Al Presidente del Consiglio provinciale
Prof. Mario Cristofolini
Palazzo Trentini
INTERROGAZIONE N.
RADIAZIONI, GAS ANESTETICI E SOSTANZE CHIMICHE PERICOLOSE A VILLA IGEA: COSA INTENDE FARE LA GIUNTA?
Premesso che
- il 22 luglio 2000 i Carabinieri del NAS si presentarono al Centro Traumatologico Ortopedico di Villa Igea a Trento e misero sotto sequestro due delle tre sale operatorie, in quanto pericolose e non a norma, con riferimento alle norme di sicurezza ed alla schermatura necessaria per proteggere gli operatori dalle radiazioni;
- il provvedimento della magistratura e l’indagine giudiziaria presero le mosse da ripetute segnalazioni ed in particolare da un esposto redatto da 5 operatori sanitari tutti ammalatisi di tumore probabilmente a causa della pericolosa quanto illegittima esposizione a radiazioni, gas anestetici e sostanze chimiche tossiche;
- pare che le sale operatorie non fossero schermate per proteggere dalle radiazioni, o quantomeno non lo fossero in modo adeguato;
- da alcune segnalazioni risulta che operatori sanitari di sala operatoria permanevano nel locale durante gli esami radiologici in corso di intervento chirurgico, pare non sempre muniti di adeguata protezione, mentre altro personale, non protetto, usciva dalla sala operatoria e si rifugiava dietro gli armadi dei locali attigui;
- analogo rischio correva il personale in sala gessi;
- altro rischio era legato ai gas anestetici ed al difettoso funzionamento del sistema di aspirazione degli stessi;
- altro rischio ancora era attribuibile a sostanze chimiche e loro vapori, impiegate nella disinfezione delle sale e poi riconosciute cancerogene;
- molti operatori segnalarono come i rischi, nell’ambito del Centro Traumatologico Ortopedico di Villa Igea, non riguardassero solo le sale operatorie ma anche i locali della fisioterapia e quindi i dipendenti ivi operanti, tra i quali si registrano alcuni casi di tumore (almeno 5): sia per il fatto che le apparecchiature ivi adoperate erano obsolete e fuori norma per un lungo periodo, sia perché il personale per anni ha dovuto operare quasi a contatto con le macchine in condizioni di grave pericolo a causa della ristrettezza dei locali, anche se ve ne sarebbero stati altri disponibili ma non ristrutturati per tempo;
- vi è anche il dubbio che il personale di fisioterapia sia stato per anni esposto a sua insaputa alle radiazioni provenienti dalle apparecchiature delle sale operatorie, non adeguatamente schermate e collocate proprio al piano superiore rispetto a Fisioterapia.
Considerato che
- in presenza di almeno 13 casi (finora noti) di neoplasia riguardanti personale già in servizio al Centro Traumatologico Ortopedico di Villa Igea, è stato accertato da dirigenti della ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità - attraverso la comparazione dei dati epidemiologici registrati sul personale sanitario di Villa Igea e i dati dei Registri tumori di altre regioni - come l’incidenza delle malattie tumorali sul personale sanitario del Centro Traumatologico Ortopedico di Villa Igea sia incredibilmente superiore alla media degli ultimi anni, anche fino a 50 volte;
- sarebbe opportuna una approfondita indagine su quanto accaduto – ma anche in via preventiva su tutte le strutture sanitarie provinciali - anche da parte della stessa Provincia Autonoma di Trento che è politicamente responsabile di quanto accaduto;
- sarebbe opportuno che la Provincia Autonoma di Trento o l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari provvedessero spontaneamente ad erogare un risarcimento o un indennizzo a favore dei sanitari che per causa di servizio abbiano contratto malattie tumorali, indipendentemente dal fatto che i danneggiati abbiano sporto denuncia o citato in sede civile i responsabili;
si interroga la Giunta provinciale
per sapere:
1. Quali siano stati gli ulteriori sviluppi della vicenda menzionata in premessa;
2. Quale sia attualmente lo stato della sicurezza delle sale operatorie e dei locali della fisioterapia del Centro Traumatologico Ortopedico di Villa Igea;
3. Quali interventi siano stati posti in essere per rimediare alla grave situazione di rischio;
4. Se la Giunta abbia promosso o ritenga opportuno promuovere, anche attraverso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari:
Ø una indagine per accertare le cause e le responsabilità di tale grave situazione di rischio e di degrado;
Ø un monitoraggio complessivo della situazione sicurezza di tutti i centri ospedalieri ove siano in funzione apparecchi in grado di emettere onde o radiazioni anche solo ipoteticamente pericolosi;
5. Se la Provincia Autonoma di Trento ritenga opportuno erogare un risarcimento o un indennizzo a favore dei sanitari che per causa di servizio e per colpa grave dell’Amministrazione abbiano contratto malattie tumorali, indipendentemente dal fatto che i danneggiati abbiano sporto denuncia o citato in sede civile i responsabili.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.