Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Dott. Mario Cristofolini
SEDE

Trento, 3 settembre 2000

 

INTERROGAZIONE N.

 

LA VACCA “RESUSCITATA”, I SILENZI DELLA FEDERAZIONE E LA TOLLERANZA DELL’ASSESSORATO

STORIA INFINITA: TERZA PARTE

 

Premesso che:

 

-       in data 11 ottobre 1999 presentavo l’interrogazione n. 211 dal titolo – La vacca “resuscitata”!- nella quale evidenziavo che nell’assemblea dei Soci della Federazione Allevatori Trentini dell’Unione delle Valli di Fiemme e Fassa, tenutasi precisamente il 13 marzo 1999, un socio denunciò ai presenti (circa settanta persone) che un propria vacca destinata al macello e “fatturata peso morto” è stata riconosciuta (in vita) dallo stesso  in una stalla di un altro socio della Valle di Fiemme.

 

-    I dirigenti della Federazione Provinciale Allevatori presenti in tale sede non hanno giustificato l’operazione confermando la denuncia effettuata dall’allevatore.

 

-    Evidenziavo inoltre, come i rimborsi relativi alla vendita di vitelli dei soci della Federazione erano pagati con estrema discrezionalità: discrezionalità intesa nei tempi di pagamento non uguali per tutti e non come valore del capo venduto, su cui è stata innescata una feroce polemica sui giornali, contro il sottoscritto, da parte del veterinario locale; 

 

-       a seguito dell’interrogazione in oggetto la Federazione Provinciale Allevatori ha distribuito, nel mese di novembre 1999, per contenere il dilagante malumore tra i soci, ai referenti di zona un modulo sul quale si potevano segnalare i reclami su prodotti e/o servizi relativi alla Federazione stessa; 

 

-       nella risposta all’interrogazione protocollo n. 1158/2000/D306 di data 24 maggio 2000 l’Assessore all’Agricoltura e alla Montagna non risponde, o risponde in modo evasivo alle domande poste nel dispositivo dell’interrogazione;

 

 -       in data 28 giugno 2000 presentavo un’altra interrogazione (la seconda) con cui sollecitavo le mancate risposte alla prima interrogazione; altresì evidenziavo, tra l’altro, i gravi ritardi nel formulare le spiegazioni;

 

 -       la replica dell’Assessorato questa volta è tempestiva: solo 16 giorni! Però ancora una volta, forse per l’avvicinarsi dell’estate, c’è stata una certa superficialità nella risposta;

 

 -       nel punto 1 della risposta all’interrogazione n.472, si evidenzia che “non è stato possibile fornire una risposta più precisa all’interrogazione n.211 in ragione del fatto che gli elementi a disposizione per risalire al caso specifico sono generici ed è pertanto impossibile l’individuazione, sia a livello contabile sia sanitario, della bovina oggetto delle interrogazioni n. 211 e n. 472”. Si rileva inoltre dal punto 3 che “esistono degli allevatori che acquistano vacche a fine carriera destinandole all’ingrasso o finissaggio prima della macellazione, oppure per produzioni di latte per uso famigliare. In tutti i casi questa tipologia di bestiame, per prassi, viene sempre fatturato a peso morto.

 

 -       il nominativo delle aziende menzionate nelle interrogazioni, non è coperto da nessun segreto di stato e di certo non occorre essere Mata Hari per risalire alla loro ragione sociale;

 

 -       visto che i servizi (segreti?) dell’Assessorato non riescono (o non vogliono per il soggetto coinvolto?) risalire alle aziende interessate dal trasferimento della vacca “resuscitata” comunico il nome delle stesse che ho identificato con assoluta semplicità: Azienda agricola BOSIN Alberto Primo, Via Coreli, 1 Predazzo e Aziendo agricola TRETTEL Saverio, Via Caltrezza, 5 Tesero (impiegato provinciale presso l’ufficio periferico del Dipartimento Agricoltura);

 

 -       è sconcertante che un Assessorato provinciale potente come quello dell’Agricoltura non sia in grado di fare un’indagine contabile e sanitaria presso la Federazione provinciale allevatori (foraggiata abbondantemente con contributi provinciali) o presso gli Uffici interessati  per chiarire gli interrogativi posti da un Consigliere provinciale ed è altrettanto sconcertante che gli interrogativi vengano ritornati al mittente;

 

 -       confidando di poter mettere la parola FINE a questa telenovela e di non dover ritornare sull’argomento con altre interrogazioni;

 

si interroga nuovamente

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

1.    se corrisponde al vero che la vacca di cui all’interrogazione n. 211 di data 11 ottobre 1999 è stata fatturata “peso morto” e che pertanto sarebbero stati emessi documenti contabili e non che certificherebbero un’operazione non veritiera (macellazione dell’animale);

 

2.    nel 1998 e 1999 quanti capi sono stati fatturati a peso morto dalla Federazione provinciale allevatori e successivamente destinati ad altro impiego (ingrasso, finissaggio o produzione di latte per uso famigliare);

 

3.    quali provvedimenti si intendono attuare per porre fine alla richiamata “prassi” di cui alla risposta all’interrogazione al fine di veder scritto nelle fatture la reale destinazione d’uso delle vacche prima della macellazione.

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.