Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Rag. Marco GIORDANI
Palazzo Trentini

Trento, 4 agosto 1997

"COOPERATIVE AGRICOLE BIANCHE, ROSSE E ...;
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO:
UNA MUCCA DA MUNGERE"

premesso che:

  • L’Art. 2 dello statuto approvato il 5 ottobre 1989 recita: "La Società, senza finalità speculative, si propone di far partecipare i propri soci ai benefici della mutualità, col promuovere, nel loro interesse, il sostenimento, la valorizzazione e l’incremento della produzione agricola mediante l’attività di produzione, lavorazione, macellazione, trasformazione, commercializzazione dei prodotti agricoli dei propri associati."

    (...)

    La società potrà: "assumere partecipazioni in altre società, anche di capitale, enti o imprese aventi scopi analoghi o affini; (...)". L’Art. 3 recita: "Possono essere soci gli allevatori di bestiame e/o di animali in genere da carne, singoli o associati, i quali offrano garanzie di onestà e moralità e non abbiano interessi contrastanti con quelli della società, nonché altre società, enti o associazioni che svolgano attività connesse ed utili al raggiungimento degli scopi sociali. (...)";

  • Nel 1990 la Trento Carni S.c.a r.l. acquisisce il reparto di carne confezionata del SAIT e la relativa rete di vendita e acquisisce alcuni nuovi clienti importanti come i Supermercati Casillo e la Soc. coop. Carni Santerno di Imola con la quale lavorano in maniera attiva dal maggio 1990, l’importanza della quale, si legge testualmente nella relazione, è anche quella di essere la nostra finestra fuori provincia. Si ipotizza che il massimo sviluppo, nel prossimo futuro, si avrà con il pakaging e che l’aver intrapreso questa strada prima degli altri porterà grossi vantaggi all’azienda per il futuro. Inoltre nella relazione al bilancio chiuso al 31.12.90 curiosamente troviamo: .. "E’ giusto ringraziare chi con la propria sensibilità ci ha aiutato a percorrere i primi passi; ricordo in particolare l’assessore provinciale all’agricoltura (dott. Gianni Bazzanella), sempre molto vicino, che ha dimostrato di recepire il problema di un settore molto in crisi, ma che ha dimostrato soprattutto la propria disponibilità a ragionare su programmi globali di sviluppo in grado di dare una programmazione strategica di settore e non una assistenza parassitaria. Ringrazio inoltre l’attività sanitaria e veterinaria sempre molto vicini, l’amministrazione del Comune di Trento che ci ha sempre sostenuti con la propria disponibilità a livello di strutture e servizi."

    A bilancio figurano contributi in conto gestione per Lit. 490.430.848.

    Il fatturato realizzato nel 1990, si legge nella relazione del Consiglio di Amministrazione, ammonta a Lit. 6.800.000.000 con un dato tendenziale per il 1991 di Lit. 12.000.000.000; i dipendenti passano da 8 del 01.01.1990 ai 21 del 31.12.1990 così organizzati: 1 direttore, 2 dirigenti, 1 responsabile per l’igiene, 3 autisti, 8 macellai centro, 6 macellai periferici.

    Macellai "rubati" alle aziende private operanti nel settore;

  • Sono presenti n.° 16 soci iscritti.

  • Dal verbale dell’assemblea generale ordinaria della Trento Carni cooperative a responsabilità limitata tenuta in Trento in seconda convocazione il 23.06.1992 presso la sala consiglio della Federazione Provinciale Allevatori si evince che: " 5. Relativamente all’autorizzazione per la fidejussione, il Presidente riferisce che il Ministero Agricoltura e Foreste di Roma ha comunicato con lettera del 07/02/92 prot. 20708 pos. 17 N che il Comitato per la ristrutturazione del settore zootecnico ha deliberato nella seduta del 22 Gennaio 1992 di ammettere il programma i sviluppo presentato dalla nostra cooperativa ai sensi della L. 08/08/91 n.° 252 e succ. mod. stabilendo in L. 1.507 MLN il relativo contributo in forma di fondo perduto. Al fine quindi dell’ammissione dei decreti formali d’impegno del contributo assegnato il Ministero Agricoltura e Foreste chiede garanzia fidejussoria per Lit. 1.507 MLN a fronte del contributo e Lit 753,5 MLN per interessi a tasso legale per 5 anni rilasciata da istituto di credito e/o assicurativo....". La Cassa Rurale delle Giudicarie e della Paganella con sede legale in Ponte Arche e la Cassa Rurale del Lomaso con sede in Vigo Lomaso "... hanno già espresso adesione di massima in tal senso per il rilascio di una fidejussione di Lit. 2.260.500.000" e "... si precisa inoltre che la votazione ha ottenuto il consenso unanime dei presenti essendosi comunque assentato al momento della votazione il sig. Candido DALPONTE (Consigliere della società) "

    Nel 1991 i tre settori che caratterizzano l’azienda sono: l’INGROSSO il CONFEZIONATO e la VENDITA DIRETTA. Dalla relazione del Consiglio di Amministrazione al bilancio chiuso il 31.12.1991 emerge che "(...) il settore più importante per i volumi che determina è l’ingrosso, importantissimo è stato per questo reparto ma soprattutto per l’azienda nella sua globalità, il contratto con il SAIT per la fornitura di vitelli, vitelloni , maiali (...)" e inoltre "(...) Stiamo diventando una tra le maggiori realtà Cooperative della Provincia di Trento. Questo deve essere un vanto per i soci, ma deve fare anche riflettere sull’organizzazione che bisogna dare a questa azienda prima che la stessa diventi un transatlantico senza timone (...)".

    A bilancio figurano contributi in conto gestione per Lit. 796.315.585;

  • Nel 1992 continuano le acquisizioni strategiche della società: il Salumificio Europa, e il continuo sviluppo nel settore ingrosso con riferimento ai clienti SAIT e POLI. Dalla relazione del Consiglio di Amministrazione emerge "... che l’azienda presenta una discreta solidità", i fondi di riserva di competenza ammontano a circa Lit. 712,462 milioni dei quali 480,840 milioni con riserva indivisibile su autofinanziamento e 231,622 milioni come riserva straordinaria su contributo in conto capitale. "Una parte, che per competenza andrebbe messa ma che per prudenza non è stata inserita in bilancio, è quella relativa al contributo del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, del 36% a fondo perduto, sugli investimento relativi alla nuova struttura. Tale cifra sarebbe per competenza di Lit. 504 milioni. Risulta inoltre un autofinanziamento soci di L. 723 milioni per il 1991 e di L. 875 milioni per il 1992. Da queste cifre emerge che la situazione finanziaria è relativamente solida (...) La parte iniziale dell’esercizio 1993 ci consente di essere fiduciosi sullo sviluppo aziendale pur nella considerazione che i risultati del 1992 dovranno produrre un controllo più continuo e più efficace affinché l’azienda per seguire il proprio sviluppo non perda di vista i necessari equilibri economici-FINANZIARI. Dai bilanci di verifica effettuati al 31/03/1993e al 30/04/1993 risulta che l’azienda è in linea con il budget di vendita e il budget dei costi (...)."

    I contributi in conto gestione ammontano a Lit. 925.000.000;

    1. relazione sulla revisione contabile effettuata dalla federazione dei consorzi cooperativi di Trento.
    2. provvedimenti revisionali.
    3. dimissioni consigliere - surrogazione.
  • Il Presidente illustra ai presenti il contenuto della relazione della Federazione.

    "Il consiglio ritiene che a livello organizzativo gestionale si sia già provveduto a prendere opportuni provvedimenti quali:

    1. assunzione di un direttore amministrativo finanziario
    2. assunzione di un direttore di produzione
    3. riorganizzazione dell’organico amministrativo
    4. eliminazione dell’attuale sistema informativo il quale non garantiva i mezzi di un controllo della produttività dei centri di lavorazione e mancava assolutamente di affidabilità nella corretta fatturazione, registrazione e controllo della merce in uscita
    5. (...)
  • Nel verbale si legge inoltre: "3. GIACENZE FINALI Il rilievo della Federazione risulta esatto in quanto non si è potuto documentare la giacenza finale di lire 150.000.000 i responsabili dei settori produttivi hanno dato al consiglio la conferma della presenza di una lista che elenca tutti i materiali in rimanenze messi in bilancio (...) 4 CREDITI VERSO CLIENTI E’ stato creato un mastro per CREDITI IN SOFFERENZA dove saranno portati tutti i crediti indicati dalla Federazione ed latri che nel frattempo il consiglio ha ritenuto di difficile riscossione. (...) 7 IVA Viene confermata l’impossibilità a breve di stabilire qual è l’esatto importo. (...)";
  • E’ curioso osservare però che il numero dei dirigenti dal 31.12.1992 al 31.12.1993 è cresciuto di ben due unità passando da 1 a 3, infatti nel verbale di assemblea di approvazione al bilancio del 15 luglio 1994 si legge che il Presidente si presenta dimissionario perché impegnato in altre attività e non può svolgere adeguatamente la sua funzione, lo sostituisce ONORATI Guido (presidente e responsabile dei rapporti tra la cooperativa e gli allevatori conferenti) e Vicepresidente è nominato AMENICI Antonio (vicepresidente e con compiti di responsabile amministrativo, direttore del personale, responsabile del controllo di gestione) con un compenso annuo di Lit. 70.000.000 più rimborso delle spese. Anche il numero degli impiegati è salito da 11 a 14, solo in numero degli operai è in controtendenza. La nota continua: "Nel corso del 1994 abbiamo provato a lavorare con il macello comunale di Rovereto, ma l’impianto si è rilevato inadeguato e pertanto ci siamo rivolti alla Società ALPE ALLEVA (S.r.l.) (laddove troviamo come amministratori BERASI Cesare, BUTTERINI Domenico. ZANONI Claudio ha presentato le dimissioni da Presidente della società il 9 marzo 1994 !) che opera nel macello IAB di Brescia, che provvederà a macellare per ns. conto tutti i conferimenti dei soci."

    Dalla relazione sulla gestione del bilancio al 31.12.1993 si legge: "... Nel nostro campo non esiste praticamente concorrenza industriale (...) il clima sociale e sindacale è colmo, anche perché ci si è resi conto della difficoltà di mercato in cui operiamo, anche in relazione alla mancata esecuzione del nuovo laboratorio di lavorazione per il mancato realizzo da parte del comune di Trento del macello comunale. (...) si propone all’Assemblea di così destinare il risultato d’esercizio 1990 di Lit. 218.483:

  • Dal verbale dell’assemblea di data 15 luglio 1994 si rileva l’ "approvazione del risultato di esercizio e della destinazione dell’utile come proposto dal Consiglio di Amministrazione, utilizzazione di parte del finanziamento soci di Lire 723.008.000 pari a Lire 650.000.000 per coprire parte del credito nei confronti di soci. Detto importo si riferisce al finanziamento dell’esercizio 1990. Il residuo finanziamento dei soci di Lire 1.775.260.666 relativo all’autofinanziamento 1991-1992 ed il residuo del 1990 pari a Lire 73.008.000 viene reso indisponibile per i soci ma vincolato a favore dell’attività sociale. (...) Se nei prossimi esercizi saranno disponibili contributi in c/esercizio concessi dalla Provincia autonoma di Trento, nella stessa misura si provvederà a rimborsare il finanziamento dei soci. La restituzione viene effettuate in rapporto al conferimento di ciascun socio effettuato negli esercizi 1991-1992-1993."

    Interessante sarebbe vedere il conferimento di ciascun socio, anche in considerazione degli avvenimenti seguenti!!

    L’assemblea approva la proposta con il seguente risultato:

    FAVOREVOLI:

    5 voti TRE-VE S.c.a r.l.

    5 voti AGRIZOO S.c.a r.l.

    5 voti FOOD Service S.r.l.

    5 voti ALPE ALLEVA S.c.a r.l.

    1 voto BUTTERINI Domenico

    1 voto AZ. AGR. F.LLI BERASI

    1 voto ONORATI Guido

    CONTRARI:

    1 voto LA RINASCITA

    1 voto BERTOLDI Claudio

    1 voto AZ. AGR. SAN ZENO

    1 voto BERTI Giuseppe

    ASTENUTI:

    1 voto AZ. AGR. LA QUERCIA

    1 voto ZAMBOTTI Armando

    1 voto DAL PONTE Dino

    "con lo stesso risultato viene approvato il secondo punto dell’ordine del giorni, vale a dire le relazioni accompagnatorie." Di seguito il Presidente (BERASI Armando) "... comunica ai presenti che si presenta dimissionario perché impegnato in altre attività e non può svolgere adeguatamente la funzione di presidente..." perciò si procede alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale:

    ONORATI Guido (Presidente)

    AMENICI Antonio (Vicepresidente)

    PIANTAVIGNA Mariano (Consigliere)

    MONCHER Edgardo (riconfermato Presidente del Collegio sindacale)

    FAIT Maria Rosa (Sindaco)

    GALVAN Riccardo (Sindaco)

    "Viene inoltre proposto un compenso di Lire 70 milioni annui più rimborso delle spese."

  • Il prezzo convenuto è di Lit. 1.000.000 per il periodo che va dal 1 agosto al 31.12.1994 e Lit. 3.600.000 al mese per gli anni successivi.

    La PI.VA. CARNI s.n.c. si impegna ad acquistare esclusivamente dalla TRENTO CARNI S.c.a. r.l. tutte le carni prodotte dalla società stessa, compatibilmente con la disponibilità del prodotto da parte della Trento Carni S.c.a r.l.;

  • Per rendere ancora più esaustiva questa breve analisi sulla Società Trento Carni di seguito vengono riportate gli estremi di alcune delibere della Giunta provinciale relativamente a contributi e autorizzazioni concessi alla medesima società

  • modificazione della deliberazione 12954/90 concernente la concessione alla Trento Carni del contributo di cui all’Art. 42 della L.P. 31.08.1991, n.° 17.

    Lit. 461.680.000 per le spese di gestione e avviamento per l’esercizio 1990 in considerazione delle difficoltà riscontrate dalla cooperativa nella fase di avvio dell’attività di commercializzazione derivanti anche dalla grave crisi del settore zootecnico, (Lit. 170.000.000 sono stati liquidati in via anticipata);

  • contributo di Lit. 372.000.000 (a termini dell’Art. 42 della L.P. 31.08.1981 n. 17) sulle spese di gestione per l’esercizio sociale 1991 (186.000.000 [40% spesa ammessa] sono stati liquidati in via anticipata);
  • contributo di Lit. 217.345.000 (di cui all’Art. 41 della L.P. 31.08.81 n.° 17) sulla somma accantonata a titolo di autofinanziamento per sopperire al fabbisogno di capitale circolante previsto per la conduzione e la corresponsione di acconti ai soci;
  • autorizzazione sanitaria per l’attivazione del laboratorio per il sezionamento e confezionamento carni refrigerate sito in Trento - Via Maccani n. 162 -;
  • autorizzazione sanitaria per l’attivazione del laboratorio per la preparazioni di carni insaccate e preparate sito in Villalagarina - Via Alpini n. 7;
  • contributo di Lit. 127.500.000 in conto capitale (L.P. 15.12.1972 n. 28) per l’allestimento di un punto vendita presso le Aziende Agrarie;
  • contributo di Lit. 112.500.000 in conto capitale (L.P. 15.12.72 n. 28) relativo all’apertura di un punto vendita presso il Caseificio Sociale di Fiavè ed acquisto di un camion frigo attrezzato;
  • alla Cooperativa TRENTO Carni è affidata l’effettuazione del programma di commercializzazione della carne: 1. gennaio 1992 -31 dicembre 1994 secondo il "Progetto provinciale di commercializzazione per i prodotti dell’agricoltura trentina" (L.P. 04.09.78 n. 36)

    Per quanto riguarda il concorso finanziario si è ritenuto opportuno fissarlo solo per le attività realizzate nel 1992, rinviando a successivi provvedimenti la determinazione delle quote a carico per le azioni che si eseguiranno nel 1993 e 1994. Per il 1992 le quote a carico sono state applicate nella misura del 25% alle spese ammesse.

    anno 1992 L. 727.000.000 = Lit. 181.750.000

    anno 1993 L. 1.020.000.000

    anno 1994 L. 1.040.000.000

  • contributo di Lit. 468.750.000 (a termini dell’art. 42 della L.P. 31.08.81 n. 17) sulle spese di gestione e avviamento per l’esercizio 1992 (234.375.000 [50% spesa ammessa] sono stati liquidati in via anticipata);
  • nulla osta alla concessione di un contributo annuo costante per la realizzazione di un centro per la lavorazione ed il confezionamento delle carni. (L.P. 15.12.72 n. 28) Contributo a fondo perduto e/o di concorso attualizzato negli interessi di Lit. 1.507.000.000 quindi un contributo annuo costante per la durata di dieci anni di Lit. 103.200.000 (entro il 31 dicembre 1992 si doveva ultimare l’iniziativa);
  • contributo per la realizzazione di un centro per la lavorazione ed il confezionamento delle carni (L.P. 15.12.1972 n. 28). Contributo annuo costante per la durata di 10 anni di Lit. 103.200.000;
  • contributo di Lit. 131.747.500 sulla somma accantonata a titolo di autofinanziamento (L.P 31.08.1981 n.17 art. 41) per sopperire al fabbisogno di capitale circolante previsto per la conduzione e la corresponsione di acconti ai soci;
  • concessione proroga per l’allestimento di un punto vendita presso le Aziende Agrarie (termine fissato precedentemente al 31.12.1992) fino al 30.06.1993;
  • concessione proroga per la realizzazione di un centro per la lavorazione ed il confezionamento delle carni (termine fissato precedentemente al 31.12.1992) fino al 30.11.1993;
  • contributo di Lit. 150.000.000 in conto capitale (ai sensi della L.P. 15.12.1972 n. 28) per acquisto di attrezzatura;
  • approvazione, in linea tecnica, dell’iniziativa relativa alla perizia suppletiva e di variante per la realizzazione di un centro per la lavorazione e il confezionamento delle carni pari ad un maggior importo di Lit. 381.000.000;
  • affidamento al dott. Emidio Sfredda dell’incarico per una verifica economico-finanziaria e gestionale della Trento Carni S.c.a r.l., in considerazione dell’importante ruolo che la cooperativa riveste nell’economia agricola provinciale del settore zootecnico. L’onorario presentato fu di Lit. 4.000.000 oltre all’IVA nella misura di legge;
  • L.P. 04.09.78 n.36 Progetto provinciale di commercializzazione a favore della carne del Trentino. Aumento dal 25% al 50% del contributo sulla spesa ammessa (Lit. 510.000.000 di contributo su Lit. 1.020.000.000 di spesa ammessa nel 1993).

    Bisogna considerare che la Provincia autonoma di Trento deve sostenere l’ulteriore costo previsto ai sensi fiscali dell’ I.V.A. al 19%;

  • saldo del contributo Lit. 131.328.000 sulle somme accantonate a titolo di autofinanziamento (di cui all’Art. 41 della L.P. 31.08.1981 n.17) e ritenuta congrua per sopperire al fabbisogno di capitale circolante previsto per la conduzione e la corresponsione di acconti ai soci;
  • contributo di Lit. 225.271.000 sulla somma accantonata a titolo di autofinanziamento (di cui all’Art. 41 della L.P. 31.08.1981 n. 17) e ritenuta congrua per sopperire al fabbisogno di capitale circolante previsto per la conduzione e la corresponsione di acconti ai soci;
  • modifica della deliberazione n. 19505 del 23.12.1993 avente per oggetto la L.P. 31.01.81 n.17. Rettifica delle somme effettivamente accantonate a titolo di autofinanziamento;
  • proroga dei termini per il completamento dei lavori per la realizzazione di un centro per la lavorazione ed il confezionamento delle carni (contributo per 10 anni di Lit. 103.200.000 annui - proroga al 30.06.1995) e per il perfezionamento degli acquisti di attrezzatura (contributo di Lit. 150.000.000 - proroga al 31.12.1994);
  • proroga di quattro mesi del periodo di realizzazione del progetto di commercializzazione a favore della carne del Trentino. In attesa delle decisioni del Servizio Commercio a seguito di una serie di accertamenti e verifiche atte a chiarire la legittimità della Cooperativa Trento Carni a gestire per conto della Provincia autonoma di Trento le risorse della L.P. 36/78 per la valorizzazione del marchio "Carne del Trentino";
  • revoca del contributo annuo costante di Lit. 103.200.000 a seguito della mutata situazione che vede il trasferimento dello stabilimento per la lavorazione e il confezionamento delle carni fuori dal territorio provinciale (Brescia);
  • revoca del contributo relativo all’acquisto di attrezzature Lit. 150.000.000;
  • non accoglimento della domanda presentata ai sensi della L.P. 31.08.81 n. 17 sulle somme accantonate a titolo di autofinanziamento ammissibili a contributo: Lit. 1.275.000 !;
  • non accoglimento della domanda, presentata ai sensi della L.P. 15.12.1972 n. 28 il 31 dicembre 1993, relativa all’ampliamento dell’edificio per la cui costruzione era già stato concesso un contributo annuo costante poi revocato a causa del trasferimento dello stabilimento nella provincia di Brescia.
  • C.A.B.I.

  • Il giorno 30 ottobre 1989 viene costituita a Verona la C.A.B.I. S.c.a r.l. con sede sociale in Zimella (VR) via Larga 2 innanzi al Dott. Fulvio BIDELLO notaio.

    Il Consiglio di Amministrazione per il primo triennio sociale è così composto: NARDI Livio (Presidente), POMPELE Giovanni (Vicepresidente), CORTESE Carlo (Consigliere) e del Collegio Sindacale fanno parte i signori: LUNARDI Beniamino, NICOLIN Giorgio, ZANINELLO Giuseppe, VANZAN Luigi e MAULE Lino.

    Si approva anche lo statuto nel quale si riporta che: "La società non ha finalità di lucro. Essa si propone gli scopi seguenti: 1) l’allevamento di bestiame bovino ed il suo ingrasso; 2) l’acquisto, sia in Italia che all’estero, per esigenze sociali ed eventualmente dei soci, di capi di bestiame bovino con le conseguenti operazioni di importazione e le successive vendite anche per conti dei soci di animali ingrassati...."

    Il bilancio chiuso al 31.12.90 presenta un risultato positivo di Lit. 347.625. I ricavi sono pari a Lit. 101.216.542, le rimanenze finali a Lit. 423.004.000, i debiti verso fornitori a Lit. 622.942.702, i crediti a Lit. 120.447.686. La relazione del Consiglio di Amministrazione riporta: "L’attività sociale nell’esercizio ‘90 è stata indirizzata alla commercializzazione del bestiame. L’andamento negativo che si è riscontrato nel mercato della carne non ci ha permesso di avere risultati apprezzabili. Riteniamo comunque che l’attività di allevamento se programmata potrà avere risultati positivi. Per questa ragione nel corso del 1990 abbiamo ampliato il n. dei soci al fine di avere la possibilità di avere un maggior n. di capi bovini a disposizione. E’ intenzione del consiglio continuare nella gestione della commercializzazione del bestiame da carne al fine di essere sempre presenti sul mercato della carne. ..."

    E’ importante far notare che la relazione del Consiglio di Amministrazione è firmata da BUTTERINI Domenico come presidente e la relazione del Collegio sindacale da BUTTERINI Domenico e da BERASI Mariano.

    Con atto depositato alla Sezione Commerciale del Tribunale di Verona il 18.12.1991 viene trasferita la sede sociale da Zimella (VR) via Larga n.2 a Riva del Garda (TN) in via Grez n. 78. Si certifica: "che la società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione ... il cui Presidente e legale rappresentante è il sig. BUTTERINI Domenico ...".

    Nel 1991 le vendite sono pari a Lit. 26.348.413.811, le rimanenze finali ammontano a Lit. 11.451.293.842, i debiti verso fornitori a Lit 14.344.006.025 e i crediti a Lit. 4.464.880.254. Il bilancio chiude con un utile d’esercizio di Lit. 340.622 e dalla relazione del Consiglio di Amministrazione si evince che: "L’attività esercitata nel corso dell’esercizio 1991 è stata indirizzata prevalentemente alla commercializzazione dei capi bovini. Purtroppo l’andamento negativo del mercato della carne non ci ha permesso di raggiungere i risultati che ci eravamo prefissati l’anno scorso. Riteniamo comunque che l’attività di allevamento nel prossimo esercizio possa avere risultati soddisfacenti. Di comune accordo è nostra intenzione proseguire nella gestione della commercializzazione del bestiame da carne con lo scopo di essere presenti e farci conoscere sul mercato della carne. ... Al passivo il Capitale sociale ammonta a lire 6.400.000. L’aumento rispetto all’anno precedente è dovuto all’inserimento di nuovi soci per poter così avere un maggior numero di capi bovini a disposizione."

    Nel 1992 le vendite scendono a Lit. 10.939.220.280, le rimanenze finali sono pari a Lit. 13.985.431.984, il saldo clienti è di Lit. 3.578.578.414 mentre quello fornitori è di Lit. 13.915.733.926. L’esercizio si chiude con una perdita di Lit. 645.714. Dalla relazione del Consiglio di amministrazione si evince che, come per gli anni precedenti, l’attività della società è quella dell’allevamento di bovini da carne. " (...) Il mercato in flessione purtroppo non ci ha permesso di realizzare quanto previsto agli inizi dell’anno, ma nonostante tutto siamo riusciti a contenere la perdita. Di comune accordo è comunque nostra intenzione proseguire nella gestione di allevamento fiduciosi in una ripresa del mercato e con l’intenzione di essere sempre presenti sul mercato della carne. A tale proposito a fine anno abbiamo acquistato un ramo d’azienda agricolo per poter così, durante il 1993, avere a disposizione un grosso numero di capi per completare al meglio la nostra attività, di allevamento oltre all’apporto del bestiame da parte dei soci."

    Il 20 aprile 1993 alle ore 18.00 presso la sede sociale della Cooperativa si è riunita l’assemblea Sociale della Cooperativa C.A.B.I. per deliberare sul seguente ordine del giorno: Recepimento nello statuto sociale delle disposizioni relative alla Legge n.59 del 31.01.1992 (nuove norme in materia di società cooperativa).

    "All’ora indicata sono presenti tutti i 35 soci componenti la cooperativa ed in particolare i Sigg,: DALPONTE Candido, ONORATI Enrico, BERASI Armando, BUTTERINI Domenico, BALDRACCHI Fabio, BERASI Mariano, MAULE Lino, VANZAN Luigi, PADOA Enrico, GUGLIELMI Giacomo, GUGLIELMI Bruno, NARDI Livio, ZANINELLO Giuseppe, POMPELE Giovanni, URBANI Luciano, LUNARDI Beniamino, NICOLIN Giorgio, Az. Agr. La Quercia, Az. Agr. La Rinascita, RIOLFATTI Eros, Az. Agr. Onorati Guido, S.A.C. di Butterini, Az. Agr. Berasi F.lli, Az. Agr. S. Zeno, Az. Agr. Cadria, Az. Agr. Berti Giuseppe, Az. Agr. Maso Clena, Az. Agr. Cortese Carlo, Az. Agr. La Selva, Az. Agr. Dei Berici, Az. Agr. Doro Bruno, DAL PONTE Tullio, Az. Agr. Baschirotto Ivano e Graziano, Az. Agr. Baschirotto Rinaldo e Paolo, Az. Agr. Maran Pietro.

    E’ presente l’intero Collegio Sindacale rappresentato dai Sindaci effettivi Sigg. LUNARDI Beniamino, NICOLIN Giorgio, ZANINELLO Giuseppe.

    Assume la Presidenza dell’assemblea, per incarico della stessa, il Sig. BUTTERINI Domenico ... e dichiara validamente aperta la seduta e costituita l’assemblea ..." che approva all’unanimità le modifiche proposte.

    L’art. 2 dello Statuto che non subisce modifiche riporta ancora: "La Società non ha fini speculativi. Essa si propone gli scopi seguenti:

    1. l’allevamento di bestiame bovino ed il suo ingrasso;
    2. l’acquisto, sia in Italia che all’estero, per esigenze sociali ed eventualmente dei soci, di capi di bestiame bovino con le seguenti operazioni di importazione e le successive vendite anche per conto dei soci degli animali ingrassati;
    3. la costruzione di impianti necessari alle attività sociali;
    4. l’acquisto e la assunzione di affittanza di fondi rustici per consentire la produzione di foraggere per l’alimentazione del proprio bestiame;
    5. la promozione di tutte le iniziative utili agli scopi sociali e l’attuazione di tutte le forme di assistenza anche tecnica e di previdenza previste dalla legge, a favore dei soci per il progressivo perfezionamento ed d’incremento della produzione agricola;
    6. la promozione del credito a favore dei soci per lo svolgimento delle loro attività accedendo ai finanziamenti agevolati previsti dalla legge dello Stato, della regione, Provincia e Comunità Economica Europea;
    7. l’utilizzo di finanziamenti da parte dei soci per la gestione sociale;
    8. la partecipazione, in quanto consentita, ad altre Società aventi oggetto analogo od affine al proprio..."
  • Inoltre l’art. 3 stabilisce che: "la Società potrà sottoscrivere quote o azioni o partecipazioni di Società, Enti, Istituti, Organismi consortili e federativi in qualsiasi forma costituiti, le cui finalità non siano in contrasto con gli scopi sociali, aderire ad organismi cooperativi di secondo grado sia regionali che provinciali, nonché a Consorzi e Società o ad organismi europei ed extraeuropei purché non in contrasto con gli scopi sociali, e si potrà avvalere delle prestazioni e dei servizi forniti da tali organismi."

    In data 30 aprile 1993 "... presso la sede sociale della cooperativa si riunisce l’assemblea ... che dopo una approfondita discussione delibera di approvare il bilancio, la relazione accompagnatoria e la copertura della perdita con l’utilizzo del fondo di riserva e integrazione da parte dei soci."

    Il 28 luglio 1993 (ad ore 18.00), non presso la sede sociale di Riva del Garda, ma bensì in Sommacampagna (VR) si riunisce l’assemblea dei soci per deliberare sui seguenti punti all’ordine del giorno: 1) Dimissioni del Collegio Sindacale; 2) Nomina del Collegio Sindacale. Dal verbale dell’assemblea si rileva che: "Il Presidente (BUTTERINI Domenico) espone ai presenti che i sindaci LUNARDI Beniamino, NICOLIN Giorgio e ZANINELLO Giuseppe hanno rassegnato le proprie dimissioni per motivi personali, recedendo contemporaneamente da soci della cooperativa. Dopo una breve discussione l’Assemblea decide di eleggere il nuovo Collegio Sindacale. Nomina per il prossimo triennio il Sig. TREGGIARI Stefano con funzione di presidente, i Sig. MARTINI Anna Lisa e SEGATA Aldo con funzione di sindaci effettivi. Si mantengono invariati i sindaci supplenti."

    Una data importante per la società è sicuramente il 29 luglio 1993 (ad ore 18.31), infatti, come si legge nel Verbale di Assemblea Straordinaria; " (...) in Verona (...) innanzi a me Dott. Fulvio Bidello Notaio in Verona (...), è presente BUTTERINI Domenico (...) lo stesso (...) nella sua dichiarata qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione della società C.A.B.I. S.c.a. r.l. (...) mi chiede di verbalizzare le deliberazioni dell’assemblea straordinaria della società stessa.

    All’uopo assume la presidenza dell’assemblea esso costituito, nella predetta qualità, il quale constata:

    - che è stata regolarmente convocata, a norma di statuto, l’assemblea straordinaria della predetta società per il giorno 28 luglio 1993 alle ore 12, in prima convocazione, e per questo giorno e luogo alle ore 17, in seconda convocazione;

    - che l’assemblea in prima convocazione è andata deserta;

    - che in rappresentanza del capitale sociale sono presenti n. 4 soci (2 soci e 2 deleghe !) su un totale di dodici soci e precisamente il Sig. Armando BERASI e la società "C.A.L. Soc. Coop. a r.l." in persona del suo rappresentante legale, nonché la società "AGRICOLA LA SELVA S.N.C." e "AGRICOLA DEI BERICI S.A.S." per deleghe scritte depositate in atti sociali;

    - che per il Consiglio di Amministrazione è presente il costituito, quale Presidente;

    - che per il Collegio Sindacale sono presenti il Sig. Stefano TREGGIARI, quale Presidente, ed il Sig. Aldo SEGATA, quale Sindaco Effettivo (nominati Sindaci il giorno prima !);

    - che, pertanto, a norma dell’art. 16 del vigente statuto sociale, può dirsi validamente costituita l’assemblea straordinaria della predetta società, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

    - modifica dell’art. 17 dello statuto sociale per differenziazione di voto fra persone fisiche e persone giuridiche;

    - modifica dell’art. 19 dello statuto sociale relativamente al numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione

    Sul primo punto posto all’O.d.g. prende la parola il Presidente, il quale illustra all’assemblea (2 soci presenti su dodici e 2 deleghe!) l’opportunità di differenziare il numero dei voti spettanti ai soci persone giuridiche nelle assemblee, il tutto a prescindere dalle quote di capitale sottoscritte. In proposito il Presidente, propone di stabilire che i soci persone giuridiche possano esprimere nelle assemblee cinque voti contro il voto singolo del socio persona fisica, e, conseguentemente di modificare l’art. 17 dello statuto come segue: "...Ciascun socio persona fisica ha diritto ad un voto, mentre il socio persona giuridica ha diritto a cinque voti, qualunque sia la quota sociale sottoscritta. I soci hanno facoltà di farsi rappresentare da altri soci mediante delega scritta. Ciascun socio può rappresentare non più di due soci. L’assemblea, previa discussione sulla proposta fatta dal Presidente, ad unanimità, delibera di stabilire che nelle assemblee i soci persone giuridiche possano esprimere cinque voti, contro il voto singolo dei soci persone fisiche..."

    L’assemblea delibera inoltre di "... prevedere che il Consiglio di Amministrazione possa essere composto da un minimo di tre ad un massimo di cinque membri... "

    Il bilancio al 31/12/93 chiude con una perdita di Lit. 1.060.377.748. I ricavi sono balzati a Lit 27.033.390.518, e le rimanenze azzerate; i crediti verso clienti ammontano a Lit. 13.920.735.752 , e i debiti verso fornitori ammontano a Lit. 10.724.228.591.

    Dalla nota integrativa al bilancio chiuso il 31.12.1993: "Anche per il 1993 la nostra cooperativa ha indirizzato la propria attività sull’allevamento bovino.

    Non sono stati raggiunti però, nonostante la cooperazione completa di tutti i soci della cooperativa, i risultati previsti all’inizio dell’anno. Tutto questo dovuto alla flessione del mercato bovino da carne non ci ha permesso di ottenere i margini di contribuzione di vendita tali da non creare perdite sulla gestione di allevamento.

    Il risultato di esercizio non preventivato ha portato la compagine societaria, su proposta anche del collegio sindacale, di porre in liquidazione nel corso del 1994 la cooperativa al fine di limitare le esposizione finanziarie date da una attività che si rileva non più di utilità per i soci."

    Nel 1994 i Ricavi sono stati pari a Lit. 103.856.459, la società ha ricevuto contributi dall’A.I.M.A. per Lit. 11.257.409 i crediti ammontano a Lit. 9.475.529.907 mentre i debiti a Lit. 9.681.402.384. La perdita d’esercizio risulta pari a Lit. 149.456.224. Dalla nota integrativa al bilancio chiuso il 31.12.1994 emerge che: "...visti i risultati dell’esercizio precedente e il perdurare della crisi del mercato bovino la società in data 27.06.1994 è stata messa in liquidazione. La perdita sarà coperta con versamento del socio FORNASOTTO."

    Il sig. BERASI Armando è il Liquidatore unico della società come da verbale dell’Assemblea straordinaria rogato dal notaio Fulvio BIDELLO di Verona in data 27 giugno 1994.

    Dalla Relazione del Collegio Sindacale si rileva l’assenso dello stesso, sigg.ri TREGGIARI Stefano e MARTINI Anna Lisa, all’approvazione del Bilancio, e curiosamente si evidenzia che i Sindaci concordano con la proposta avanzata dal Liquidatore in merito alla copertura della perdita d’esercizio.

  • C.A.L. S.c.a r.l.

  • Il 17 novembre 1988, in Noventa Vicentina dinanzi al notaio dr. Oscher Andriolo, si sono costituiti i signori: DAL FITTO Luigi, ZANINELLO Vittorio, ZANINELLO Giuseppe, MAULE Luigi, DORO Loretta, URBANI Luciano, MAULE Lino, CASTELLAN Mariella, TADIELLO Gianemilio, che hanno convenuto di stipulare una società cooperativa a responsabilità limitata sotto la denominazione "C.A.L. Soc. Coop. a r.l."con sede in San Germano dei Berici Via Campolongo n. 40. L’amministrazione della società viene affidata, per i prossimi tre esercizi, ad un Consiglio di Amministrazione, composto da tre membri, nominato nelle persone dei signori MAULE Lino, ZANINELLO Giuseppe e URBANI Luciano ... i quali riuniti in Consiglio nominano a Presidente il sig. MAULE Lino e a Vice Presidente il signor ZANINELLO Giuseppe. ... A comporre il Collegio Sindacale ... vengono nominati per acclamazione chiamati i signori: NARDI Livio, POZZA Rag. Graziano, POMPELE Giovanni (Sindaci effettivi), mentre NICOLIN Gianfranco, CORTESE Carlo sono i Sindaci supplenti, a comporre il collegio dei Probiviri sono chiamati SARTORI dr. Giuseppe, BIGI arch. Massimo e VIGOLO avv. Gaetano.

    Il 27 aprile 1990 ad ore 15.00 avanti il notaio Paolo Piccoli di Trento, è convocata, in seconda convocazione l’Assemblea straordinaria della società " ... per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno: 1) trasferimento sede legale, 2) cambio ragione sociale, 3) aumento membri del Consiglio di Amministrazione. Del "... Consiglio di Amministrazione sono presenti, ... MAULE Lino (Presidente del Consiglio di Amministrazione) ... ZAINELLO Giuseppe e URBANI Luciano, che del Collegio Sindacale sono presenti i signori: POMPELE Giovanni (sindaco effettivo), che sono presenti n. 11 (undici) soci su complessivi n. 19 (diciannove) soci aventi diritto di voto..." "... Il Presidente, conclusa la sua relazione, apre la discussione ... e dopo una breve disamina dei temi proposti, l’Assemblea all’unanimità delibera di trasferire la sede della Società da "San Germano dei Berici (VI), via Campolongo n. 40" a "Tenno, loc. Canale di Ville del Monte (TN)"; di non modificare la ragione sociale mantenendo la denominazione attuale ...; di aumentare il numero dei membri del Consiglio di Amministrazione da tre a cinque, nominando consiglieri i signori: BERASI Armando ...; ONORATI Enrico... ".

    Lo statuto, modificato rispetto all’originale, riporta all’art. 2 che "la società non ha finalità speculative. Essa si propone gli scopi seguenti:

    1. l’allevamento di bestiame bovino ed il suo ingrasso,
    2. l’acquisto, sia in Italia che all’estero, per esigenze sociali ed eventualmente dei soci, di capi di bestiame bovino con le conseguenti operazioni di importazione e le successive vendite anche per conto dei soci degli animali ingrassati,
    3. la eventuale gestione di un macello per la possibile macellazione dei capi ingrassati della Società e la vendita della carne e prodotti derivanti dalla stessa macellazione,
    4. la costruzione di impianti necessari alle attività sociali,
    5. l’acquisto e la assunzione in affittanza di fondi rustici per consentire la produzione di foraggere per l’alimentazione del proprio bestiame,
    6. la promozione di tutte le iniziative utili agli scopi sociali e l’attuazione di tutte le forme di assistenza anche tecnica e di previdenza previdenza previste dalla legge, a favore dei soci per il progressivo perfezionamento ed incremento della produzione agricola,
    7. la promozione del credito a favore dei soci per lo svolgimento delle loro attività. accedendo ai finanziamenti agevolati previsti dalla legge dello Stato, della regione, Provincia e Comunità economica Europea,
    8. l’utilizzo di finanziamenti da parte dei soci per la gestione sociale,
    9. la partecipazione ad altre Società consentite aventi oggetto analogo od affine al proprio,
  • La società potrà compiere inoltre tutte le operazioni di carattere mobiliare ed immobiliare necessarie al raggiungimento dello scopo sociale."

    L’art. 3 dello Statuto recita che: "la società potrà sottoscrivere quote o azioni o partecipazioni si Società, Enti, Istituti, Organismi consortili e federativi in qualsiasi forma costituiti, le cui finalità non siano in contrasto con gli scopi sociali, aderire ad organismi cooperativi di secondo grado sia regionali che provinciali, nonché a Consorzi e Società o ad organismi europei ed extraeuropei purché non in contrasto con gli scopi sociali, e si potrà avvalere delle prestazioni e dei servizi forniti da tali organismi."

    L’esercizio 1990 chiude con un risultato positivo di Lit. 199.746. Il bilancio riporta un valore differente rispetto alla relazione del Collegio Sindacale (Lit 199.599).

    I ricavi ammontano a Lit. 18.869.932.086 le Rimanenze finali a Lit. 7.579.319.973, i crediti verso clienti a Lit. 5.864.984.700 mentre nel passivo dello stato patrimoniale si evidenziano debiti verso fornitori per Lit. 5.695.898.217 e debiti verso soci finanziatori per Lit. 7.097.500.444. Dalla relazione del Consiglio di Amministrazione si rileva che: "L’attività sociale nell’esercizio ‘90 è stata indirizzata alla commercializzazione del bestiame bovino e all’allevamento dello stesso. L’andamento negativo che si è riscontrato nel mercato della carne non ci ha permesso di avere risultati apprezzabili e per questa ragione il Consiglio di Amministrazione ha deciso di ridurre l’attività sociale con la vendita del magazzino presente al 31.12.90 al fine di permetterci di recuperare almeno i costi sostenuti per l’acquisto del bestiame e di non effettuare alcuna rimonta di bestiame in attesa di una ripresa del settore."

    E’ da notare, e non è la prima volta, una differenza tra il risultato d’esercizio risultante dal bilancio e quello che compare dalla relazione del Collegio Sindacale. Tale aspetto evidenzia, la diligenza e la precisione che gli Amministratori usano per amministrare la società!

    Il 29 luglio 1990 presso la sede sociale alle ore 12 si è riunito il Consiglio di Amministrazione della cooperativa per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

    1) Dimissioni Presidente, 2) Elezione Presidente consiglio di Amministrazione, 3) Deleghe attribuzioni del Consiglio (...).

    Assume la presidenza il sig. MAULE Lino il quale constata la presenza di tutti i consiglieri e dei Sindaci NARDI Livio e POMPELE Giovanni che giustificano l’assenza del Sindaco POZZA rag. Graziano ... Il signor Maule Lino espone ai presenti i motivi che lo inducono a dimettersi dalla carica di Presidente dando comunque la propria disponibilità a ricoprire altre cariche societarie. Il Consiglio ... accetta le sue dimissioni e nomina ... Presidente del Consiglio di Amministrazione il sig. ONORATI Enrico ... Il Consiglio di Amministrazione esaminata anche la propria struttura finannziaria in rapporto alla zona in cui operano i propri soci, delega a rappresentare la società in tutti i rapporti con gli Istituti di credito: 1) il sig. ONORATI Enrico e in caso di su assenza e/o impedimento il sig. BERASI Armando per i rapporti aperti nel Trentino e 2) il sig. MAULE Lino e in caso di sua assenza e/o impedimento disgiuntamente fra loro i sig. VANZAN Luigi e NARDI Livio per i rapporti aperti con il Veneto."

    Il bilancio chiuso il 31.12.1991 chiude con un risultato negativo di Lit. 47.916.552. La relazione del Consiglio di Amministrazione evidenzia: "La decisione di procedere alla vendita del bestiame senza fare più nessuna attività di allevamento è stata opportuna. Il mercato bovino di carne è stato anche per il 1991 negativo e a parte i primi mesi del 1992 si presenta a tutt’oggi negativo e pertanto stiamo valutando l’eventualità di chiudere definitivamente la nostra attività perché non più conveniente. La perdita è stata contenuta ed è dovuta a spese societarie e oneri finanziari. Detta perdita dovrà essere appianata mediante versamento da parte dei soci". I ricavi ammontano a Lit. 7.034.747.616, [le rimanenze iniziali erano però pari a Lit. 7.579.319.973] le rimanenze si azzerano, i crediti verso clienti ammontano a Lit. 883.292.922 mentre i debiti verso fornitori sono pari a Lit. 937.219.144.

    L’esercizio chiuso al 31.12.1992 chiude con una perdita del Lit. 14.046.876. Dalla relazione del Consiglio di Amministrazione si evince che: "Anche quest’anno la cooperativa non ha svolto attività di allevamento, e visto l’andamento del mercato del bovino da carne nell’arco dell’anno, possiamo dire che è stata la scelta più opportuna. Speriamo comunque in una ripresa del mercato nel 1993 in modo da poter impostare una certa attività della cooperativa, non costringendoci così a chiudere la nostra attività come già prospettato nel corso di quest’anno. Gli sforzi fatti da tutti i soci, ha permesso l’appianamento delle perdite del 1991, e di contenere quella del 1992, dovuta sostanzialmente a spese societarie e oneri finanziari. La perdita del 1992 dovrà essere anche questa appianata mediante versamento da parte dei soci." Al 31.12.1992 le vendite commerciali ammontavano a Lit. 8.700.840, i debiti verso fornitori a Lit. 52.487.781 e i crediti verso clienti a Lit. 13.266.200.

    E passiamo all’anno fatidico per la C.A.L. il 1993.

    Dalla Nota integrativa al bilancio chiuso il 31.12.1993 si rileva che: "la ... cooperativa nel corso del 1993 ha analizzato diverse prospettive di mercato. Ci siamo concentrati sulla commercializzazione del bovino da carne, cedendo un ramo d’azienda agricolo riguardante l’allevamento del bestiame. Così facendo abbiamo ottenuto soddisfacenti risultati anche se non pienamente centrati, tenendo in considerazione che per tutto il 1993 il mercato della carne bovina ha subito un forte ribasso.

    C’è comunque da sottolineare, che al momento di cedere la ns. attività agricola d’allevamento per poter concentrare tutta la nostra potenzialità sul commercio del bovino da carne, la ns. previsione era ben diversa da quella realmente realizzata, non avendo tenuto conto della possibile crisi di mercato. Nonostante tutto ciò, ci è stato possibile chiudere il bilancio a pareggio, ma si è vagliata l’ipotesi di cessare l’attività perché risultata da una nostra analisi non più di utilità per i soci della Cooperativa."

    Da una sommaria analisi del bilancio si evidenziano ricavi per Lit. 24.137.246.992 (contro gli 8.569.157 dell’esercizio precedente), crediti per Lit. 3.206.186.747 e debiti per Lit. 3.471.567.933 e interessi di mora per Lit. 196.544.067.

    Si ricorda che la società è in liquidazione e il Liquidatore è l’onnipresente BERASI Armando.

  • ALPE ALLEVA S.C.A R.L.

  • Il giorno 29 novembre 1991 innanzi al Notaio dott. Paolo Piccoli in Trento sono presenti i sigg.ri ONORATI Enrico, BERASI Armando, BUTTERINI Domenico, LOMBARDI Claudio, BALDRACCHI Fabio, BERASI Mariano, MAULE Lino, VANZAN Luigi, e PADOA Enrico i quali convengono e stipulano di costituire una Società Cooperativa a Responsabilità Limitata con la denominazione "ALPE ALLEVA S.c.a r.l.". La società ha sede in Bleggio Inferiore, fraz. Comighello n. 10. L’art. 4 dell’Atto Costitutivo recita che. "La Società, senza finalità speculative, si propone di far partecipare i propri soci ai benefici della mutualità, col promuovere, nel loro interesse, il sostenimento, la valorizzazione e l’incremento della produzione agricola mediante l’attività di alpeggio diretto e in soccida per i soci, produzione, lavorazione, macellazione, trasformazione, commercializzazione dei prodotti agricoli dei propri associati.

    A tal fine potrà tra l’altro:

    1) effettuare tutte le iniziative dirette ad agevolare, l’attività dei soci nonché a perfezionarla al fine di ridurre i costi;

    2) acquistare, affittare e gestire direttamente o per conto dei soci, malghe stalle e fondi rustici, al fine di migliorare l’utilizzo degli alpeggi da parte dei soci;

    3) raccogliere, lavorare, macellare, trasformare conservare il bestiame, le carni e i loro derivati in appositi stabilimenti;

    4) commercializzare all’ingrosso e al minuto tutti i prodotti alimentari di sua produzione o conferiti dai soci, diffondendoli all’interno ed all’esterno per incrementarne la vendita perseguendo le più moderne tecniche di marketing e costituendo una idonea organizzazione commerciale;

    5) favorire la tipicizzazione dei prodotti dell’allevamento in realizzazione alle esigenze del mercato, alla evoluzione dei consumi ed alla specializzazione produttiva;

    6) provvedere all’allevamento di animali di qualsiasi specie anche per una migliore utilizzazione dei sottoprodotti delle lavorazioni nonché alla conduzione dei fondi agricoli;

    7) provvedere all’acquisto di materia prima, limitatamente ai quantitativi che, in caso di insufficiente conferimento da parte dei soci, si rendessero indispensabili per far fronte agli impegni assunti o per assicurare l’efficienza della gestione sociale;

    8) istituire, acquistare, costruire, gestire o affittare stabilimenti, impianti, magazzini ed attrezzature atti al raggiungimento degli scopi sociali.

    La Società potrà compiere tutte le operazioni commerciali, finanziari, immobiliari atte al raggiungimento degli scopi sociali, nonché assumere partecipazioni in altre Società, anche di capitale, enti o imprese aventi scopi analoghi o affini. (...) La società opera nella provincia di Trento e provincie limitrofe."

    L’art. 8 sancisce che: " Il Consiglio di Amministrazione è composto da 3 (tre) a 5 (cinque) membri eletti dall’assemblea fra i soci a maggioranza relativa di voti (...)".

    "I costituiti, in prima assemblea, (art. 9) procedono alla elezione delle cariche sociali e all’unanimità risultano eletti a componenti del Consiglio di Amministrazione i signori: LOMBARDI Claudio (Presidente), VANZAN Luigi (Vicepresidente), BALDRACCHI Fabio (Consigliere). Mentre "a comporre il Collegio Sindacale vengono chiamati all’unanimità i signori: BUTTERINI Domenico (Presidente), BERASI Mariano (Sindaco effettivo), MAULE Lino (Sindaco effettivo), ROSSI Alessandro (Sindaco supplente), PRATI Maria Assunta (Sindaco supplente)." A comporre il Collegio di Probiviri (art. 11) "vengono chiamati i signori: ONORATI Guido, LUCHESA Rosetta, PRATI Silvano."

    Dal verbale del Consiglio di Amministrazione al bilancio chiuso al 31 dicembre 1991 non si evidenzia nulla di particolare (la società ha un mese di vita) tranne che: "Purtroppo data la nostra inesperienza nel settore ci vediamo costretti a prolungare i tempi di avviamento della nostra attività per non correre il rischio di trovarci impreparati difronte alle diverse problematiche che si presentano"

    Il 30 dicembre 1992 ad ore 21.30 presso la sede sociale della Cooperativa si è riunita l’assemblea totalitaria dei soci per nominare il nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione nella persona di ZANONI Claudio, causa il decesso del Presidente LOMBARDI Claudio.

    Dal verbale del Consiglio di Amministrazione al Bilancio chiuso al 31.12.1992 si rileva che: "... il bilancio chiude con un utile di L. 103.179 ... Nel corso di quest’anno abbiamo sondato il mercato del bovino da carne con risultati poco soddisfacenti. Purtroppo la flessione del mercato della carne ci preoccupa, ma siamo fiduciosi che già a partire dai primi mesi del 1993 ci sarà una netta ripresa. La situazione patrimoniale ed economica che Vi sottoponiamo non ha grandi scostamenti rispetto al 1991." Le vendite sono pari a Lit. 1.170.543.314, i crediti vs. clienti ammontano a Lit. 181.724.045 e ci sono debiti vs. fornitori per Lit. 227.027.905.

    Il 24 febbraio 1994 si riunisce l’assemblea totalitaria per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno: "dimissioni presidente e nomina nuovo presidente. Assume la presidenza il signor ZANONI Claudio, il quale constata la presenza dell’intero collegio sindacale nelle persone di: BUTTERINI Domenico, BERASI Mariano e MAULE Lino e l’intero Consiglio di Amministrazione nelle persone di: VANZAN Luigi e BALDRACCHI Fabio ... Sull’ordine del giorno prende la parola il presidente ZANONI Claudio, il quale rassegna le proprie dimissioni dall’incarico per l’impossibilità di seguire da vicino l’attività della Cooperativa e fa presente che si rende necessario provvedere alla nomina di un nuovo Presidente. (...) L’assemblea (...) delibera di nominare, quale nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione che durerà in carica per il prossimo triennio o revoca da arte dell’assemblea, in persona del signor: BERASI Cesare."

    Il 1993 è l’anno che vede il boom della società. Le vendite raggiungono i 63.173.492.336, le rimanenze finali ammontano a Lit. 30.191.378.939, la società riceve contributi in conto esercizio per Lit. 759.107.415, i crediti ammontano a Lit. 20.563.890.838 e i debiti a Lit. 63.435.919.488.

    Dalla Nota integrativa si rileva che: "l’esercizio chiuso al 31/12/93 è stato caratterizzato da una interessante richiesta di bovini maturi nella prima parte dell’anno per i capi allevati fuori dalla provincia di Verona a causa dell’epidemia di afta - epizootica riscontrata nella zona veneta.

    Successivamente il mercato si è progressivamente raffreddato portando addirittura delle grosse difficoltà per la parte di produzione conferita alla Trento Carni s.c.r.l. per la quale prevediamo in forte conguaglio negativo a cui dovranno far fronte i soci conferenti del trentino. Questo fatto ha indotto la quasi totalità dei soci ad abbandonare la cooperativa preferendo altre strutture per continuare la loro attività. Pertanto per il 1994 prevediamo di portare ad esaurimento i capi allevati in attesa di aver l’opportunità di ricominciare l’attività con forme diverse di allevamento.

    La ... società opera nel settore zootecnico di allevamento e nel corso del 1993 ha conferito per circa 7,288 miliardi alla società Trento Carni s.c.r.l. Detto importo sarà rettificato in difetto poiché il conferimento è stato remunerato nella trasformazione ad un importo inferiore."

    Con deliberazione n. 11287 del 1994, vista la deliberazione nulla-osta n. 7645 del 4 giugno 1993 con la quale la Giunta provinciale ha autorizzato la Banca Nazionale del Lavoro con sede in Trento a concedere il prestito di esercizio dell’importo di Lit. 4.882.500.000 per la conduzione delle aziende agricole, per la durata di mesi 12, con il concorso della Provincia nel pagamento degli interessi prevedendo la scadenza dell’obbligazione nell’esercizio 1994. Si concede e si liquida, alla scadenza del 20 settembre 1994, sul prestito di esercizio per complessive Lit. 1.383.066.000 erogato dalla Banca Nazionale del Lavoro a termini dell’Art. 41 della L.P. 31 agosto 1981, n. 17 il concorso complessivo di Lit. 79.053.747.

    Con delibera 11288/94, vista la deliberazione di nulla osta n. 7645 di data 4 giugno 1993 con la quale la Giunta provinciale ha autorizzato la Banca Nazionale del Lavoro a concedere il prestito di esercizio dell’importo di Lire 4.882.500.000 per la conduzione delle aziende agricole, per la durata di mesi 12, con il concorso della Provincia nel pagamento degli interessi prevedendo la scadenza dell’obbligazione nell’esercizio 1994, si concede e si liquida alla scadenza del 25 agosto 1994, sul prestito di esercizio calcolato su complessive Lit. 3.400.970.000 corrispondente al prestito erogato dalla Banca Nazionale del Lavoro con sede in Trento a termini dell’art. 41 della L.P. 31 agosto 1981, n.17 il concorso complessivo di Lit. 216.561.487.

    Il 27 giugno 1994 presso lo studio del notaio dott. Fulvio BIDELLO in Verona, è convocata in seconda convocazione l’assemblea straordinaria ed ordinaria della Società. Sono presenti il Sig. MAULE Lino nella sua dichiarata qualità di socio della società ALPE ALLEVA Società Cooperativa a Responsabilità Limitata e come risulta dal verbale: "che in rappresentanza del capitale sociale composto da trenta soci, sono presenti sei soci e precisamente i signori Lino MAULE e Armando BERASI, di persona, le società "AZIENDA AGRICOLA LA SELVA S.N.C." con sede in Montebello Vicentino (VI), "AZIENDA AGRICOLA MONTE CAVALLO Società Semplice" con sede in Verona e "BERASI F.LLI Società Semplice" con sede in Bleggio Superiore (TN), tutte intervenute con i rispettivi legali rappresentanti, nonché il sig. Enrico ONORATI, per delega scritta depositata in atti sociali; che per il Consiglio di Amministrazione non è presente alcun Consigliere; che per il Collegio Sindacale è presente il Sindaco effettivo dimissionario sig. Lino MAULE;"... relativamente alla parte straordinaria (modifica dello statuto) e ordinaria dell’assemblea (nomina organo amministrativo e nomina dei sindaci) "... l’assemblea, in mancanza del Presidente del Consiglio di Amministrazione, ad unanimità nomina quale Presidente dell’assemblea il costituito sig. Lino MAULE, il quale sul primo punto della parte straordinaria posto all’O.d.G., prende la parola ed illustra all’assemblea come la mutata legislazione sulle cooperative e le nuove esigenze sociali, consiglino di prevedere come Organo Amministrativo, oltre al Consiglio di Amministrazione, la nomina di un Amministratore Unico. (...) Sul primo punto della parte ordinaria posto all’O.d.G., prende la parola il Presidente, il quale fa presente che l’intero Consiglio di Amministrazione ha già rassegnato le proprie dimissioni dalla carica, facendo presente all’assemblea la necessità di nominare un nuovo Organo Amministrativo. L’assemblea (...) delibera di accettare le dimissioni presentate dall’intero Consiglio di Amministrazione e ... di nominare quale nuovo Organo Amministrativo, un Amministratore Unico in persona del Sig. BERASI Cesare ... il quale rimarrà in carica per il triennio 1994-1996. Sul secondo e ultimo punto all’O.d.G. ... il Presidente informa l’assemblea sulla necessità di nominare due nuovi componenti il Collegio Sindacale a causa delle dimissioni presentate dai Sig. Mariano BERASI e Lino MAULE dalla carica di Sindaci Effettivi. L’assemblea ... ad unanimità delibera di nominare quali componenti il Collegio Sindacale i signori ANDREOLI Agostino (Sindaco Effettivo) e SEGATA Aldo (Sindaco Effettivo) e di confermare il sig. Domenico BUTTERINI, quale terzo componente del Collegio Sindacale con la carica di Presidente dello stesso: Il Collegio Sindacale così nominato rimarrà in carica per il triennio 1994-1996.

  • TRENTO ALLEVATORI S.C. a r.l.

  • Il 31 luglio 1990 innanzi al notaio dr. Paolo PICCOLI sono presenti di signori: PRATI Maria Assunta, POMPELE Giovanni, NICOLIN Gianfranco, BERASI Armando, LUNARDI Beniamino, MAULE Lino, BERASI Mariano, ONORATI Guido, PADOA Enrico, ONORATI Enrico, per costituire la Società Cooperativa TRENTO ALLEVATORI Società Cooperativa a responsabilità limitata.

    La Società, si legge nell’articolo 4 dello Statuto, senza finalità speculative, si propone di far partecipare i propri soci ai benefici della mutualità, col promuovere nel loro interesse, il sostenimento, la valorizzazione e l’incremento della produzione agricola mediante l’attività di produzione, lavorazione, macellazione, trasformazione, commercializzazione dei prodotti agricoli dei propri associati.

    I costituiti, in prima assemblea, procedono alla elezione delle cariche sociali e all’unanimità risultano eletti a componenti del Consiglio di Amministrazione i signori: BERASI Armando (Presidente), POMPELE Giovanni (Consigliere), LUNARDI Beniamino (Consigliere).

    A comporre il Consiglio Sindacale sono chiamati all’unanimità i signori: MAULE Lino (Presidente), ONORATI Guido (Sindaco effettivo), NICOLIN Gianfranco (Sindaco effettivo), PADOA Enrico (Sindaco supplente), PRATI Maria Assunta (Sindaco supplente).

    A comporre il Collegio dei Probiviri vengono chiamati all’unanimità i signori ONORATI Enrico, ROSSI Alessandro, CARLI Gianni.

    Il bilancio chiuso il 31.12.1991 e quello chiuso l’anno successivo evidenziano degli utili di scarsa significatività. Più significativa è nel bilancio 1992 la lettura del Debito verso fornitori (Lit. 12.180.641.631) del fatturato (Lit. 24.118.586.601) dei crediti verso clienti (Lit. 5.841.546.701) e delle rimanenze finali (Lit. 10.828.049.889).

    Molto interessante è la lettura del bilancio, della nota integrativa e relazione sulla gestione per l’esercizio 1993. A bilancio figura una perdita di esercizio pari a Lit. 352.624.447 (il bilancio è firmato dal Presidente del Consiglio di Amministrazione BERASI Armando) mentre la nota integrativa, firmata sempre dall’infallibile BERASI Armando, porta una perdita di esercizio pari a Lit. 549.168.514. Una differenza di 196.544.067 che forse solo l’oculato Presidente del Consiglio di Amministrazione e poi Liquidatore della Società (BERASI Armando, sempre lui) riesce a spiegare.

    Il Collegio Sindacale, attento ai suoi compiti sanciti dall’articolo 2403 del Codice Civile:

    "Il collegio sindacale deve controllare l’amministrazione della società, vigilare sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo ed accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, La corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e l’osservanza delle norme stabilite dall’articolo 2426 per la valutazione del patrimonio sociale.

    Il collegio sindacale deve altresì accertare almeno ogni trimestre la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori e dei titoli di proprietà sociale o ricevuti dalla società in pegno, cauzione o custodia.

    I sindaci possono in qualsiasi momento precedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.

    Il collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

    Degli accertamenti eseguiti deve farsi constare nel libro indicato nel n., 5 dell’articolo 2421" non muove nessun rilievo.

    Possono sembrare, come si chiamano in un’altra parte d’Italia, affari di famiglia!!!;

  •  

  • "Come considerazioni finali e dalla disamina dei bilanci e movimenti delle società richiamate in premessa si evidenzia quanto segue:

    TRENTO CARNI S.c.a r.l.

    Premesso che per un’analisi approfondita sarebbero necessari i mastrini per poter scoprire con certezza connessioni fra le varie Società, dai saldi di bilancio si evidenziano in particolare tre anomalie:

    1. ricorre nelle attività di tutti i bilanci il conto Alti crediti per importi troppo consistenti per non avere in sede di Relazione un dettaglio delle voci che lo compongono, dettaglio obbligatorio per la trasparenza di tutti i conti generici. (Potrebbe riferirsi a prelievi). Stupisce il fatto che da parte del Collegio Sindacale non ci sia nessuna richiesta di chiarimento!
    2. nel conto economico, ricorre in tutti i bilanci nei componenti negativi il conto conferimento soci, per importi che vanno dai 4.800.000.000 del 1991 ai 10.900.000.000 del 1993. Si ipotizza che si trovi nel conto economico nei costi in quanto trattasi di conferimento di merci che trovano riscontro nel conto vendite e conferimenti, ma in tal caso, salvo verifica delle fatture, si potrebbe pensare ad un fatturato fittizio;
  • PER LE ALTRE AZIENDE:

    non si rilevano anomalie nei bilanci, si rileva invece come tutte aumentino notevolmente il fatturato in coincidenza degli anni ‘91-‘92-’93 che sono gli esercizi dove la TRENTO CARNI ha anch’essa incrementi notevoli di fatturato.

    Altra coincidenza che crea sospetto è data dal fatto che le Aziende che vengono messe in liquidazione, nell’esercizio della liquidazione stessa prima di essere passate al Liquidatore, riducono ATTIVO E PASSIVO a cifre esigue ed anche il fatturato diventa pressochè nullo ponendo nella circostanza il Liquidatore nella condizione di non dover dare conto, se non sommariamente, nelle rispettive Relazioni.

    Si ribadisce che dalla visione anche di poche fatture e qualche mastrino si potrebbe tramutare in certezza quanto sopra esposto in ipotesi."

    1. esame del nuovo progetto di sviluppo e di investimento della "Trento Carni" con particolare attenzione al rapporto costi-benefici;
    2. validità dell’investimento e sopportabilità degli oneri finanziari relativi, tenendo presente l’incremento di costo sopra riportato;
    3. l’individuazione di idonei indici che consentano anche per il futuro di valutare l’andamento gestionale della Società"

    Il dott. SFREDDA ha rielaborato completamente i CONTI ECONOMICI di previsione, (forniti dall’Azienda), assumendo i dati dell’azienda solo ove possibile ed accettabile, modificando, invece, quelli non ritenuti congrui. In particolare, si legge nella relazione: "... è stato necessario modificare le voci qui di seguito precisate.

    COSTI DEL LAVORO I dati presentati non sono accettabili, sia per un errore materiale di calcolo nel costo medio per giornata del personale stagionale, sia per un organico previsto numericamente troppo inferiore a quello che ragionevolmente potrebbe attendersi da una riduzione delle ore lavorative per effetto di nuovi macchinari disponibili con gli investimenti (...). Il piano presentato da Trento Carni è sottostimato rispetto a quello rielaborato dal dott. Sfredda di Lit. 680 milioni!

    AMMORTAMENTI Allo stesso modo, la differenza tra il piano presentato da Trento Carni e quello rielaborato dal dott. Sfredda è pari a Lit. 707 milioni!

    ONERI FINANZIARI senza addendrarsi in analisi finanziarie si evidenzia una differenza tra il piano presentato da Trento Carni e quello rielaborato dal dott. Sfredda di Lire 119 milioni!

    CONSUMO DI MATERIE PRIME E SUSSIDIARIE La differenza tra il piano presentato da Trento Carni e quello rielaborato dal dott. Sfredda è pari a Lit. 376 milioni!

    Tenuto conto di tutte le correzioni eseguite prudenzialmente dal dott. SFREDDA il bilancio preventivo dell’azienda si riduce ad 1 milione di utile contro i 1.871 milioni previsti dagli "oculati" amministratori della Trento Carni. Penso che questo dato si commenti da solo sulla preparazione e capacità imprenditoriale degli amministratori della Trento Carni.

    Il GIUDIZIO FINALE D’ASSIEME elaborato dal professionista dott. SFREDDA è il seguente: "Sia per il primo triennio di attività che per le prospettive dell’immediato futuro, la situazione aziendale presenta chiaramente due aspetti nettamente distinti e di segno opposto:

    Nelle sue conclusioni SFREDDA scrive:

    (...)

    1. "Il piano di investimenti predisposto dall’azienda non solo è opportuno, ma da considerare addirittura indispensabile, per spostare l’attività verso prodotti a maggior Valore Aggiunto e puntare quindi ad un sostanziale miglioramento del rapporto costi-ricavi, che notoriamente è il punto debole dell’intero settore.
    2. Pur con qualche perplessità ed incertezza sui dati prospettici presentati, l’azienda sembra in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati (come volume d’affari) che porterebbe, come diretta conseguenza, ad un potenziamento dell’attività di allevamento bovino e ad un incremento dell’occupazione nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli.

    (...)";

  • A questo punto bisogna ricordare una cosa: la verifica economico-finanziaria del dott. SFREDDA è datata 17 dicembre 1993, il 27 giugno 1994 la TRENTO Carni viene messa in liquidazione. Ogni commento è solo superfluo!!!

    Tutto ciò premesso fino al 1995. Sarebbe interessante, anzi doveroso, che gli Organi di controllo preposti, alla luce di questa sommaria ricostruzione, accertino la legittimità delle operazioni visto che il Consigliere provinciale non può rivestire anche il ruolo di poliziotto.

  • si interroga la Giunta provinciale
    per sapere

    1. quali provvedimenti si intendono assumere per tutelare i cittadini che hanno visto erogare ingenti finanziamenti pubblici a sostegno dell’iniziativa fallimentare di cui sopra;
    2. se non si ritiene opportuno interessare dell’intera questione la Magistratura per l’individuazione di eventuali reati;
    3. se non si ritiene opportuno rivedere, almeno per il futuro, i criteri di analisi finanziaria e gli incarichi di consulenza dato che l’analisi elaborata dal dott. Sfredda si riferisce più a metodi utilizzabili per società di capitali dove i criteri di valutazione sono nettamente diversi;
    4. quanti contributi sono stati erogati fino ad oggi a tutte le cooperative in cui figurano nominativi collegati alla Società "TRENTO Carni S.c.a r.l.", alle società di cui alla premessa (pagg. 39-40-41-42) e alle stesse persone individualmente;
    5. per quali cooperative il dott. Emidio SFREDDA ha elaborato delle verifiche economico finanziarie e quante sono in procedura concorsuale (es. SATO ecc.);
    6. se non ritiene utile, in collaborazione con la Regione Trentino Alto Adige, visto la capacità imprenditoriale di taluni "personaggi" trentini, istituire dei corsi, per imprenditori "rampanti", in tema di controllo di gestione, procedure concorsuali e responsabilità civile e penale degli amministratori di società.

    A norma di regolamento si chiede risposta scritta

    Cons. Mauro DELLADIO