Trento, 14 luglio 2003

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

Dott. Mario Cristofolini

SEDE

 

INTERROGAZIONE N.

 

COMUNE DI CAVALESE.

ERRORI DI VALUTAZIONE CHE GRAVANO SULLA COLLETTIVITA’

 

Premesso che:

 

-              dalla stampa locale si è appreso che il Comune di Cavalese ha dovuto rimborsare ad un ex dipendente importi per spese legali, a seguito di sentenza definitiva del Consiglio di Stato, solamente dopo la notifica di un pignoramento mobiliare di beni comunali;

 

-              il ricorso promosso dall’ex dipendente nasceva dal fatto che il Comune non aveva riconosciuto allo stesso dipendente il principio di sussidiarietà, rispetto a quello della madre, del diritto del padre all’astensione dal lavoro per maternità;

 

-              si rileva l’ostinata volontà degli Amministratori locali di aver voluto affrontare tutti i gradi di giudizio amministrativo anche con un parere legale, richiesto dal Comune all’inizio della causa, in cui si ricordava che il ricorso dell’ex dipendente “trova alcuni fondamenti giurisprudenziali”;

 

-              anche il Difensore civico era intervenuto nella vicenda, dopo un approfondimento giurisprudenziale, riconoscendo al dipendente il titolo all’assenza facoltativa e il corrispondente trattamento economico del congedo straordinario per maternità;

 

-              parrebbe che il Comune di Cavalese, negli ultimi anni, abbia rimborsato cospicue somme per spese legali a seguito di sentenze amministrative.

 

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

1.           quali motivi, per il caso richiamato in premessa, hanno indotto l’Amministrazione del Comune di Cavalese a non considerare i “rischi” richiamati nel parere legale (fondamenti giurisprudenziali) e nelle osservazioni trasmesse al Comune dal Difensore civico che riconoscevano al dipendente i diritti economici legati all’astensione facoltativa per maternità;

 

2.           dal 1990 quanto ha speso il Comune di Cavalese, distintamente per anno e fattispecie, per cause amministrative che lo hanno visto soccombente;

 

3.           i motivi dell’assenza di responsabilità in solido in capo agli Amministratori comunali che deliberano ricorsi legali che poi si rivelano sbagliati con gravi esborsi per l’Ente pubblico e conseguentemente per i cittadini.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

Cons. Mauro DELLADIO