Al Presidente del
Consiglio provinciale
Giacomo Bezzi
Palazzo Trentini
Trento, 6 settembre 2005
INTERROGAZIONE N.
LATTICE E NUOVO OSPEDALE
Premesso che:
- già nella passata legislatura con due interrogazioni, la n. 1033 d.d. 29 ottobre 2001 e la n. 2067 .d.d 1 luglio 2003 rispettivamente dal titolo “Incubo lattice: in Provincia di Trento le donne allergiche al lattice non possono partorire” e “Allergia al lattice: manifestazione clinica in aumento” evidenziavo le problematiche connesse all’allergia al lattice, manifestazione clinica in crescente aumento;
- tuttora sono pochi i presidi ospedalieri che hanno predisposto, come già rilevavo, sale operatorie “latex-free” laddove apparecchiature, strutture ed attrezzi sono assolutamente provi di lattice;
- nella risposta all’interrogazione n. 2067 in data 19 settembre 2003 l’Assessore alle Politiche sociali e alla Salute scriveva: “1. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari ha affrontato il problema dell’allergia al lattice secondo un percorso che prevede la realizzazione nel tempo di iniziative atte, da un lato, a proteggere i lavoratori (in quanto gli operatori sanitari sono particolarmente esposti alla sensibilizzazione al lattice in ragione della diffusione dei prodotti che lo contengono), dall’altro a prevedere accessi sicuri ai pazienti allergici al lattice.
(…) 3. Le attività realizzate dall’Azienda sanitaria in tema di prevenzione della sensibilizzazione al lattice e di sicurezza nella assistenza a pazienti allergici sono: a) l’approvazione di linee guida da valere per tutte le strutture sanitarie dell’Azienda sanitaria per la sorveglianza del personale e per l’adozione di misure atte a limitare quanto più possibile la sensibilizzazione al lattice negli operatori sanitari. b) l’approvazione di linee guida sul corretto utilizzo dei guanti in lattice che, come è noto, per la loro larga diffusione nelle strutture sanitarie possono costituire una delle modalità più comuni di insorgenza di sensibilizzazioni. Ovviamente, le indicazioni tecniche relative alla scelta delle tipologie di guanti da utilizzare sono state recepite dal competente Servizio per gli approvvigionamenti per l’acquisto delle dotazioni da rendere disponibili alle strutture dell’Azienda sanitaria. c) Sono stati realizzati accessi presso due strutture ospedaliere complesse, nelle quali sono già stati sperimentati percorsi “latex safe” da parte di componenti dei due gruppi tecnici incaricati di approfondire l’argomento. d) Con l’obiettivo di sostituire progressivamente, ogni qualvolta sia possibile, i materiali sanitari contenenti lattice con altri privi di lattice, è stato reso obbligatorio per la ditta che commercializza il prodotto l’invio, contestualmente all’offerta economica e alle certificazioni tecniche del prodotto, della dichiarazione di presenza o meno del lattice sia nel materiale che nel confezionamento. La decisione di ridurre i prodotti contenenti lattice comporta un notevole lavoro per le strutture sanitarie: sono infatti moltissimi i materiali che vengono utilizzati in ambito aziendale e la modifica di ciascun prodotto comporta, oltre all’esame della documentazione tecnica di supporto, anche la organizzazione e la gestione di prove per la verifica dell’intercambiabilità del prodotto già in uso con quello latex free. e) Entro la fine del corrente anno, lo specifico gruppo incaricato dell’esame dei materiali in uso presso l’Azienda sanitaria concluderà il proprio lavoro, sulla base del quale presso tutti i reparti/servizi dell’emergenza–urgenza, ma anche in specifici punti dedicati nelle camere di degenza, saranno disponibili carrelli contenti solo materiali latex free per la gestione dei quali saranno fornite specifiche indicazioni operative. L’analisi dei materiali ha comportato il coinvolgimento di numerosi operatori (personale infermieristico e farmacisti) ed è risultata molto complessa; infatti, sono stati esaminati i materiali per aree ed in ciascun presidio ospedaliero dell’Azienda sanitaria. f) L’Azienda sanitaria aveva definito come prioritarie le seguenti attività: Realizzare il sistema informativo dei pazienti allergici al lattice o a rischio, ivi compresi quelli cui viene proposto di rivolgersi a strutture extra provinciali (tale rilevazione è determinante per la valutazione della fattibilità di un percorso latex safe in una delle strutture ospedaliere della APSS);
- è di questi giorni la notizia della fisionomia che avrà il nuovo ospedale di Trento. Si apprende che tale struttura di circa 120 mila metri quadri utili presenta una cubatura di 450 mila metri cubi e sarà realizzata - e forse completata entro il 2010 - in località Mas Desert. Il costo del NOT (Nuovo ospedale del Trentino) è stimato in 385 milioni di euro.
si interroga
il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
1. per quali strutture ospedaliere della APSS è stata realizzata una valutazione della fattibilità di un percorso –latex safe- e in quali strutture è stata realizzata tale sperimentazione;
2. in relazioni a percorsi –latex safe- quali valutazioni sono previste per il Nuovo ospedale del Trentino.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.
Cons. Mauro Delladio