Al Presidente del
Consiglio provinciale
Giacomo Bezzi
Palazzo Trentini
Trento, 22 marzo 2006
INTERROGAZIONE N.
BONIFICA MALEFICA: SPRECHI DA EVITARE
Premesso che:
- in località Cognolo – Arnaia, nel Comune di Tuenno, si vuole realizzare un riordino fondiario di notevoli dimensioni;
- non tutti i proprietari dei fondi interessati sono favorevoli all’operazione di riordino fondiario perché molti fondi sono sì frazionati ma la proprietà è unica. Tali fondi sono lavorati comodamente con le necessarie macchine agricole;
- molte proprietà sono coltivate con impianti a frutto rinnovati da pochi anni con i finanziamenti della Provincia e sono nel pieno della produzione. Inoltre alcune piantagioni sono protette con reti antigrandine anch’esse finanziate con soldi pubblici;
- parrebbe che il riordino fondiario obblighi la distruzione delle piantagioni e degli impianti rete antigrandine esistenti. Se così fosse vero il riordino fondiario annullerebbe la produzione per molti anni e graverebbe i proprietari terrieri di ulteriori costi per la bonifica mettendo in difficoltà le aziende agricole;
- c’è da rilevare che alcuni proprietari interessati dalla bonifica sono ancora impegnati nel pagamento di mutui o altri finanziamenti agevolati dalla Provincia accesi per ampliare la superficie coltivata;
- la zona sopra richiamata è servita da una rete stradale con manto bituminoso funzionale agli scopi agricoli;
- il comma 6 dell’art. 23. del R.D. 13-2-1933, n. 215 “Nuove norme per la bonifica integrale” stabilisce che: “Sono esclusi dalla riunione, oltre i terreni che già costituiscono convenienti unità fondiarie: (…) i terreni soggetti a inondazioni, a scoscendimenti o ad altri gravi rischi”;
Si interroga
il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
1. se sia a conoscenza che l’operazione di riordino fondiario di cui alla premessa non è condivisa da tutti i proprietari interessati;
2. quali norme disciplinano l’adesione dei proprietari dei fondi alla bonifica;
3. se non ritenga di rivedere la superficie dell’area interessata dalla bonifica escludendo dalla stessa i fondi situati sugli irti pendii a monte del riordino fondiario previsto;
4. quanti finanziamenti provinciali sono stati concessi negli ultimi dieci anni per la posa in opere di nuovi impianti e reti antigrandine su tutte le particelle interessate dalla bonifica;
5. se non ritenga auspicabile una diversa gestione delle risorse pubbliche dirottando i finanziamenti verso altre aree che prioritariamente necessitano di interventi di riordino fondiario escludendo quelle, come nel caso in esame, che presentano proprietà colturali estese e impianti a frutto con o senza reti di protezione antigrandine realizzati in tempi recenti ossia negli ultimi cinque anni;
6. quali provvedimenti sono previsti o si intendono attuare per far fronte alle perdite di reddito legate alla mancata produzione derivata dalla distruzione delle piantagioni e degli impianti rete antigrantine.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.
Cons. Mauro Delladio