Trento, 17 agosto 2001
Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Dott. Mario Cristofolini
SEDE
INTERROGAZIONE N.
RISANAMENTO DEI CONTI DEL DEMANIO CON ASSURDI BALZELLI! RITORNANO I VASSALLI, I VALVASSORI ED I VALVASSINI!
Premesso che:
- con provvedimento datato 3 luglio 2000, a firma dell’Amministratore delle Foreste demaniali di Cavalese e Primiero dottor Francesco Dellagiacoma, si è introdotto un pagamento per la posa delle arnie sul terreno demaniale. Con tale regolamentazione è stato chiesto e si chiede a tutti gli apicoltori interessati il pagamento di Lire 5.000 + IVA a titolo di contributo per spese amministrative e di gestione per le arnie altre la decima;
- ancor prima dell’emanazione del provvedimento di cui al comma precedente l’Associazione Apicoltori di Fiemme e Fassa, con proprio scritto, aveva chiesto di rivedere la decisione di introdurre l’odiosa “gabella”;
- l’Amministratore delle Foreste demaniali di Cavalese e Primiero, in risposta al Presidente dell’Associazione Apicoltori di Fiemme e Fassa motivò la decisione introdotta con le seguenti parole: “La regolamentazione si basa sulla proprietà del terreno e sul principio che per i servizi offerti venga richiesto un (piccolo) contributo alle (alte) spese di gestione: anche se è vero che il contributo è piuttosto limitato (il che è vero per entrambe le parti), mi è sembrato giusto affermare il principio. Con questo non credo di mettere in crisi l’apicoltura, ma solo di affermare il diritto della proprietà di richiedere un piccolo contributo per l’uso del proprio terreno.”;
- è risaputo che gli alveari portati in varie località delle foreste, non solo demaniali, producono un significativo vantaggio all’intero ecosistema floreale e vegetale delle nostre valli;
- i benefici, in termini ambientali, che il territorio provinciale ricava dal trasferimento sullo stesso delle arnie, sono da considerarsi preponderanti rispetto ai ricavi per gli apicoltori che molte volte sono fluttuanti a seguito delle annate negative. E’ doveroso ricordare che solo pochi apicoltori, sul totale che esercita l’attività, sono imprenditori volti a trarne reddito: la maggior parte di loro sono hobbysti;
- anche la Magnifica Comunità di Fiemme, in passato, ha abolito affitti introdotti precedentemente, per il deposito su terreno comunitario delle arnie, riconoscendo l’importanza vitale, per l’ecosistema delle nostre foreste, dell’attività apistica sia che la stessa sia esercitata da cittadini imprenditori che in forma di passatempo;
- altresì risulta allo scrivente che per l’utilizzo di baite di competenza demaniale, ad esempio malga Casoni in val Venegia, da parte di privati o operatori economici turistici si deve pagare all’Amministrazione degli importi consistenti;
- anche per il prelievo dei residui dello scortecciamento dei tronchi viene richiesto da parte del Demanio un corrispettivo;
si interroga
il Presidente della Giunta Provinciale
per sapere:
1. se è a conoscenza della situazione esposta in premessa ossia che sono state introdotte delle assurde gabelle per un’attività, quella apistica, che produce benefici all’ecosistema delle nostre foreste provinciali;
2. quali sarebbero le “alte spese di gestione” ed “i servizi offerti” di cui si fa riferimento nella lettera di risposta al Presidente dell’Associazione Apicoltori di Fiemme e Fassa;
3. se le inique imposizioni trovano applicazione solamente nell’area demaniale di Cavalese e del Primiero;
4. se l’attività apistica sul territorio demaniale può essere considerata uso civico;
5. se non si intende annullare il provvedimento che introduce i pagamenti suindicati, in particolar modo quelli attinenti il settore apistico;
6. quali sono i riferimenti normativi che giustificano l’introduzione delle inique obbligazioni pecuniarie;
7. se esistono premi di produttività o di altro tipo in capo al responsabile dell’Ufficio Foreste demaniali di Cavalese e Primiero, posto che la gestione del territorio sembra puntare, tra l’altro, all’introduzione di assurde gabelle al fine di recuperare finanziamenti in bilancio. In caso di risposta affermativa la consistenza ed i motivi dell’assegnazione per gli ultimi cinque anni.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.