Trento, 17 maggio 2001
Al Presidente del
Consiglio provinciale
Dott. Mario Cristofolini
Palazzo Trentini
INTERROGAZIONE N.
SE IL COMUNE DI TRENTO ANNULLA LA RENDITA CONCORDATA AUMENTERANNO LE RETTE PRESSO LA CIVICA CASA DI RIPOSO
Premesso che:
- si è venuti a conoscenza della certa volontà politica da parte del Comune di Trento di affrancare la rendita trentennale a proprio carico e a favore della civica Casa di riposo per complessivi 220 milioni circa;
- è facilmente intuibile che se venisse a mancare l’introito concordato, in assenza di una capitalizzazione della rendita o copertura di pari entrate, la civica Casa di riposo si troverebbe subito in pessima situazione finanziaria perché si manifesterebbero costi per la manutenzione della struttura e si contrarrebbero gli abbattimenti dei costi con un aumento consistente a carico delle rette dei degenti;
- l’ipotesi di assegnare in proprietà alla Casa di riposo immobili esistenti e già utilizzati dalla stessa per gli scopi statutari, come affrancamento della rendita sopra menzionata, produrrebbe non solo la mancanza delle entrate concordate precedentemente ma anche un aumento dei costi per gli oneri di manutenzione della struttura;
- per capire i commi precedenti si ricorda che il 30 luglio 1962, in Trento, nel palazzo comunale, davanti al Segretario generale e due impiegati comunali testimoni sono comparsi l’Assessore delegato, in rappresentanza del Comune di Trento, e il Commissario straordinario della Pia Casa Ricovero in Trento rappresentante e curatore degli interessi della Pia Casa stessa;
- nell’incontro si convenne con pubblico atto che il Comune di Trento concedeva gratuitamente alla Pia Casa di Ricovero il diritto di uso dell’edificio utilizzato come casa di riposo. La durata del diritto d’uso fu stabilita in trent’anni con inizio dal 1 luglio 1962 con l’impegno a concordare successivamente la forma e le modalità per il rinnovo della concessione o a stipulare un atto che regoli altrimenti i rapporti fra Casa di ricovero e Comune. Nell’atto sottoscritto a suo tempo si rileva che “il riscatto della rendita non potrà eseguirsi dal Comune di Trento prima di trent’anni dalla data della sua costituzione e previo avviso di un anno, escluso il riscatto parziale”;
si interroga il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
1. qualora venisse annullata la rendita attuale, che permette un abbattimento sostanzioso delle rette, quale soggetto istituzionale si caricherebbe dei maggiori oneri che ne deriverebbero a carico della Casa di riposo. E’ chiaro che in assenza di un sostituto finanziatore i maggiori costi sarebbero ad intero carico degli ospiti visto che l’Istituto è un Ente senza scopo di lucro e pertanto senza possibilità di avere redditi propri.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.