Trento, 9 dicembre 1999
INTERROGAZIONE n.
- LA "QUESTIONE" ANESTESISTI 3:
TUTTI BOCCIATI AL CONCORSO! -
Premesso che:
In due precedenti interrogazioni avevamo denunciato il comportamento "malsano" dellAzienda Sanitaria Provinciale, che lascia allontanare dal Trentino specialisti qualificati senza tentare nulla per trattenerli, a fronte della grave penuria degli stessi. In compenso si rimedia, come dicevamo, adescando gli anestesisti di Trento o di Rovereto (vedi Alto Adige del 30.09.1999) per un milione lordo al giorno, o con altre forme di progetto, sottoponendoli così, ad un super lavoro, non certo benefico, per lo svolgimento di unattività così delicata ed impegnativa. Questa prassi si è attivata già a Cavalese dopo il trasferimento a Schio del dott. Fiorenzo Nicolini di Rovereto il 15 c.m. In casi del genere, in altre regioni, si ricorre, per evitare interessi lucrativi, allo strumento della precettazione, che serve, appunto, a sanare le situazioni straordinarie ed eccezionali che compromettono un pubblico servizio, in attesa di un rimedio razionale e tempestivo.
Sembra, però, che nel Trentino le situazioni straordinarie nella sanità vengano create ad arte e vadano a beneficio sempre degli stessi operatori sanitari prevaricando senza ritegno ogni pudore professionale. Non a caso nellinterrogazione n. 210 del 14 ottobre 1999, abbiamo parlato di "racket trentino dellanestesia". Questa parola forte sembra diventare oggi più convincente: abbiamo saputo, infatti, che il concorso provinciale per otto anestesisti si è concluso con la bocciatura degli unici 4 presenti. Non solo, ma due dei quattro concorrenti bocciati operano già nelle strutture di Trento e Rovereto mentre la commissione esaminatrice è presieduta sempre da persone non estranee a questa soluzione di "decimazione". Commissione che l'Azienda si è ben guardata dal rinnovare nel tempo.
Si interroga il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.