19/12/1998

INTERVENTO DI MAURO DELLADIO CONSIGLIERE DI FORZA ITALIA

"INCONTRO DI NATALE"

 

Care amiche e amici di Forza Italia,

il documento che sto per leggervi, elaborato e condiviso da un importante numero di iscritti, intende analizzare costruttivamente, come previsto dal tema di oggi, il risultato delle ultime elezioni regionali.

Le elezioni regionali sono state una sconfitta per tutti i partiti.

Per tutti tranne uno poiché sicuramente questo non può essere detto per la SVP.

Essa potrà così continuare a rappresentare nelle sedi che contano esclusivamente i propri interessi, spacciandoli per il bene dell'intera comunità regionale.

Abbiamo noi trentini finalmente compreso che questo stato di cose è la nostra rovina?

Fatte le debite eccezioni, pare proprio di no!

In estrema sintesi questa è la causa di un fallimento elettorale da cui in Trentino nessuno può essere salvato: è la storia di un fallimento politico le cui conseguenze si sono appena iniziate a verificare e che finiranno per coinvolgere pesantemente il tessuto socio-economico del Trentino prima, ma dello stesso Alto Adige subito dopo.

Cerchiamo di approfondire questo concetto, quale chiave di lettura del risultato elettorale.

Gli obiettivi della SVP sono noti da tempo, si riassumono efficacemente nel "los von Rom" prima e nel "los von Trient" adesso.

L'accelerazione di questo processo viene tatticamente perseguita con grand’efficacia nel recitare, grazie ad una sinistra miope o forse in cerca di legittimazione, il ruolo di rappresentante unico della Regione, fino a che riuscirà a convincere chi di dovere dell'inutilità stessa della Regione. Alla faccia dell'Autonomia!

Questo processo è chiaramente facilitato dal ruolo destabilizzante nel quadro politico trentino giocato dal Patt, che con i suoi oscillamenti e tentennamenti rende di fatto ingovernabile il trentino.

Del resto però nessuna forza politica ha sin' ora trovato un rimedio, e se forse questo pareva intravvedersi nella riforma della legge elettorale, la SVP, che questa riforma non vuole veramente perchè l'ingovernabilità del trentino è la sua vera forza, giocando abilmente sui tempi di approvazione è riuscita infine a vanificare la riforma stessa che ha comunque tanti altri piccoli nemici.

E così il partito del non voto-bianche-nulle, arriva al 30% circa in Trentino.

L'esultanza dell'Ulivo, ma più che delle forze politiche che lo compongono, dei giornali che lo sostengono, è quindi del tutto fuori luogo, ed anche i più distratti degli elettori non tarderanno ad accorgersene.

Ma sicuramente se ne sono accorti invece, gli elettori di centro-destra, ed in quest'area comprendiamo anche la Lega ed il Patt nella misura in cui si dichiarano estranei al centro sinistra, per lo meno in campagna elettorale; questi elettori hanno con il loro voto e nostro malgrado, decretato che quest'area sia comunque la maggioranza.

Maggioranza che, pare, resterà inspiegabilmente all'opposizione, dando così ragione a coloro che ritengono impercorribile il progetto di Forza Italia, il progetto dello stesso Presidente Berlusconi, di dare vita ad un'area moderata alternativa alla sinistra, che comprenda tutte le forze dalla destra al centro!

E' quindi iniziata da tempo l’operazione di reclutamento da parte del centrosinistra nelle file di coloro che dichiaravano di essere alternativi.

Il risultato vedrà certamente una giunta provinciale gradita alla SVP, e il gradimento sarà direttamente proporzionale al grado di instabilità che tale governo dimostrerà di avere.

Ecco il perchè un governo Ulivo - Patt sarebbe così ben visto a Bolzano!

Ed in queste ore non sappiamo, ma possiamo almeno sperare nell'interesse del Trentino, che la crisi del Patt, impedisca il realizzarsi di questo disegno.

Proviamo ora ad analizzare a fondo il risultato elettorale per capire quali rimedi dobbiamo trovare all'interno della sconfitta di tutti, della nostra in particolare.

Per quanto riguarda le cifre nude e crude, non possiamo ignorare come in un contesto elettorale proporzionale, raffrontabile con la quota proporzionale delle politiche, si vede passare Forza Italia dal 21,8% del '94 al 18,7% del '96 all’11,7% di oggi, che depurato dalla quota CCD ci consente di affermare senza tema di errore che siamo ad uno sconsolante 8,5%, zero-virgola in più od in meno, senza considerare il positivo contributo dei candidati scelti dal capolista.

Se ci rapportiamo poi alle europee del '94, disputate con il medesimo sistema elettorale e con un panorama politico che in trentino vedeva in corsa all'incirca le stesse formazioni politiche, (qualcuna in più per la verità), siamo crollati dal 32,4%. Ad un disastro del genere non è arrivata neppure la tanto vituperata Lega Nord.

Caro Giacomo, tanti auguri fin d'ora ...!

Il dato è ancora più clamoroso se lo rapportiamo al risultato complessivo del Polo e ancor di più se rapportato all'andamento dell'area alternativa al centro-sinistra.

Infatti, il Polo che nel '94 era composto da F.I. e Lega ottenne il 32% + un 5% di AN che correva da sola.

Nel '96, F.I. in alleanza con AN, CDU-CCD ottenne il 27% + 19% della Lega.

Oggi queste forze nel loro insieme hanno realizzato il 37%, come nel mitico '94, quando, con questi stessi numeri, abbiamo sbancato.

Vediamo cioè come all'interno di un centro destra, che quanto meno tiene, F.I. ha invece perso i due terzi dei propri voti, e questo nell'ipotesi migliore, riferendosi cioè alle politiche e non alle europee, perdendo così in tutta la regione quel ruolo di riferimento che, invece, continua ad esercitare in Italia.

E questo raffronto lo facciamo escludendo dal computo del centro destra l'area autonomista, che paga peraltro questo isolamento, questo suo non aver mai voluto o saputo scegliere fra i due poli, questa sua subalternità alla SVP, (tutte concause della sua deludentissima esperienza governativa), perdendo oltre un terzo dei consensi.

Quindi, ribadisco, il risultato di queste elezioni per Forza Italia è stato assolutamente disastroso.

E l'arrampicarsi sui vetri da parte di coloro che vedono un risultato accettabile perchè siamo passati da zero a quattro consiglieri è, oltre che indegno nei confronti di qualcuno che proprio zero ha dimostrato di non essere, anche delittuoso nei confronti del partito e offensivo nei confronti dell'intelligenza!

Abbiamo perso, abbiamo perso male anzi malissimo ed il non ammetterlo vuole dire non ricercarne le cause e quindi creare il presupposto certo di un prossimo, ulteriore, tracollo.

E vediamole quindi queste cause, che non sono poi tanto lontane nel tempo, essendosi verificato questo disastro a partire dalle amministrative del '95.

La storia ha spesso la pretesa di cercare un episodio specifico, una data certa, da cui far tempo per indicare l'inizio o la fine di un'epoca.

Bene, con la consapevolezza che il nostro momento politico più che alla Storia appartiene alla cronaca, ma con la speranza e la volontà che questa cronaca possa diventare davvero Storia, allora dico che il momento ed il luogo da cui si è originata questa ulteriore, tremenda, sconfitta, è stato il congresso provinciale trentino dell'aprile '97.

In quella sede sono state fatte le scelte politiche organizzative ed umane che sono alla base della sconfitta.

Se da un lato è stato giusto sottolineare la specificità trentina e della sua diversità politica rispetto al contesto nazionale, per reclamare una certa autonomia politica, riassunta nella sigla "Forza Italia del Trentino", è stato però sbagliato dall'altro abbandonare di fatto la linea del POLO, perchè così è stato fatto.

Lo slogan "con il POLO oltre il POLO" è rimasto solo uno slogan, che sento peraltro già sinistramente rieccheggiare in bocca alle stesse persone che non sono state capaci non solo di darne attuazione pratica, ma che addirittura sono riuscite a frantumare il Polo unica certezza consolidata fra gli elettori del centrodestra, contrariamente alle affermazioni di qualche nostro dirigente di primissimo piano.

Peraltro, ho trovato penoso, velleitario ed ad un certo punto diabolico il perseverare nel rincorrere quei partiti che rispondevano con lo scherno e l'insulto alle aperture fatte dai coordinatori di Forza Italia che, va detto e ripetuto, hanno fallito tutti gli obiettivi sia politici, che organizzativi ed infine elettorali che si erano proposti, nonostante la modestia di quest'ultimi, e questo, sia in Trentino sia in Alto Adige.

Tutti falliti, come avremo in seguito modo di dimostrare, tutti, tranne quello di eleggere a consigliere il coordinatore del Trentino, senza però qui omettere di affermare che si è invece ottenuto il frustrante risultato, per tutti noi, di vedersi ulteriormente, sistematicamente umiliati, quasi fossimo i paria della politica, dai media, dalle altre forze politiche e dai nostri stessi, forse? ancora alleati, ultimo della lista il CCD.

Sicuramente dobbiamo riflettere anche sul fatto che, a fare il paio con il modo in cui è stata gestita la politica di F.I. a livello regionale, dove dobbiamo contare per un verso o per l'altro continue defezioni (Lega, CDU-UDR, Liberali, CCD), mantenendo nel contempo distanze incomprensibili da AN, sul versante interno abbiamo assistito all'allontanamento o all'eclissi di molte , troppe persone, a tutti i livelli, dagli ex-parlamentari, ai candidati sindaco, ai consiglieri comunali, ai molti che si sono impegnati nella militanza, agli iscritti, che sono calati paurosamente, ai club, che sono scomparsi per la gran parte.

Tutta questa defezione, che è simile ad una fuga in massa, non è però la causa del crollo di consenso, come qualcuno tenta di far credere, quasi che ciò fosse colpa di coloro che si sono allontanati oppure che si sono dovuti cacciare!

La verità è che tutte queste persone sono state il sintomo di una cattiva gestione del partito, il primo sintomo di una delusione che trova alcune delle sue ragioni nelle critiche contenute in questo documento e che nessuno dei dirigenti sembra aver saputo o voluto vedere e che non mi pare, ora, dopo il disastro elettorale, si voglia vedere ed analizzare.

Perchè c'è stata e tuttora permane una volontà di ghettizzazione e d’ostile rifiuto della critica, e del dissenso, che sono il vero patrimonio di ogni partito.

Una critica ed un dissenso che sono stati sempre fatti con grande educazione e con rispetto degli interessi del partito anche dai più umiliati ed offesi, e questo ad ulteriore riprova del livello alto e nobile di coloro che aderirono sin dalla nascita di Forza Italia.

Per questo credo che dobbiamo chiedere a coloro che se ne sono andati e che ci hanno risparmiato i desolanti spettacoli che altri partiti hanno dato, di ritornare.

Ma il motivo di un ritorno degli elettori dovrà essere soprattutto ricercato nel recuperare lo spirito ed i temi del '94, soprattutto quello del cambiamento, cambiamento che purtroppo non ci fu, invero non solo per colpa nostra.

Ma allora quale immagine o speranza di cambiamento abbiamo dato con una lista infarcita di riciclati della politica, una lista piena di ex, in quanto già sconfitti nella famosa prima repubblica, e con la presunzione di competere con i vincenti della squadra di Dellai!

E quale garanzia è stata data ai candidati stessi, a tutti i candidati, capolista in testa, con una segreteria politica candidata al gran completo.

Ricordate ?

Al congresso ci fu qualcuno che, nello scempio fatto al riguardo dell'Assemblea non lasciandola esprimere con il voto sulle tante proposte presentate, quasi fosse costituita da minori se non addirittura da minorati, presentò una mozione che prevedeva la non candidabilità del coordinatore provinciale a queste elezioni regionali, ben sapendo che diversamente le cose sarebbero andate male.

L'assemblea avrebbe certamente votato quella mozione ed oggi non saremo qui a contare i morti.

Perchè?

Perchè era del tutto evidente che una segreteria candidata avrebbe, nella migliore delle ipotesi, pensato solo a far eleggere se stessa, e quindi come si è verificato, nessuno, dico nessuno si è preoccupato di cercare il voto per il partito andando alla battaglia contro gli altri partiti, poiché tutti, anche coloro che avrebbero dovuto dedicarsi esclusivamente a ciò, in altre parole i massimi dirigenti del partito, erano invece impegnati nella guerra interna per la preferenza.

In queste condizioni, la lista è stata essenzialmente formata in funzione del sostegno al coordinatore, e tardivamente è stato effettuato un rinforzo con alcuni accordi politici, senza i quali il risultato sarebbe stato un autentico harakiri.

Peraltro questi accordi sono stati osteggiati all'inverosimile a tal punto da inficiarne di molto la validità e la credibilità.

Il risultato del capolista, in particolare, che nel Trentino deve registrare la perdita di circa diecimila preferenze dalle europee alle regionali, è motivo di ulteriore sconforto e di riflessione.

Se a lui va attribuito il merito di aver voluto e ottenuto tali accordi, a lui, ma questa volta non solo a lui, va però rimproverata la scelta di presentarsi agli elettori senza un chiaro progetto politico, mantenendo un’ambiguità sui possibili accordi del dopo voto.

Questa ambiguità, o, se vogliamo, genericità di proposta semplicisticamente ricondotta nell'ambito "dell'alternativa alla sinistra", disattendendo con ciò anche quel poco che politicamente si era deciso nel Congresso Provinciale e sicuramente in contrasto con la linea politica nazionale dal momento che il POLO veniva negato anche a livello per lo meno di coordinamento e di riferimento, sicuramente è stata la causa politica prima della punizione inflittaci dagli elettori.

Andando avanti così non solo perderemo a favore dell'astensione o di altri partiti del centro-destra, ma molti dei nostri elettori andranno addirittura dall'altra parte!

E ci andranno davvero se la follia del centro-centro, o come si vuole chiamare il tentativo di fare un governo che escluda AN e la sinistra, andrà avanti, poiché ricordo che ciò sarebbe la negazione stessa di Forza Italia, nata e tuttora esistente, perdio!, nell'ambito di una volontà bipolare che vede proprio nell'esistenza di un centro autonomo l'origine di ogni male.

Allora sarebbe proprio vero, quello che ogni tanto si sente dire in giro, e cioè che è in atto il tentativo di far rinascere la Balena Bianca .

Ma che anche in Forza Italia ci siano forze tali da consentire che ciò avvenga, allora non ci stiamo proprio più!

Si può infatti affermare che laddove avanzano i democristiani all'interno del partito, Forza Italia arretra.

Gli stessi principi, funzionali alla elezione di una dirigenza che si è candidata in blocco, sono stati utilizzati nell'organizzazione del territorio.

Ciò ha comportato troppo spesso l’affidamento della periferia, ma anche dello stesso centro, a colonnelli senza esercito, che hanno prodotto la scopertura delle loro zone in termini di candidati, come , prima fra tutte la Val di Non e poi la Val di Cembra ed il Primiero.

E con i risultati alla mano, si è visto come questi vuoti siano pesati.

Essi sono figli anche dell'assenza di una commissione elettorale, che in presenza di una candidatura in blocco della segreteria, certamente qualcosa in più avrebbe prodotto, quantomeno in immagine, un immagine di trasparenza che risulta alquanto offuscata.

Infatti, almeno si sarebbe risparmiato ad alcuni candidati l'onere di dover respingere o cancellare dalla lista quei candidati o aspiranti tali che, per richiesta della base o di qualcun altro, avevano manifestato la loro disponibilità.

Accanto a questi vuoti, si deve invece registrare l'affollamento di candidati in talune aree, che possono più sembrare operazioni di disturbo fra candidati che espressione di grande forza a livello locale, tipo la città di Trento, la Valsugana, Fiemme e Fassa.

Abbiamo con questa lista affrontato poi la campagna non solo senza trasmettere quella volontà di cambiamento che prima dicevamo, non solo con l'ambiguità di proposta politica, ma anche senza una bandiera in mano in termini di programma.

Un programma forse ben confezionato in termini giornalistici, ma non comunicato, non caratterizzato da un elemento di grande visibilità e di facile presa, almeno presso il nostro elettorato tradizionale, quale quello dello sviluppo.

Del resto, se non a livello episodico e del tutto individuale, ci si è mai interessati a tessere organici rapporti con le categorie economiche che affermiamo di voler rappresentare, difendere e promuovere?

Stessa cosa si può dire a riguardo del mondo delle associazioni e del volontariato.

Ed infine registriamo la cronica incapacità di attuare quel progetto editoriale serio, che ci possa permettere di comunicare con la gente alla pari di quanto possono fare i nostri avversari; questo continuo, gravissimo handicap riveste anche la sfera economica di un partito che, a livello locale, non ha mai presentato un bilancio e che denota in questo senso quella carenza di leadership, ovvero di credibilità e trasparenza, che impediscono il reperimento delle risorse necessarie per dare vita al progetto editoriale, mille volte promesso ed annunciato ma mai attuato.

E parlando di comunicazione non si può omettere di costatare come i rappresentanti eletti di Forza Italia sparsi sul territorio trentino siano stati e permangano tuttora perennemente alla mercé di sé stessi, di come non esista una linea di coordinamento funzionale a far percepire una nostra presenza organizzata e capace di agire a più livelli ed in più luoghi sistematicamente e contemporaneamente.

E' purtroppo la cronaca di un fallimento annunciato che potrà evitare la sua definitiva certificazione solamente con una radicale svolta, che partendo da una sana autocritica si sviluppi nel tentativo di recuperare il dissenso e si attivi veramente nel coordinamento politico di quell'area che pretendiamo di rappresentare, dando spazio effettivo a quegli uomini che dimostrino buona volontà nell'agire e non solo nel parlare!

Cons. Mauro DELLADIO