Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Cons. Marco Giordani
Palazzo Trentini

Trento, 15 giugno 1998

INTERROGAZIONE N.
- NOMINE "A SCAVALCO" PER DIRIGENTI DI II LIVELLO.
L’ASSESSORE ALLA SANITA’ NON INTERVIENE
A RIPRISTINARE LA LEGITTIMITA’ -

Premesso che:

si è venuti a conoscenza che l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari con proprie delibere ha assegnato, e sta assegnando, incarichi di responsabilità a dirigenti di II livello senza tener conto dell’art. 49 "Disposizioni in materia di personale" della L.P. n.° 10 del 1.04.93 (Nuova disciplina del servizio sanitario provinciale) che al comma 11 prevede: "I concorsi per le posizioni funzionali apicali riservate al personale laureato sono banditi con esplicito riferimento a posti determinati previsti presso singoli presidi, strutture o servizi."

Ciò nonostante l’Azienda ha assegnato nomine a scavalco a Dirigenti di II livello, già responsabili di Unità Operative, nell’attesa di copertura di posti vacanti attraverso le opportune procedure selettive, in palese violazione della legge prendendo a riferimento il regolamento ed utilizzandolo in modo viziato, nonostante la corretta opposizione del sindacato C.I.M.O. che aveva fatto rilevare la scorrettezza della manovra ed aveva chiesto il ritiro delle delibere motivato da parere legale.

Un esempio, la nomina fatta a suo tempo, in attesa di copertura di un posto di dirigente di II livello di Chirurgia presso l’Ospedale di Rovereto.

Nonostante la palese illeggitimità di tale prassi, lo stesso Direttore Generale ha ugualmente operato con il medesimo criterio anche in altre situazioni, vedasi la copertura di un posto di dirigente di II livello della Unità Operativa di Microbiologia ed Immunologia presso l’Ospedale di Trento. Anche in questo caso è stato effettuato il trasferimento a scavalco di un dirigente di II livello dal laboratorio di Pergine al laboratorio di "Microbiologia e Immunologia" dell’ospedale Santa Chiara facendo nell’occasione seguire il cambio di denominazione della stessa Unità Operativa oggi rinominata "Patologia clinica II". Con questo metodo dello scavalco non solo non si è pertanto provveduto ad espletare un concorso regolare, ma si è anche di fatto annullato un posto di Dirigente di II livello di Laboratorio.

Inoltre, allo stesso Dirigente è stata conferita la responsabilità del coordinamento del Dipartimento di Laboratorio, creando non solo malcontento, ma anche profondo disagio tra gli stessi operatori del settore.

Analogo comportamento è stato seguito per la seconda Unità Operativa della Ortopedia di Trento Villa Igea ove è stato in pratica eliminato con il sistema dello scavalco un posto di Dirigente di II livello di Ortopedia non essendo stato espletato il relativo concorso alla scadenza dei termini.

Cosa comunque ancora più rilevante appare la recente deliberazione di un provvedimento nel quale si prevede in una contestuale riorganizzazione del laboratorio S. Chiara, del laboratorio di Pergine e dell’Istituto di Igiene, seguendo nuove ed anomale modalità gestionali, l’inserimento quali apicali, di nuove specifiche figure professionali. In pratica sono state definite le piante organiche del Dipartimento di Laboratorio, ancor prima di affrontare e discutere il problema con i sindacati e prima che la Provincia concedesse il suo assenso alle nuove piante organiche tuttora in corso di approvazione. Per bloccare questa nuova iniziativa, considerata illegittima, è stato anche fatto un ricorso al T.A.R. da parte di un sindacato.

E’ evidente la mancanza di un preciso indirizzo politico che permette ai responsabili dell’Azienda Sanitaria di esautorare il Consiglio provinciale e la stessa Giunta dal proprio ruolo approfittando del fatto che non è ancora stato approvato il nuovo Piano sanitario provinciale.

si interroga la Giunta provinciale
per sapere:

  1. quali provvedimenti si intendono urgentemente adottare al fine di ripristinare la legittimità disciplinata dalla legislazione vigente;
  2. il motivo per cui si utilizza lo scavalco come prassi e non i concorsi previsti dalla normativa;
  3. il motivo per cui si è utilizzato lo scavalco nel caso del laboratorio di Pergine e di Trento, di cui alla premessa;
  4. se la mancanza di titoli è il vero motivo della ridenominazione dei laboratori in Provincia di Trento senza aver predisposto la classificazione come previsto dalla normativa in essere attinente l’accreditamento delle strutture sanitarie;
  5. le motivazione che stanno alla base della predisposizione di piante organiche, richiamate in delibera dell’Azienda Sanitaria (n. 1034/98), senza considerare il confronto in atto con le organizzazioni sindacali e senza la previa approvazione della Giunta provinciale (art. 21 L.P. n.° 10/1993).

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. Mauro DELLADIO