Al Presidente del
Consiglio provinciale
dott. Mario Cristofolini
Palazzo Trentini
Trento, 24 marzo 2003
INTERROGAZIONE N.
CARENZA DI PERSONALE MEDICO NEGLI OSPEDALI DI PERIFERIA E SULLE AMBULANZE DEL 118
Premesso che:
- il quotidiano “L’Adige” del 18 marzo u.s., a seguito di un’interrogazione presentata in Consiglio comunale a Cavalese, evidenziava la carenza di personale medico nel locale ospedale;
- alcuni reparti del nosocomio della Valle di Fiemme, si legge nell’articolo, presentano carenze di personale medico: è stata chiesta, infatti, la copertura del posto di Dirigente medico presso il laboratorio di analisi ed inadeguata risulta ancora la dotazione di personale per il reparto di ostetricia e ginecologia. Un altro problema importante, per la vocazione turistica della valle che durante la stagione turistica vede migliaia di ospiti, riguarda il reparto di ortopedia. Inoltre rimane sempre presente l’esigenza di un ulteriore medico per il reparto di anestesia e rianimazione: specializzazione, quest’ultima, oggetto di numerose interrogazioni presentate a suo tempo dal sottofirmato;
- rimangono sempre attuali, ma pare destinati ad una soluzione in tempi brevi, le carenze di personale in altre strutture dell’Ospedale di Cavalese: il pronto soccorso e il servizio di gastroenterologia digestiva;
- purtroppo, la carenza di personale medico ed i problemi della sanità trentina, non sono solo localizzati nell’Ospedale di Cavalese. L’Ospedale di Rovereto, seconda città del Trentino, non ha, così come tutti gli Ospedali di periferia del Trentino, medici del 118 sulle ambulanze. Se di giorno l’elicottero può sopperire ai disagi della “periferia” di notte la situazione cambia facendo sentire, di fatto, chi vive al di fuori di Trento, un cittadino di serie minore o quantomeno un soggetto al quale non è garantita la stessa tempestività nell’intervento;
- il paziente critico “della periferia” si legge sul giornale “L’Adige” del 20 marzo u.s. “(…) viene sempre inviato nella struttura più idonea quando interviene l’elisoccorso (…). Di notte supplisce l’ambulanza con operatori addestrati al sostegno di base delle funzioni vitali che assicurano il trasporto rapido all’ospedale di distretto, da dove poi parte il trasporto protetto con il medico a bordo per l’ospedale di destinazione. E’ chiaro che, inviando il medico sul posto, è possibile saltare una tappa e avviare direttamente il paziente nella struttura più idonea.”;
- dovrebbero essere garantiti servizi identici e ottimali per tutta la Provincia, mentre l’orientamento attuale dell’Assessorato alla Sanità sembra essere finalizzato alla centralità dell’Ospedale di Trento e ad una costante minore attenzione sulle realtà periferiche come Cavalese, Rovereto, Riva, Cles, Tione confermando, di fatto, lo smantellamento di tutta una rete di garanzia per la salute dei cittadini della nostra provincia;
- il prolungarsi di questa situazione, caratterizzata sia dalla carenza di personale medico che dalla mancanza di apparecchiature quali, ad esempio, la TAC va ad aumentare le situazioni di disagio per l’utenza;
si interroga
il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
qual è la dotazione di personale medico, reparto per reparto, nell’Ospedale di Cavalese e quali soluzioni sono state adottate dall’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari per garantire la piena funzionalità attuale e futura dell’Ospedale di Fiemme;
quali situazioni hanno causato il “dissesto medico ospedaliero” della sanità trentina negli Ospedali di periferia, Rovereto, Cavalese, Cles, Tione e Riva al centro negli ultimi mesi di crescenti preoccupazioni sia per la chiusura di reparti sia per la carenza cronica di personale medico;
come intende risolvere il problema della mancanza di personale medico del 118 a bordo delle ambulanze - presenti solo nel capoluogo - che crea, di fatto, una reale discriminazione tra chi risiede a Trento città e chi risiede nelle altre zone, periferiche e non, del Trentino;
A norma di regolamento chiedo risposta scritta
Cons. Mauro DELLADIO