Trento, 18 febbraio 1997

Al Presidente del
Consiglio Provinciale
rag. Marco Giordani
SEDE

INTERROGAZIONE N.

- TASSA SUL FREDDO: INGIUSTIZIA SOCIALE -

Una puntata della rubrica televisiva "Mi manda Lubrano" del gennaio scorso e il numero di febbraio della rivista mensile "UNIONE", organo d’informazione dell’Unione commercio, turismo e servizi del Trentino, hanno sollevato con forza presso l’opinione pubblica locale e nazionale il problema del costo giustamente definito "scandaloso" del gasolio da riscaldamento in Italia.

Il prezzo di questo combustibile ancora largamente utilizzato da moltissime famiglie e in particolare dalle imprese turistiche delle aree montane - Trentino incluso - non servite dalla rete del metano, è infatti decisamente fuori mercato e incide negativamente sulla competitività delle strutture ricettive della nostra provincia.

La tassazione nel nostro Paese grava infatti per circa il 70% sul costo finale del gasolio, ed è chiaro che il consumo di tale combustibile è molto maggiore nelle zone di montagna che in quelle del fondovalle o in pianura, perché per almeno 8-9 mesi all’anno gli impianti di riscaldamento devono restare accesi.

Se il prezzo industriale del gasolio in Italia - che è già il più alto d’Europa - è di 465 lire al litro, la componente fiscale di 978 lire porta il prezzo al consumo a 1.443 lire, mentre in Austria la tassazione è di 256 lire e il prezzo finale di 662, in Germania la tassa è di 149 lire e il prezzo finale di 534, in Francia la tassa è di 266 lire e il prezzo finale di 701 e in Gran Bretagna il prezzo finale è di appena 534 lire al litro.

Come si evince da questi dati, non solo il sistema fiscale in Italia punisce chi vive, lavora e offre ospitalità ai turisti in montagna, ma esclude totalmente il nostro Paese da un confronto serio con il resto d’Europa.

Odiosa e intollerabile è anzitutto la discriminazione sociale ed economica dei singoli cittadini, delle famiglie e delle imprese penalizzate per il semplice fatto di risiedere e operare in montagna rispetto alle persone e alle aziende del fondovalle e delle città. A conti fatti una famiglia di montagna che mantenga in casa una temperatura di 18 gradi per 8-9 mesi all’anno, è costretta a spendere per il gasolio 5-6 milioni. Un albergo di medie dimensioni sopporta costi di almeno 40-50 milioni all’anno per lo stesso combustibile.

Questo stato di cose risulta intollerabile sotto ogni profilo, ma appare particolarmente contraddittorio con la politica dell’attuale Giunta provinciale alla luce del progetto strategico per la montagna inserito nel Programma di sviluppo 1995-1998 con l’obiettivo di favorire la permanenza della popolazione trentina nelle valli e nei centri abitati più decentrati del nostro territorio, anche attraverso specifici incentivi riservati alle attività economiche.

Sicuramente, infatti, il costo del gasolio da riscaldamento sopportato da chi vive e lavora, e non certo per trascorrervi le ferie, nei paesi di montagna del Trentino anche turisticamente più evoluti, non rappresenta un incentivo a rimanere.

Tutto ciò premesso,

si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. cosa intendano fare concretamente e subito l’Esecutivo e l’assessore provinciale alle fonti energetiche per sottoporre il problema al governo nazionale, rendendosi interpreti della legittima protesta delle categorie economiche ma anche della popolazione del Trentino, provincia "di montagna", ingiustamente penalizzata dal fisco al pari di altre analoghe zone alpine e appenniniche del Paese a causa della vigente tassazione "demenziale" sul gasolio in Italia, di gran lunga superiore a quella praticata in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea;
  2. se ritenga adeguato al riguardo il progetto strategico per la montagna previsto dal Programma di sviluppo provinciale 1995-1998, che non prende neppure in considerazione il problema del costo del gasolio né prefigura particolari interventi al riguardo in attesa che la rete del metano raggiunga anche le valli e le aree non ancora servite del nostro territorio. Occorre comunque considerare che la distribuzione del metano in Trentino richiede grandi investimenti. Sia in Italia che in Trentino il metano ha prezzi molto vicini a quelli del gasolio ed è anch’esso il più caro in Europa in termini di costi fiscali;
  3. se non sia il caso di valutare in sede provinciale possibili iniziative di compensazione e di abbattimento di questa "tassa sul freddo" che oltre a rappresentare una palese ingiustizia sociale tra chi vive in quota e gli altri cittadini, penalizza duramente le imprese ricettive turistico-alberghiere costrette a scaricare sugli ospiti i costi fissi troppo alti rispetto ai diretti concorrenti dell’Austria, della Germania e della Francia non solo in materia di riscaldamento ma anche di costo del lavoro, del denaro e della burocrazia.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta

Cons. Mauro DELLADIO