Giacomo Bezzi
Presidente del Consiglio provinciale
Palazzo Trentini
INTERROGAZIONE N.
MEDICI DI BASE IN VAL DI FASSA
Premesso che:
- gli articoli 19 e 20 dell’attuale Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale, nell’ambito della copertura delle zone carenti di assistenza primaria, definiscono in maniera chiara i presupposti relativi al rapporto minimale e ai meccanismi di calcolo nella determinazione del numero dei medici iscrivibili;
- l’art. 18 del DPR 28/07/2000 n.270 “Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale” prevede un rapporto ottimale di 1 a 1000 ovvero che può essere iscritto 1 medico ogni 1000 residenti o frazione di 1000 superiore a 500. Il computo della popolazione residente, per il calcolo del rapporto ottimale, deve essere effettuato al 31 dicembre;
- secondo un conteggio effettuato dai medici di famiglia del Comprensorio ladino di Fassa parrebbe che attualmente non ci siano elementi numerici perché la ASL possa individuare una ulteriore zona carente di Medicina di base in quest’ambito;
- in una nota del 24 ottobre u.s. inviata al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale e per conoscenza al Direttore ASL del comprensorio C11 e alla Procura della Repubblica i Medici di famiglia del Comprensorio ladino di Fassa, alla luce di quanto previsto nell’attuale Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale, hanno chiesto un “(…) severo controllo sulla “logica dei numeri” che ha portato a questa conclusione impropria (…)” e hanno diffidato ”lo stesso a permettere l’individuazione di una zona carente che non ha i necessari presupposti legali per esistere”;
- nel calcolo della rapporto ottimale bisogna considerare:
- la popolazione residente al 31 dicembre;
- le eventuali limitazioni dei medici operanti;
- la popolazione pediatrica che va detratta da quella totale;
- eventuali persone non residenti che decidono di scegliere il medico in quest’ambito per vari motivi (per es. lavoro) che quindi vanno aggiunte;
- eventuali residenti nell’ambito che viceversa scelgono un medico al di fuori di questo che conseguentemente vanno detratte;
- la popolazione che è presente nelle case di riposo fuori ambito che va detratta in quanto non utilizza il medico dell’ambito stesso, pur essendo residente;
- la popolazione che utilizza il medico di comodo;
- sul quotidiano “L’Adige” del 18 novembre u.s. nella cronaca dalle Valli di Fiemme e Fassa si legge: “Con i ritmi che per l’Azienda hanno dell’incredibile (…) si sfornano bandi di concorso (2 in un anno) per assumere un nuovo medico di base, quando, come recentemente rilevato dai medici già operanti, il rapporto fra residenti e numero dei medici è oggi ottimale, rispetta l’accordo nazionale”;
si interroga
il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
A norma di regolamento si chiede risposta scritta
Cons. Mauro Delladio