Al Presidente del

Consiglio Provinciale

dott. Mario Cristofolini

SEDE

 

Trento, 1 luglio 2003

 

INTERROGAZIONE N.

 

ALLERGIA AL LATTICE: MANIFESTAZIONE CLINICA IN AUMENTO

 

Premesso che:

 

-        nell’ottobre 2001, con l’interrogazione n. 1033, avevo posto all’attenzione della Giunta provinciale la problematica legata all’allergia al lattice, in particolar modo per le gestanti e le partorienti. Evidenziavo che tale problema dovrebbe essere tenuto in rilevante considerazione dato che si tratta di una manifestazione clinica in crescente aumento;

 

-        nella risposta all’interrogazione di cui sopra l’Assessore riferiva che: “Le attività già realizzate dalla Azienda sanitaria sull’argomento riguardano:

- l’approfondimento delle conoscenze mediante la ricerca e la valutazione di lavori pubblicati sull’argomento dalla letteratura accreditata;

- il confronto con altre strutture ospedaliere extra provinciali dove sono state realizzati percorsi latex safe;

- la predisposizione di un primo lavoro da sottoporre alla analisi ed approvazione di uno specifico gruppo di lavoro - nel quale sono rappresentate diverse professionalità - nel quale sono individuate tutte le fasi necessarie ad attivare nelle strutture dell’Azienda percorsi di sicurezza per i pazienti, in particolare nelle aree critiche (Blocco operatorio, Anestesia e rianimazione, ecc.).”;

 

-        dalla stampa nazionale si rileva che pochi sono i presidi ospedalieri che hanno predisposto negli ultimi anni sale operatorie “latex free” laddove apparecchiature, strutture ed attrezzi sono assolutamente privi di lattice. Ancona, Milano, Desenzano, Treviso e Padova (ove sono dirottati i pazienti trentini) sono i centri che hanno realizzato percorsi esenti da lattice ottemperando alle linee guida regionali. In questi centri ospedalieri tutta l’assistenza, prima e dopo l’operazione o parto, viene garantita con strumenti e attrezzi anallergici;

 

-        parrebbe che l’aumento di uso di guanti e presidi contenenti lattice sia il principale fattore nell’incremento della sensibilizzazione sia tra il personale medico che tra i pazienti;

 

-        la gomma naturale oggi impiegata è prodotta dal lattice che si ottiene dalla linfa lattea dell’albero della gomma, HEVEA BRASILIENSIS, una pianta tropicale del genere delle Euphorbiacee. Quest’albero viene coltivato in America Centrale e Meridionale, in Africa e nel Sud dell’Asia. Dall’incisione del tronco si ricava il lattice naturale, cauccifero, che si presenta come fluido vischioso, lattiginoso che contiene circa il 33% di gomma, il 2% di resina, il 65% di acqua e l’1,8% di proteine. Durante il processo di lavorazione vengono aggiunti vari additivi (vulcanizzanti, acceleranti, stabilizzanti, antiossidanti), in base alle caratteristiche che si vogliono ottenere nel prodotto finito. L’impiego della gomma naturale è andato costantemente aumentando dal 1930, anno di scoperta della vulcanizzazione da parte dell’americano Goodyear, ad oggi;

-        il lattice è presente in più di 40.000 prodotti di uso quotidiano, medico e casalingo. Ad esempio: oggetti per uso medico e odontoiatrico: guanti, cerotti, contagocce per colliri, cateteri vescicali, cateteri per clisteri di bario, maschere anestesiologiche, tubi endotracheali, palloni, ago-cannule, bracciale dello sfigmomanometro, barriere interdentali, elastici per apparecchi dentali, ecc.; mezzi anticoncezionali: condom, diaframmi; oggetti per l’infanzia: tettarelle, palloncini, giocattoli; equipaggiamenti sportivi: pinne, maschere subacquee, accessori per la vela, palle e palloni; indumenti: bande elastiche, scarpe di gomme, impermeabili; arredi e manufatti di uso domestico: guanti, tende per docce, borse dell’acqua calda, rinforzi per tappeti, isolanti per porte e finestre, adesivi, materassini ad aria; varie: francobolli, gomme per cancellare, pneumatici;

 

-        dati emersi da vari studi hanno individuato dei gruppi ad alto rischio di reazione alla gomma di lattice  ovvero:

1.     personale sanitario (in particolare di sala operatoria);

2.     addetti all’industria della gomma;

3.     bambini nati con spina bifida o con malformazioni uro-genitali che abbiano subito numerosi interventi chirurgici;

4.     pazienti con precedenti di allergie, in particolare asma bronchiale, che abbiano subito ripetuti interventi chirurgici;

5.     pazienti con documentata allergia alimentare in particolare kiwi e banane;

 

-        i sintomi clinici della sensibilizzazione al lattice sono legati al contatto diretto cutaneo con prodotti in gomma naturale, ma possono essere scatenati anche dall’inalazione di particelle di lattice veicolate nell’aria e nell’ambiente adese ad altre sostanze, in particolare la polvere lubrificante dei guanti;

 

-        la più frequente manifestazione clinica è l’orticaria da contatto, seguita dalla rino-congiuntivite, anche se le manifestazioni possono interessare più organi arrivando in certi casi anche a manifestazioni sistemiche cardiovascolari quali ipotensione progressiva, tachicardia, collasso e schock anafilattico;

 

-        la varietà dei sintomi e degli organi interessati ha portato a considerare la sensibilizzazione al lattice come una vera e propria malattia, tanto che oggi è divenuto di uso comune il termine di “malattia da lattice” per identificare il complesso quadro clinico conseguenza della sensibilizzazione;

 

-        la prevenzione primaria mira all’eliminazione di tutti i prodotti in lattice. Attualmente è di difficele attuazione perché il lattice, per le note caratteristiche di elasticità, è utilizzato ampiamente, sia in ambito sanitario sia nella vita di tutti i giorni (si pensi a tutti i giocattoli gommosi per bambini, ai prodotti di cancelleria, ecc.). La prevenzione secondaria mira ad eliminare il fattore scatenante dell’evento allergico nei confronti del lattice. Un provvedimento sicuramente attuabile in tempi brevi e a costi contenuti è la razionalizzazione dell’uso dei diversi tipi di guanti in relazione alle mansioni o procedure che si devono eseguire evitando l’indebito uso dei guanti in lattice per attività che non richiedono una fine manualità;

 

-        recentemente è stato immesso sul mercato dalla ALK-Abellò un estratto allergenico glicerinato per immunoterapia specifica sublinguale che apre ai soggetti allergici al lattice una speranza per condurre una vita più serena e tranquilla. Informazioni più dettagliate si possono trovare sul sito internet http://www.allergia.it o http://www.allergia2000.it .

 

Si interroga

il Presidente della Giunta provinciale

per sapere:

 

  1. se è a conoscenza di quanto esposto succintamente in premessa;

 

  1. se non intende promuovere una campagna di informazione sui rischi derivanti dall’allergia al lattice e se nelle strutture ospedaliere del Trentino, è stato, viene o sarà usato, l’estratto allergenico glicerinato per immunoterapia specifica sublinguale sopra citato che sembra offrire un valido  aiuto ai soggetti allergici al lattice;

 

  1. a distanza di circa 18 mesi dalla data della risposta dell’Assessore all’interrogazione n°1033 a firma del sottoscritto, quali risultati sono stati conseguiti dallo “specifico gruppo di lavoro” istituito dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari in tema di “latex free” o “latex safe”.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

Cons. Mauro Delladio