Trento, 19 ottobre 2007

Al Presidente del

Consiglio Provinciale

Dott. Dario PALLAORO

SEDE

 

INTERROGAZIONE N.

 

“SWAP” QUESTI SCONOSCIUTI CHE ROVINANO

LE IMPRESE E GLI ENTI LOCALI

 

Premesso che:

 

-              nell’ultima puntata della trasmissione televisiva “Report” sono stati approfonditi, con interviste ed altro, i molteplici aspetti legati agli strumenti di investimento finanziari, denominati “swap” o “derivati”, proposti ad imprese e ad Enti locali dalle banche;

 

-              gli “swap” sono strumenti finanziari, estremamente complessi, che vengono offerti da svariati Istituti di credito al fine di contenere i tassi di interesse su mutui da un loro eventuale aumento. Solo pochi istituti finanziari e pochissimi esperti sono in grado di “prezzarli” e quindi di stabilire il loro valore nel corso del tempo;

 

-              nel servizio televisivo sono emerse le grandi difficoltà sofferte da numerosi imprenditori a seguito della sottoscrizione di tali strumenti finanziari che hanno portato gli interessati alla perdita di migliaia se non milioni di euro e anche alla chiusura dell’impresa;

 

-              anche molti Comuni e Regioni negli ultimi anni hanno stipulato contratti milionari in tema di derivati creando situazioni debitorie insostenibili per gli anni futuri a carico delle amministrazioni e dei cittadini stessi: debiti, come risulta dal servizio televisivo, neanche messi in bilancio, se non alla scadenza, e pertanto nascosti alla vista dei candidati nelle future competizioni elettorali;

 

-              l’insostenibilità finanziaria a carico delle aziende e degli enti coinvolti nelle operazioni finanziarie ha determinato ulteriori rinegoziazioni con le banche portando alla nascita di derivati di seconda, terza o più generazione che hanno spostato nel tempo il pagamento dei debiti e che, pertanto, graveranno sulle spalle dei futuri amministratori;

 

-              risulta che a fine 2006, in Italia, le perdite segnalate alle centrali rischi erano pari a 3,5 miliardi di euro relative a circa quaranta mila imprese e che tra gli Enti potenzialmente in rosso figurano la fallita Taranto, Torino e il Piemonte, Napoli e la Campania;

 

-              parrebbe che negli elenchi mostrati in televisione figuri anche la città di Trento capoluogo del Trentino;

 

si interroga

il Presidente della Giunta Provinciale

 per sapere:

 

1.           se è a conoscenza della situazione esposta in premessa;

 

2.           quali e quanti Comuni del Trentino hanno effettuato operazioni finanziarie sui “derivati”, quali sono gli importi relativi e la durata dei contratti e quali sono le banche coinvolte per ciascuna operazione;

 

3.           se corrisponde al vero che anche il Comune di Trento ha sottoscritto contratti di cui alla premessa e quali sono le caratteristiche delle operazioni finanziarie sottoscritte;

 

4.           se anche la Provincia di Trento e/o le Società partecipate, parzialmente o totalmente, della Provincia autonoma di Trento hanno sottoscritto contratti legati ai “derivati” ad alto rischio. In caso di risposta affermativa quali sono le caratteristiche specifiche delle operazioni finanziarie sottoscritte.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

Cons. Mauro DELLADIO