Al Presidente del

Consiglio provinciale

dott. Mario Cristofolini

Palazzo Trentini

 

Trento, 22 gennaio 2003

 

INTERROGAZIONE N.

 

LESIONI AL CENTRO TRAUMATOLOGICO ORTOPEDICO DI VILLA IGEA A TRENTO

 

Premesso che:

 

-        nei giorni scorsi i quotidiani locali riportavano una notizia inquietante. Nell’articolo del giornale “L’Adige” si legge: “La caduta su un tratto ghiacciato, la frattura scomposta di tibia e perone della gamba sinistra, due operazioni chirurgiche, una lunga serie di visite e consulti, senza contare le difficoltà di movimento e il dolore incessante che costringono la donna su una sedia a rotelle. (…) La donna (…) accusa una rotazione esterna del piede che di fatto costituisce un grave deficit funzionale con conseguente invalidità permanente (…)”. Anche il giornale “Trentino” riporta: “la donna sostiene di essere diventata zoppa in seguito alle cure dei medici: un deficit funzionale che comporta una grave invalidità permanente.”;

 

-        il calvario comincia il 25.01.2002 quando la donna camminando scivolava e cadeva su un tratto ghiacciato lesionandosi la gamba sinistra. A mezzo di un’autolettiga giungeva al Centro Traumatologico di Villa Igea a Trento e in quella sede le venne diagnosticata una grave frattura esposta di tibia e perone di sinistra con conseguente ricovero. Il giorno 30.01.2002 la paziente venne operata e le veniva applicato all’arto fratturato un fissatore esterno assiale. Dopo quattro giorni di degenza veniva dimessa. Nei giorni tra la data dell’operazione e quella della dimissione la  paziente venne sottoposta a cure e controlli. Il giorno 02.02.2002, solo due giorni dopo l’operazione veniva evidenziata una modica scomposizione dei monconi di fattura tibiali sul piano sagittale. Il giorno 15.02.2002 la signora ritornava a Villa Igea per una visita ambulatoriale di controllo. Il giorno 13.03.2002 la signora si sottoponeva ad un ulteriore controllo e in quella sede veniva sottoposta ad esame radiografico ed in data 09.04.2002, a seguito del dolore che era costretta a sopportare, chiamava Villa Igea chiedendo di essere immediatamente visitata. La visita e gli accertamenti radiografici furono effettuati con urgenza nella stessa giornata del 09.04.2002, a seguito di valutazione medica si rendeva necessario il ricovero immediato della paziente per togliere al più presto il presidio medico che le era stato applicato con l’operazione del 30.01.2002. La signora liberata dal fissatore assiale, fu dimessa; dieci giorni dopo fu nuovamente costretta a ripresentarsi nella sede ospedaliera per chiedere nuovamente di essere visitata in quanto il dolore persisteva intenso e pareva in continuo aumento. La paziente veniva nuovamente e per la terza vola ricoverata. Il giorno 22.04.2002 subiva una seconda operazione, inizialmente programmata per il posizionamento di un chiodo endomidollare; fu invece effettuata una osteosintesi con placca e viti. Nel corso delle cure la signora notava che il piede sinistro era irrimediabilmente spostato verso l’esterno di circa 25-30 gradi!

 

-        sempre nell’articolo de “L’Adige” sopra citato il marito della signora spiegava: “Per raddrizzare il piede mia moglie dovrebbe farsi operare di nuovo, Bisogna togliere la placca, e dopo quattro, cinque mesi operare di nuovo, rompendo la gamba sotto il ginocchio con tutto quel che ne consegue.”;

 

-        la signora ora chiede tramite denuncia-querela, depositata presso i Carabinieri, che in corso d’indagine vengano accertati eventuali reati e individuati i responsabili, riservandosi di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento per il risarcimento dei danni;

 

-        il Centro taumaturgico di Villa Igea è purtroppo spesso alle cronache per vicende di malasanità e di trasferimento di personale medico in altre strutture ospedaliere, ma il caso sopra esposto penso si commenta da solo;

 

si interroga il Presidente della

Giunta provinciale

per sapere:

 

1.      se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;

 

2.      se nel caso in questione l’iter clinico - presidi applicati, esami radiografici e quant’altro - é stato seguito correttamente e diligentemente o se già dall’esame del 02.02.2002, quello che evidenziava una modica scomposizione dei monconi di frattura tibiali sul piano sagittale, si potevano prevedere delle complicanze;

 

3.      come è potuto accadere un fatto di tale gravità in una Provincia come la nostra che della Sanità vuole fare il suo fiore all’occhiello;

 

4.      quali provvedimenti urgenti sono stati intrapresi per individuare le responsabilità dell’accaduto e quali sono i necessari ed inevitabili provvedimenti conseguenti;

 

5.      come intende ripristinare il grado di fiducia tra l’utenza e le strutture ospedaliere provinciali, specialmente con l’utenza che gravita al Centro Traumatologico di Villa Igea, probabilmente compromesso dall’ennesimo caso di malsanità.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

                                                                                                            Cons. Mauro Delladio