Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Dott. Mario Cristofolini
SEDE
Trento, 28 giugno 2000
INTERROGAZIONE N.
- LA VACCA “RESUSCITATA” E LE RISPOSTE EVASIVE
DELLA GIUNTA PROVINCIALE -
Premesso che:
in data 11 ottobre 1999 presentavo l’interrogazione n. 211 dal titolo – La vacca “resuscitata”!- nella quale evidenziavo che nell’assemblea dei Soci della Federazione Allevatori Trentini dell’Unione delle Valli di Fiemme e Fassa, tenutasi nel mese di febbraio dell’anno 1999, un socio denunciò ai presenti (circa settanta persone) che un propria vacca destinata al macello e “fatturata peso morto” è stata riconosciuta (in vita) dallo stesso in una stalla di un altro socio della Valle di Fiemme.
I dirigenti della Federazione Provinciale Allevatori presenti in tale sede non hanno giustificato l’operazione confermando la denuncia effettuata dall’allevatore.
Evidenziavo inoltre, come i rimborsi relativi alla vendita di vitelli dei soci della Federazione erano pagati con estrema discrezionalità: discrezionalità intesa nei tempi di pagamento non uguali per tutti e non come valore del capo venduto, su cui è stata innescata una feroce polemica sui giornali, contro il sottoscritto, da parte del veterinario locale;
a seguito dell’interrogazione in oggetto la Federazione Provinciale Allevatori ha distribuito, nel mese di novembre 1999, ai referenti di zona un modulo sul quale si potevano segnalare i reclami su prodotti e/o servizi relativi alla Federazione stessa;
nella risposta all’interrogazione protocollo n. 1158/2000/D306 di data 24 maggio 2000 l’Assessore all’Agricoltura e alla Montagna non risponde, o risponde in modo evasivo alle domande poste nel dispositivo dell’interrogazione. Infatti ai punti 2), 3) 4) non viene data risposta e al punto 5) si risponde in modo distorto;
l’interrogazione in oggetto, presa ad esempio, è una della tante interrogazioni alle quali il Presidente della Giunta provinciale o l’Assessore competente, risponde in modo elusivo e incompleto.
Ricordo che l’art. 151, comma terzo, del Regolamento interno del Consiglio della Provincia autonoma di Trento prevede che, qualora il consigliere intenda ricevere risposta scritta, la Giunta è tenuta a rispondere entro quindici giorni;
Si interroga
il Presidente della Giunta Provinciale
per sapere:
1. se intende rispondere in maniera precisa ai quesiti posti nel dispositivo dell’interrogazione n. 211 di data 11 ottobre 1999;
2. se corrisponde al vero che la vacca di cui all’interrogazione n. 211 di data 11 ottobre 1999 è stata fatturata “peso morto” e che pertanto sarebbero stati emessi documenti contabili e non che certificherebbero un’operazione non veritiera (macellazione dell’animale);
3. quali interpretazioni vengono date ai termini vacca “fatturata a peso morto” e vacca a “fine carriera”;
4. per quali motivi all’interrogazione n. 211, l’Assessore Pallaoro ha risposto solo in data 25 maggio 2000, quando il termine entro il quale doveva essere data risposta era fissato al 3 novembre 1999;
5. se non ritiene poco rispettoso nei confronti delle minoranze consiliari, il comportamento dell’Assessore competente, e di riflesso il suo, che risponde dopo sette mesi ad una interrogazione, ignorando quanto previsto dall’articolo 151 del Regolamento interno;
6. ad oggi, quali e quante interrogazioni sul totale, divise per Assessorato competente, presentate nella XII legislatura, non hanno ricevuto risposta entro i termini previsti dal Regolamento interno;
7. quali iniziative di “sensibilizzazione” verso i componenti della Giunta provinciale intende attuare affinché le risposte alle interrogazioni vengano date nei termini previsti dal Regolamento, garantendo così, alle minoranze consiliari, innanzitutto considerazione e rispetto affinché possano espletare con dignità il loro mandato.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.