Trento, 21 novembre 2001

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

Dott. Mario Cristofolini

SEDE

 

INTERROGAZIONE N.

 

 

DISCRIMINAZIONI FRA FAMIGLIE CON REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE E LAVORO AUTONOMO

 

Premesso che:

 

-       molte discriminazioni fra famiglie che vivono di reddito autonomo e di reddito dipendente sono state messe in atto negli ultimi anni da parte dell’Ente pubblico in merito all’assegnazione di contributi;

 

-       una di queste la si riscontra nel calcolo dei redditi di riferimento per l’assegnazione dei buoni libro erogati dai Comprensori in provincia di Trento;

 

-       nei moduli da compilare per la richiesta dei buoni libro, oltre alla consistenza del proprio nucleo familiare, bisogna dichiarare gli eventuali redditi da lavoro dipendente o assimilato, da lavoro autonomo di impresa, dei terreni e dei fabbricati;

 

-       per la determinazione del reddito familiare da considerare ai fini del limite si applicano le percentuali di 50, 100, 100 e 100 rispettivamente per i redditi da lavoro dipendente, autonomo, terreni e fabbricati;

 

-       è risaputo che l’introduzione di tale discriminazione è basata sul concetto, non condivisibile e che nessuno ammetterà mai, che tutti gli imprenditori sono evasori fiscali e pertanto se viene considerato solo il 50 % del reddito autonomo ai fini del limite si desume che gli imprenditori sono evasori, come minimo, dello stesso reddito dichiarato o per converso sono legittimati ad evadere la stessa cifra;

 

-       pare che la situazione, riscontrabile non solo nella richiesta dei buoni libro, è presente nella sola provincia di Trento;

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

1.    le motivazioni che stanno alla base della discriminazione fra lavoro dipendente e lavoro autonomo ai fini dell’assegnazione dei contributi per buoni libro in provincia di Trento;

 

2.    per quali altre contribuzioni provinciali sono introdotte percentuali differenti per redditi di tipo diverso;

 

3.    se la situazione esposta in premessa si riscontra anche in altre regioni d’Italia.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.