Trento, 1 giugno 2007

  

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

dott. Dario PALLAORO

SEDE

  

INTERROGAZIONE N.

 

 GUARDIA MEDICA IN TRENTINO: DISAGI E STRUTTURE

NON ADEGUATE PER GLI OPERATORI MEDICI

 

Premesso che:

 

-               nel sito internet dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari si legge che la guardia medica:

“- garantisce l'assistenza sanitaria sia in ambulatorio che direttamente al domicilio (in caso di impossibilità a raggiungere l'ambulatorio del medico) negli orari non coperti dal servizio del medico di base;

- prescrive medicine, ma solo quelle necessarie per una terapia d'urgenza e per un fabbisogno di due o tre giorni. Se necessario può rilasciare proposte di ricovero ospedaliero e certificati di malattia per i lavoratori, ma limitatamente ai turni di guardia e per un massimo di tre giorni.” Inoltre, “il servizio di guardia medica e' attivo dal:

- lunedì al venerdì dalle ore 20.00 alle ore 8.00 del mattino successivo;
- dalle ore 8.00 del sabato, continuativamente fino alle ore 8.00 del lunedì;

- prefestivi e festivi: dalle ore 10.00 del prefestivo alle ore 8.00 del giorno feriale successivo.

Per quanto riguarda le “Tariffe:

-il servizio e' gratuito per gli assistiti del Servizio Sanitario Provinciale ed agli stranieri con convenzione o con idoneo documento comprovante il diritto all'assistenza sanitaria (tessera sanitaria europea). Per tutte le altre categorie è previsto il pagamento della visita occasionale.”;

 

-               il quotidiano locale il “Corriere del Trentino” ha recentemente pubblicato un’interessante articolo dal titolo “Abbiamo i mezzi di trent’anni fa. Una notte con la guardia medica. Chiamate a raffica. Coesistenza difficile con il 118” nel quale, dopo una notte trascorsa con i medici del servizio di continuità assistenziale di Trento, si evidenziano sia le difficoltà logistiche (inadeguatezza della sede di Via Malta a Trento) che operative che i medici devono affrontare;

 

-               analoga situazione di disagio, riferisce sempre il “Corriere del Trentino“, la si riscontra presso il servizio di Guardia medica all’ospedale di Cavalese. Nell’articolo giornalistico si legge: “L’ambulatorio di guardia medica, dentro l’ospedale è privo di un lavabo, dove svolgere semplici operazioni, come lavarsi le mani dopo una visita, necessarie a tutelare l’igiene propria e del paziente. La stanza dove dorme (il medico di guardia) poi, è sempre dentro l’ospedale, ma nella soffitta, dove i restauri non sono ancora iniziati e l’odore di muffa è pregnante. Qui un lavabo c’è, ma è inutilizzabile. Il bagno poi, ha una vasca vecchia ed ingiallita e il wc sembra quello di un autogrill. La guardia medica di Cavalese copre un territorio vastissimo: da Montalbiano a Capriana, ed anche Passo Rolle se necessario. E così, quando il 118 chiama la guardia medica, spesso e volentieri si ritrova nell’ambulanza anche se non è assicurata per starci dentro.”. L’articolo prosegue evidenziando che a Predazzo la sede della Guardia Medica è dignitosa. Vengono evidenziate alcune criticità sul modo di operare dei medici di guardia, condividendo quanto già espresso dal servizio di guardia medica di Trento, ovvero: “Ci muoviamo da soli nella notte. Non sappiamo chi troviamo quando andiamo a fare delle visite, magari in zone sperdute in mezzo ai boschi. Negli appartamenti in cui entriamo a volte ci sono anche cani pitbull. Il 118 interviene in gruppo”;

 

-               sempre sullo stesso quotidiano si legge: “Attualmente sono 33 le sedi di guardia medica sparse in provincia, alcune delle quali in condizioni pessime. Finestre rotte a Baselga di Pinè e bagno quasi inutilizzabile a Denno, sono due esempi eclatanti di un mondo che va riqualificato. Ma riqualificare non significa chiudere, i timori delle 172 guardie mediche vanno proprio in questa direzione. (...) Altro tema è il precariato: di 172 guardie mediche sono solo 104 i titolari, i restanti 68 lavorano come sostituti o precari.”;

 

-               ricordo, come ho già evidenziato in una recente interrogazione, che la spesa sanitaria pro capite in Trentino è pari a 1.847 € ed è superiore a quella media in Italia pari a 1.736 €. Il bilancio 2006 dell’Azienda sanitaria assorbe circa un quarto del bilancio provinciale con una spesa pari a circa 923 milioni di euro;

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

per sapere:

 

1.            se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;

 

2.            relativamente all’ospedale di Cavalese, alla luce degli articoli giornalistici, a chi compete l’organizzazione ed il controllo dell’igiene nei locali a servizio dei medici e dei pazienti (casualmente evitati nell’ultima ispezione dei NAS) per il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) e se sono rilevabili eventuali responsabilità o negligenze;

 

3.            visto che è in atto la ristrutturazione dell’Ospedale di Cavalese, se all’interno del nuovo nosocomio saranno disponibili degli spazi adeguati per il servizio di continuità assistenziale e quali sono i tempi stimati per il completamento dei lavori all’Ospedale di Fiemme;

 

4.            se corrisponde al vero che un medico di continuità assistenziale presso l’ospedale di Cavalese, nell’ultima settimana di maggio, è stato chiamato per un’emergenza dal 118 e obbligato a salire su un’autoambulanza quando il suo servizio dovrebbe coprire solamente le urgenze e non le emergenze (codice rosso);

 

5.            se corrisponde al vero che il medico di continuità assistenziale, quando viene chiamato dal 118 a bordo dell’autoambulanza, non è coperto da assicurazione;

 

6.            quali sono gli intendimenti individuati dalla Giunta in materia di riorganizzazione del servizio di medicina di continuità assistenziale e quali provvedimenti urgenti si adotteranno per assicurare all’interno degli ambulatori di guardia medica uno standard adeguato all’importanza e alla valenza del servizio svolto.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

  

Cons. Mauro DELLADIO