Al Presidente del
Consiglio provinciale
dott. Mario Cristofolini
SEDE
Trento, 28 gennaio 2002
INTERROGAZIONE N.
UFFICIO POSTALE DI MOLINA DI FIEMME.
NO ALLA CHIUSURA A GIORNI ALTERNI!
Premesso che:
- in una nota pervenutami dal segretario del Circolo ACLI di Molina di Fiemme si lamenta del disservizio relativo all’apertura a giorni alterni del locale ufficio postale. Nella nota si legge: “Avendo rilevato direttamente dalla popolazione il disagio arrecato da codesta Direzione provinciale P.T. con la decisione dell’apertura dell’Ufficio postale a giorni alterni, ci si chiede fino a che punto la logica economica deve guidare le scelte dei servizi pubblici. L’alta presenza di anziani e di ditte artigiane, la confluenza a Molina delle due arterie stradali Fersina/Avisio e statale n° 612 della Valle di Cembra e la presenza delle due frazioni di Predaia e Stramentizzo, mal si conciliano con questo drastico ridimensionamene dell’orario dell’Ufficio postale di Molina di Fiemme. Dopo tanto parlare di salvaguardia delle aree montane e di aumento o conservazione dei servizi nelle periferie, l’ente pubblico riduce uno dei pochi servizi pubblici esistenti. Si ritiene che le valutazioni che guidano le scelte delle Poste italiane per la razionalizzazione del servizio debbano essere diversificate a seconda che riguardino zone urbane, di pianura o zone montane come la nostra. Le difficoltà, infatti, della nostra comunità vengono ulteriormente acuite dalla riduzione dell’importante servizio di comunicazione com’è quello delle poste. Per questi motivi ci si permette di chiedere alla Direzione provinciale P.T. un sollecito ripristino del servizio giornaliero com’era prima. Si chiede, inoltre, alla P.A.T., nell’ottica di un ragionamento globale di politica del territorio, di farsi carico di questa e di altre situazione nei confronti delle poste, perché il problema è concreto e molto avvertito dalla popolazione.”;
- in una recente intervista all’amministratore delegato delle Poste Italiane Corrado Passera pubblicata sul quotidiano “L’Adige” del 21 gennaio u.s. alla domanda con che criterio si decida, in quel di Roma, se un servizio postale in montagna sia da sopprimere o da potenziare Passera risponde: “Mi verrebbe da dire che si decide in base alla produttività … ma noi conosciamo la situazione trentina. Qui ci sono centinaia di uffici che lavorano in perdita, eppure ne abbiamo chiusi solo otto su tutto il territorio”;
- è doveroso porre in atto tutti quei provvedimenti che consentano, a chi vive nelle valli periferiche del Trentino, di avere gli stessi servizi e la stessa qualità di vita di chi risiede nel Capoluogo. La salvaguardia delle aree montane, la conservazione dei servizi pubblici nelle periferie deve essere un obiettivo primario dell’Amministrazione centrale;
si interroga il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
1. se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;
2. se intende attivarsi urgentemente presso le Poste Italiane S.p.A. al fine di eliminare i disagi derivati dall’apertura a giorni alterni dell’Ufficio postale di Molina di Fiemme;
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.