Trento, 17 aprile 2003
Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Dott. Mario Cristofolini
SEDE
INTERROGAZIONE N.
PESCA IN TRENTINO: DEROGHE “ELETTORALI”
Gravi responsabilità politiche della
Giunta provinciale e dell’Assessore competente
Premesso che:
- il comma 1 dell’Art. 6 della L.P. n° 60/1978 recita: “La coltivazione delle acque deve basarsi, di norma, sull’incremento della produttività naturale dell’acqua da pesca nel riequilibrio biologico e mantenimento delle linee genetiche originarie delle specie ittiche (…)”;
- l’Art. 8 della L.P. n° 60/1978 recita: “Al fine di accertare la consistenza del patrimonio ittico e la potenzialità produttiva delle acque, nonché stabilire i criteri ai quali dovrà attenersi la conseguente razionale coltivazione delle stesse, il comitato provinciale della pesca predispone la “Carta ittica”, articolata per bacini idrografici, all’interno dei quali sono delimitate le zone omogenee. La Carta ittica è approvata con deliberazione della Giunta provinciale. La Carta ittica, fermo restando quanto stabilito dall’art. 6, ha carattere vincolante anche per quanto attiene la scelta delle specie da immettere nelle acque per il piano di miglioramento e per la localizzazione di attività programmate ai fini dell’incremento della pesca dall’assessorato competente e dai concessionari del diritto di pesca.”;
- con delibera n°2432 datata 21 settembre 2001 la Giunta provinciale ha approvato la nuova Carta Ittica e le relative norme transitorie di attuazione;
- la nuova Carta Ittica conferma e precisa i principi espressi nell’Art. 6 della L.P. n° 60/1978 escludendo di fatto la possibilità delle immissioni di “pronta pesca” negli ambienti naturali;
- nelle norme transitorie di attuazione della Carta ittica si rileva: “(…) Di norma l’immissione di pesce “pronta pesca” e/o non autoctono nelle acque va quindi evitata o limitata a quegli ambienti che, per particolari caratteristiche naturali od antropiche, “non offrono condizioni favorevoli ad una coltivazione basata sulla produttività naturale” (…) A fine del periodo transitorio verrà valutata la possibilità di istituire campi gara permanenti sulla scorta dell’esperienza acquisita e comunque nell’ambito delle zone attivate nel periodo transitorio. (…) Considerato che quanto prima sarà raggiunta da tutte le associazioni la nuova gestione proposta dalla Carta ittica tanto più rapidi saranno i vantaggi ambientali, naturalistici e sociali ad essa legati, si ritiene opportuno valutare la possibilità di fornire una sorta di incentivi alle associazioni che raggiungeranno prima possibile tale obiettivo. Gli interventi di sostegno finanziario saranno diretti a favorire quegli interventi che consentano una progressiva migliore aderenza ai criteri di gestione e un avvicinamento e/o raggiungimento degli obiettivi previsti dalla revisione della Carta Ittica. Andrà riconosciuto il ruolo guida di associazioni che hanno anticipato scelte tecnico-gestionali razionali e scientificamente fondate, favorendo ed incentivando le stesse nelle iniziative coerenti con gli indirizzi delineati nella revisione del documento (alcune delle quali con possibili positive ricadute a livello provinciale). Dall’altra parte si sosterranno anche quelle associazioni che, mossesi in maniera più tradizionale e convenzionale, mantenendo pratiche non sempre consone ad una gestione naturalistica delle acque (anche in parte per situazioni ambientali a volte meno favorevoli o per dimensioni e risorse più limitate di altre), attiveranno misure ed iniziative volte a ridurre, nel minor tempo possibile, la maggior distanza che esiste tre la gestione delle acque ad esse assentite e quella prevista dalla revisione del documento. (…)”;
- con delibera n°2091 di data 30 agosto 2002 la Giunta provinciale ha introdotto modifiche ed integrazioni alle norme transitorie di attuazione della Carta Ittica sostituendo in toto la parte relativa a “Gare di pesca”. La nuova parte introduce nuovi criteri guida che di fatto sono deroghe all’immissione di materiale “pronta pesca” in occasione di gare;
- con altra delibera n°643 datata 21 marzo 2003 la Giunta provinciale ha di nuovo modificato la nuova parte “Criteri per la definizione dei campi di gara in Provincia di Trento” introducendo una nuova deroga per gare nazionali o sovrannazionali;
- balza agli occhi il fatto che le deroghe introdotte con le delibere succitate sono in netto contrasto con quanto previsto dalle norme transitorie di attuazione iniziali che – si ribadisce – prevedono la definizione dei campi gara permanenti solo alla fine del periodo transitorio;
- le ripetute deroghe introdotte dalla Giunta provinciale in relazione alle gare di pesca nella realtà eludono i principi ispiratori della nuova Carta Ittica e della Legge provinciale sulla pesca favorendo, di fatto, l’immissione di trote “pronta pesca” nei corsi d’acqua e laghi naturali;
- l’immissione di materiale ittico “pronta pesca” e non autoctono, allevato in pescicolture intensive, è dannoso per la produttività naturale delle acque e squalifica nella sostanza e nell’immagine l’offerta ambientale e faunistica del Trentino;
- le deroghe “elettorali” concesse a macchia di leopardo, contraddicono l’applicazione della Carta Ittica e mettono in grande difficoltà le Associazioni che coerentemente applicano tale piano con notevole sforzo economico e di volontariato;
- non solo, l’Assessore competente e la Giunta provinciale non difendono i principi da loro stessi introdotti con la nuova Carta Ittica ma addirittura non sostengono finanziariamente e tecnicamente i soggetti che in prima linea, fra mille difficoltà, applicano quanto previsto dal documento di pianificazione ittica;
- gli ultimi provvedimenti finanziari, relativi ai contributi erogati alle Associazioni locali dei pescatori per le attività di pubblico interesse da loro svolte, tenuto conto dell’oneroso ruolo di gestori del patrimonio ittico pubblico ad esse affidato dalla L.P. n° 60/1978, contrastano con le promesse a suo tempo fatte e scritte nelle norme transitorie di attuazione sopra richiamate; ben s’intende complessivamente in maniera riduttiva;
si interroga
il Presidente della Giunta Provinciale
per sapere:
1. se la nuova Carta Ittica è da ritenersi solamente uno strumento propagandistico di buone intenzioni (di cui anche la strada dell’inferno è lastricata) oppure, come previsto dal comma 3 dell’Articolo 8 della L.P. n°60/1978, un’insieme di rigorosi criteri tecnico scientifici a carattere vincolante per la razionale gestione del patrimonio ittico pubblico della Provincia di Trento;
2. se le deroghe già emanate, richiamate in premessa, siano da ritenersi una rinuncia da parte della Giunta provinciale all’applicazione della Carta Ittica;
3. quali elementi abbia indotto la Giunta provinciale a eludere i criteri di corretta gestione della pesca mascherando l’immissione di nuovi quantitativi di “pronta pesca” con le manifestazioni agonistiche;
4. se i tratti fluviali e gli ambienti lacustri, oggetto delle deroghe per l’immissione di “pronta pesca” e per lo svolgimento di gare, abbiano realmente i requisiti previsti in norma ossia caratteristiche di artificializzazione delle sponde e/o dell’alveo e di scarso pregio ambientale e ittico;
5. se non si ritenga di rivedere i provvedimenti di assegnazione finanziaria alle Associazioni territoriali di pescatori al fine di mantenere le promesse fatte a suo tempo e favorire realmente le attività di corretta attuazione della nuova Carta Ittica;
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO