiori.
Sono convinto che le famiglie trentine orienterebbero i loro figli verso il turismo con più fiducia. Il cuoco, il cameriere, il segretario avrebbero così quella dignità che si meritano.
E’ incredibile che con le potenzialità che ha, la nostra provincia autonoma non abbia ancora istituito un Istituto Tecnico per il Turismo e non è possibile che l’università trentina non abbia una facoltà per il turismo.
Solo grazie alla volontà dell’Associazione degli Albergatori della nostra Provincia, di cui mi onoro far parte e di cui sono l’espressione, si è avuto ultimamente nella facoltà di giurisprudenza un corso di specializzazione nella legislazione turistica. Certo questa iniziativa è qualificante ma non è sufficiente. Bisogna pensare all’impresa, preparando dei manager. Bisogna far si che i nostri figli, che i nostri giovani credano in questo lavoro. Solo una forte base culturale darà un futuro al nostro turismo. Noi albergatori ci stiamo battendo per questo e continueremo a farlo.
Noi siamo venuti qui per dare una testimonianza di quello che stiamo facendo come imprese e che noi questi discorsi non li facciamo da politici, ma da imprenditori.
Vi ringrazio per la Vostra pazienza augurando al turismo trentino il giusto successo che porti benessere alle nostre famiglie. Credo infine di dover ringraziare il consigliere Mauro DELLADIO dell’occasione che ci ha dato per discutere del fenomeno turismo.

Cons. reg. Mauro DELLADIO (Forza Italia)
Istituto per il turismo: io non l’avevo menzionato perché sapevo che sarebbe emerso nella discussione. A tal riguardo voglio ricordare una mozione, la n° 17 del 5 maggio 1994, approvata in Consiglio provinciale ancora nel maggio del 1994 dove si dava mandato alla Giunta di intraprendere le opportune iniziative volte ad elaborare un progetto per l’istituzione in ambito provinciale di un Istituto Tecnico Turistico. Purtroppo è rimasta lettera morta. Io mi sento di accogliere questo invito sia per quanto riguarda la formazione superiore che la formazione universitaria. Per quanto mi compete, sarà mio impegno portarlo avanti nelle sedi istituzionali competenti.

Italo CRAFFONARA (Presidente dell'Associazione Albergatori del Trentino)
Do atto a Forza Italia di essere stata, se non vado errato, l'unica forza politica che abbia organizzato confronti e dibattiti pubblici sul turismo dei quali ne sentiamo la necessità.
L'Associazione che rappresento è assolutamente indipendente e tuttavia mi pare giusto e corretto ringraziare pubblicamente Forza Italia.
L'onorevole Sergio Chiesa, con bravura e passione, ha fatto un quadro significativo dei maggiori problemi che affliggono le imprese alberghiere, lo condivido pienamente e quindi passo al ulteriori riflessioni sulle prospettive future del Turismo trentino.
Preoccupa soprattutto il turismo estivo. Le statistiche dei due anni passati evidenziano perdite accentuate sia nel settore alberghiero che extralberghiero.
In occasione della celebrazione del 50° della nostra Associazione, l’anno scorso, abbiamo messo in evidenza l'enorme sviluppo che ha avuto il turismo trentino in questi ultimi cinquant’anni.
Ma da qualche anno, il mercato denuncia una certa stanchezza. Ma se in passato, agli anni di stanca succedeva invariabilmente una svalutazione della nostra moneta, che ridava forza alla nostra competitività ciò non avverrà più in futuro.
Nel contempo, come prima ricordava il Dottor ZAMPICCOLI, sarà difficile conservare una fetta di mercato nazionale dell'80%. Ma se sarà giusto e logico che gli italiani vadano alla scoperta del mondo, fra l'altro attratti da offerte sempre più allettanti, allora diventa assolutamente necessario attirare percentuali maggiori di turisti stranieri.
La domanda che mi preoccupa molto è questa: siamo preparati? Temo di no. Non è facile in poco tempo passare da un'abitudine al mercato italiano ad un'attitudine necessaria per affrontare quelli stranieri.
Prima, sempre il Dottor ZAMPICCOLI affermava che, da un sondaggio, circa un 30% di albergatori trentini non gradivano operare sul mercato internazionale e se ne preoccupava.
Potrei non condividere il suo giudizio negativo: il 30% di alberghi è poca cosa se si pensa che le aziende ad 1 o 2 stelle, normalmente di dimensioni molto ridotte, sono ben oltre il 50%. La domanda (e la preoccupazione) semmai è un'altra: il 70% è veramente in grado di affrontare il mercato straniero?
La risposta è che dobbiamo fare veramente un salto qualità, di mentalità, di cultura turistica a cominciare dall'insegnamento nelle scuole. Mancano le strutture, ma manca soprattutto una politica provinciale del turismo.
Per poter far venire qua gente dal resto del mondo ci vogliono professionalità, infrastrutture, viabilità, un aeroporto, altro che litigare se farlo o non farlo. Il futuro si gioca tutto sulla possibilità e rapidità delle comunicazioni, perché la gente oggi ha poco tempo ed in breve tempo vuole andare in ogni parte del mondo.
Siamo attrezzati per andare a prendere i turisti a Verona, riportarli e fare in modo che non manchi loro nulla?
In conclusione, siamo preoccupati per la nostra preparazione, per la nostra capacità di far fronte alla domanda di qualità del mercato.
DELLADIO riportava la nostra insistenza con la quale torniamo sulla necessità di affrontare il 2000 con una forte mobilitazione.
Abbiamo bisogno di una "super regia" a livello provinciale, un incontro tra pubblico e privato, tra operatori di ogni settore per poter innanzitutto studiare le esigenze del mercato, come ci si deve muovere, su quali mercati andare, con quali mezzi, come dobbiamo modificare i nostri alberghi, i nostri appartamenti, come dobbiamo organizzare la promozione, la commercializzazione. Tutte cose che singolarmente non siamo in grado di fare, perché il Trentino è piccolo, fatto di pochi abitanti divisi dalle montagne. "Piccolo", se vogliamo, può essere anche una caratteristica positiva, purché riusciamo ad organizzarci ad aggregarci, ad incontrarci, come del resto è nelle tradizioni del Trentino.
Anche la Provincia, purtroppo, è in grave ritardo.
La legge di classifica alberghiera è dell'84, l'ultimo P.P.T. (Piano di Politica Turistica) è dell’88, l'ultima riforma dell'organizzazione turistica è dell'86.
C'è quindi bisogno, di voltare pagina, di guardare al 2000 con grande coraggio, con determinazione, se vogliamo internazionalizzarci e che le 3 "I" di ZAMPICCOLI, che condivido, si realizzino, altrimenti rischiamo di diventare la periferia del turismo italiano.

Cons. reg. Mauro DELLADIO (Forza Italia)
Servono certamente infrastrutture: è stato accennato all’aeroporto Caproni, io aggiungerei anche la Valdastico; anche questo è un aspetto da tenere in considerazione per favorire i rapporti con l’esterno del Trentino. Gli operatori turistici e commerciali chiedono un potenziamento dell’aeroporto e delle infrastrutture per soddisfare le esigenze turistiche e commerciali del Trentino. Alla struttura di Mattarello occorre l’abilitazione al volo commerciale. Il settore turistico sta vivendo un momento di profonda crisi. L’arrivo di voli charter carichi di turisti è una nuova opportunità di crescita per la comunità trentina.

Emanuela FELICETTI (Presidente Giovani Albergatori del Trentino)
Buonasera a tutti.
Grazie per aver invitato anche i giovani albergatori del Trentino, che io rappresento, a quest'importante convegno sul Turismo, che ho trovato molto interessante e denso di stimoli per noi operatori dell'ospitalità.
Gli argomenti che il Consigliere provinciale DELLADIO ha riassunto nel suo intervento ci hanno dato una panoramica della situazione politica del nostro Trentino. I giovani albergatori credono che il Turismo trentino dal punto di vista politico avrebbe bisogno di grandi sollecitazioni, su ogni fronte, a partire dalla viabilità, fino all'impegno verso la qualità delle strutture ricettive, sportive e di accoglienza, ma anche nella semplificazione e maggiore attuabilità delle Leggi che lo regolano. Il Dottor ZAMPICCOLI dell’A.P.T. è stato molto chiaro nell'esprimere le motivazioni dell'Azienda di Promozione Turistica verso mercati sempre diversi, studiando nuove iniziative, legate non solo alla natura ma anche all'abbinamento con la cultura o all'enogastronomia (ed in questa linea anche i giovani albergatori si stanno muovendo per collaborare) ed alla formazione di pacchetti specifici nelle varie valli del Trentino valorizzando le peculiarità di ognuna di esse. Mi sono piaciute le sue tre "I" ,che assolutamente condivido e ritengo siano le priorità per un turismo verso il duemila. Ho ascoltato con piacere anche l'Onorevole SANTINI, che ammiro per l'impegno a sviluppare con forza il settore del Turismo, anche in termini di contribuzione in un organismo importante quale il Parlamento europeo e ringrazio il Dottor TRAVAGLIA, Presidente dell’A.P.T. della Valle di Fiemme che ci ha espresso in termini statistici l'organizzazione turistica in Valle di Fiemme e gli afflussi specifici.
Il gruppo dei giovani albergatori rivolge i propri obiettivi nella formazione professionale attraverso corsi e stage, nella ricerca di nuovi modelli turistici da sviluppare e nell'organizzazione di convegni ed incontri sui temi più vari che riguardino il futuro e la nostra preparazione ad essere degli imprenditori seri ed impegnati. Il nostro gruppo conta circa 300 iscritti dislocati in tutte le valli del Trentino e questo rende ancora più grande e vivace lo scambio di idee ed esperienze che possiamo avere, nei momenti di svago e divertimento che ci arricchiscono e ci fanno crescere convinti che questa professione sia bella ed interessante.
Rinnovo i più sinceri complimenti al Consigliere provinciale Mauro DELLADIO per la lodevole organizzazione di questa serata ed al gruppo di Forza Italia ricordo l'importanza di "battersi" ed impegnarsi per il Turismo Trentino, perché è tempo che diamo a questo settore la forza di cui ha bisogno per essere considerato il comparto trasversale a tutti gli altri.
(...)

Cons. reg. Mauro DELLADIO (Forza Italia)
Ringrazio tutti gli intervenuti.
Io esco arricchito da questo incontro. Le considerazioni proposte emerse in questa occasione mi serviranno per affrontare quest’ultimo anno di legislatura in particolar modo in occasione della discussione dei Disegni di Legge (riclassificazione alberghiera ecc.) e dei regolamenti di attuazione vari in esame in Commissione legislativa ed in Aula consiliare.
Sarà mio impegno coinvolgere i responsabili del Movimento Forza Italia affinché le idee e le intenzioni emerse stasera in tema di turismo trovino spazio in proposte normative nuove o di riordino.
Rilanciare il turismo nel Trentino vuol dire, come è stato più volte espresso, rilanciare l’economia sviluppando un circuito virtuoso che distribuisce a tutti benessere e ricchezza.


Dal giornale "L’Adige" del 2 novembre 1997 di Mario FELICETTI:

Un dibattito a Predazzo promosso da Mauro Delladio. Crescita bloccata. La sfida delle vacanze è ormai a livello mondiale.

TURISMO, CRISI DI IDENTITA’
Concorrenza spietata e l’estate segna il passo.

Un turismo da ristudiare, attraverso nuove idee, nuovi confronti, nuove proposte programmatiche ed operative, nuove scelte. Così come sono oggi le cose, il futuro si presenta accompagnato da molti interrogativi e poche certezze. I dati sono indicativi e, per certi aspetti, inequivocabili, per cui si impone un cambiamento di rotta, nella organizzazione interna ma anche nei rapporti europei e mondiali.
E’ questo il discorso di fondo emerso venerdì sera a Predazzo, durante l’incontro-dibattito promosso dal consigliere provinciale di Forza Italia Mauro DELLADIO e al quale hanno partecipato un centinaio di operatori economici e turistici, oltre a diversi amministratori locali.
Già in apertura, DELLADIO ha messo molta carne al fuoco, soffermandosi in modo specifico su tematiche legate all’informatica, ai trasporti, alla cultura dell’ospitalità, alla burocrazia, ai costi, alle normative, al fisco, ai ritardi della Provincia specie per quanto si riferisce alla attesa nuova legge di classificazione alberghiera e alla ristrutturazione turistica nel suo complesso, alle opportunità offerte dall’Europa. E sul turismo di respiro continentale si è soffermato, con dovizia di particolari, Giacomo SANTINI, europarlamentare. Una situazione che si sta rapidamente evolvendo, ma in senso negativo, rispetto ad altri mercati mondiali, statunitense e giapponese su tutti.
Basti pensare che le prospettive di crescita turistica dell’Europa da qui al duemila sono del 3,7%, mentre per il sud-est del Pacifico si parla del 6,8. Da questi presupposti è nata comunque la volontà di concretizzare nuove proposte, sotto il profilo della qualità dell’offerta, del rispetto dell’ambiente, del potenziamento di iniziative che vadano oltre i contenuti legati a sole, spiaggia e neve, verso un turismo sociale rivolto a tutte le fasce di età.
Molto concreto l’intervento di Ettore ZAMPICCOLI, Direttore dell’A.P.T. del Trentino. Lo scenario non è entusiasmante, ha precisato tra l’altro ZAMPICCOLI, il turismo tiene ma non aumenta, cresce la concorrenza tra Paesi diversi, assieme alla tendenza a privilegiare la risorsa ambiente e a chiedere maggiore qualità allo stesso prezzo, l’immagine dell’Italia è in caduta preoccupante, diminuisce l’indice di fedeltà degli ospiti. Nel Trentino, l’impianto generale è ancora solido, ma servono cambiamenti sostanziali nel modo di operare da parte di ente pubblico e operatori privati. Per il futuro, la regola delle tre "i": impresa, con l’urgenza di nuove infrastrutture, soprattutto viarie, e di nuovi servizi, internazionalizzazione, con la necessità di puntare a nuove quote di turismo straniero, e informatizzazione, come innovazione tecnologica decisiva.
Guido TRAVAGLIA, Direttore dell’A.P.T. di Fiemme, ha poi inquadrato la situazione locale, alla quale si legano cedimenti vistosi soprattutto sotto il profilo dell’estate, stagione che ha visto crescere le presenze degli ultimi dieci anni soltanto nella misura del 18%, mentre l’inverno è aumentato del 44,7.
Interessante il dibattito, con gli interventi di Sergio CHIESA, Vicepresidente della Federalberghi (in primo piano contratto di lavoro, costi di esercizio delle aziende, preparazione professionale degli addetti), di Italo CRAFFONARA, Presidente degli albergatori del Trentino, ancora una volta preoccupato per i gravi ritardi della Provincia di Trento in questo settore essenziale della nostra economia, nelle strutture, nelle regole, nei piani di sviluppo, di Osvaldo FINAZZER, albergatore di Canazei, di Dino CEOL, amministratore comunale di Daiano, di Paolo FONTANIVE di Moena e della signora NOCKER, sempre di Moena, rappresentante degli affitta-appartamenti.
I problemi erano evidentemente molti e non c’è stato il tempo per affrontarli tutti. Ma la tematica è forte e vale la pena di insistere, attraverso altri momenti di confronto.