Al Presidente del
Consiglio provinciale
dott. Dario Pallaoro
Palazzo Trentini
Trento, 15 giugno 2006
INTERROGAZIONE N.
FESTA DELL’UNITA’, ANZI NO: FESTA PAESANA!
Dove sta l’imbroglio?
Premesso che:
- molte locandine invitano la popolazione a partecipare alla Festa dell’Unità che si terrà a Nomi, dal 22 al 25 giugno p.v., in Piazza del Popolo;
- come è noto nelle giornate del 25 e 26 giugno 2006 è stato indetto il Referendum costituzionale di cui all’art. 138 della Costituzione concernente “Modifiche alla parte II della Costituzione”;
- l’entrata ai seggi elettorali nel Comune di Nomi è situata in prossimità della piazza che ospiterà la Festa dell’Unità. Appare quindi evidente e palese come la Festa influenzerà e interferirà con la consultazione referendaria. Le interferenze non saranno solo nell’accesso al seggio ma soprattutto, nella propaganda elettorale che verrà fatta nella festa in palese violazione del disposto normativo;
- nonostante tutto ciò, parrebbe che la festa sia stata autorizzata e che per aggirare quanto previsto dalla normativa si sia pensato di rinominare la festa da Festa dell’Unità – comunemente conosciuta e pubblicizzata - in Festa Paesana;
- nel documento n. 12801 di data 22 maggio 2006 -a firma del Commissario del Governo- inviato ai Sindaci dei comuni della provincia di Trento, alla Questura di Trento, alla Corte d’Appello c/o il Tribunale di Trento e ai Rappresentanti dei Partiti e Movimenti Politici si legge, tra l’altro: “12) Inizio del divieto di propaganda. Dal giorno antecedente quello della votazione, ai sensi dell’art. 9, primo comma, della legge n. 212/1956 citata, e quindi da sabato 24 giugno 2006, sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, le nuove affissioni di stampati, giornali murali e manifesti. Inoltre, nei giorni destinati alla votazione, ai sensi dell’art. 9, secondo comma, della stessa legge 212/1956, è vietata ogni forma di propaganda entro il raggio di metri 200 dall’ingresso delle sezioni elettorali. Resta consentita la nuova affissione di giornali quotidiani o periodici nelle bacheche poste in luogo pubblico e regolarmente autorizzate alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi.”;
- Il referendum confermativo è previsto dall'art. 138 della Costituzione che regola la revisione costituzionale. Il secondo comma stabilisce infatti che le leggi costituzionali, qualora non siano approvate al secondo passaggio con una maggioranza dei due terzi dei componenti in ciascuna delle due Camere, "sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto di una Camera o 500mila elettori o cinque Consigli regionali". E precisa: "la legge sottoposta a referendum non e' promulgata se non e' approvata dalla maggioranza dei voti validi". Per questo tipo di referendum, dunque, contrariamente a quello abrogativo, la legge applicativa del 1970 non prevede la necessità di raggiungere un quorum di votanti;
- appare chiaro come questo referendum confermativo vede nettamente contrapposti i due schieramenti politici in attesa che il popolo, sovrano, si pronunci se le modifiche introdotte dalla legge “sulla devoluzione e sul premierato forte” entrino o meno in vigore.
Si interroga
il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
1. se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;
2. se corrisponde al vero che gli organizzatori della Festa dell’Unità hanno chiesto le necessarie autorizzazioni per una festa con nome diverso da quello dell’Unità;
3. chi ha autorizzato la Festa a Nomi nella stessa piazza che vede l’accesso ai seggi per le operazioni di voto del referendum confermativo del prossimo 25 e 26 giugno;
4. se non si riscontra una palese violazione del disposto in materia di divieto di propaganda in occasione di consultazioni elettorali;
5. nel passato quali feste o manifestazioni sono state autorizzate in Trentino in prossimità di seggi elettorali;
6. se non si ritenga intervenire in tutte le Sedi competenti affinché si sposti la Festa dell’Unità di Nomi -eventualmente chiamata in altro modo (Festa Paesana) - in altra piazza o in altro luogo al fine di non condizionare e/o influenzare il voto degli elettori.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.
Cons. Mauro DELLADIO