Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Dott. Mario Cristofolini
SEDE
Trento, 19 settembre 2000
INTERROGAZIONE N.
LINEA ELETTRICA DISMESSA E PERICOLOSA INSISTENTE SUL TERRITORIO COMUNALE DI LAVIS E DI TRENTO:
DA SMANTELLARE O DA PORRE IN SICUREZZA
Premesso che:
- il Comune di Lavis era attraversato fino al 1994-95 da una doppia linea elettrica denominata “Brennero-Trento” linea pari e linea dispari esercente la tensione nominale di 60 Kv, di proprietà delle FS S.p.A.. Tale linea venne costruita intorno agli anni ’30 con lo scopo di alimentare le stazioni di conversione della ferrovia del Brennero. Negli anni ’50 le FF.SS per alimentare le nuove stazioni di conversione costruirono le nuove linee a 132 Kv e, negli anni ’60 parte delle vecchie linee di 60 Kv vennero date in affitto al neonato Ente Nazionale per l’Energia Elettrica, al fine di alimentare delle cabine primarie, come S.Severino (TN), S. Floriano, Mezzocorona, Magnesio, ecc.;
- tutto questo fino al 1992, anno in cui il Distretto Trentino Alto Adige dell'ENEL realizzò nuovi impianti primari dismettendo le linee a 60 Kv pari e dispari ed iniziando il processo di restituzione alle F.S. S.p.A.. La pratica venne definita solo nel gennaio 1994. Nella tarda estate dello stesso anno, in seguito ad un forte temporale, sull’autostrada A22, nei pressi del casello di S. Michele, è caduta la fune di guardia fortunatamente senza provocare danni a persone e a cose, ma solo disagi agli automobilisti. Questo fatto ha spinto le FF.SS. a smontare le funi, lasciando però in piedi i tralicci senza più curarsene se non con qualche intervento alle fondazioni, dove erano ben visibili i danni provocati dal tempo ai plinti in cemento;
- allo stato attuale si trovano nel Comune di Lavis dei tralicci pericolanti, con cementificazioni che risalgono agli anni ’30 e non garantiscono più una tenuta efficiente. I tralicci da anni non vengono più trattati, né con antiruggine né con anticorrosivi, tanto che la ruggine corrode ormai visibilmente le strutture. La ruggine rischia a lungo andare di corrodere bulloni e traversine, fatto che potrebbe causare il crollo delle piramidi con conseguenze imprevedibili;
- questi sono i fatti e si ricorda in proposito la norma CEI 11-4 che in merito ai sostegni cita testualmente: “I sostegni di acciaio devono essere efficienti e protetti contro la ruggine e la corrosione, particolarmente nelle eventuali parti a diretto contatto con il terreno (fondazioni metalliche).”;
- nel novembre 1997 il dott. Tatò, Presidente delle Società Ferrovie dello Stato, venne a Trento e promise pubblicamente una razionalizzazione delle linee elettriche della Valle dell’Adige. A tutt’oggi di queste promesse non c’è più traccia, pur sapendo che diverse linee Alta Tensione sono ridondanti e potrebbero essere razionalizzate;
- una situazione analoga, si presenta anche nel comune di Trento, nel sobborgo di Gardolo: sia la collina ad est del sobborgo e la zona dei Solteri - Melta ospitano parecchi scheletri di tralicci inutilizzati;
- nei mesi scorsi le Ferrovie dello Stato hanno provveduto a spostare un traliccio nel costruendo parcheggio della piscina di Gardolo e, in questi giorni è stato realizzato, in sostituzione di quello esistente, un nuovo, e di maggiori dimensioni, traliccio nei pressi di Via Monte Calisio;
si interroga
il Presidente della Giunta Provinciale
per sapere:
1. se non si ritiene urgente intervenire presso l’Azienda Ferrovie dello Stato S.p.A. affinché vengano smantellati i tralicci, non più utilizzati, arrugginiti e probabilmente pericolosi, della linea elettrica così come identificata in premessa;
2. qualora non si volesse smantellare la linea di cui sopra, se non si ritiene di obbligare la proprietà del manufatto ad effettuare i lavori di manutenzione sui tralicci e sui basamenti per renderli sicuri come le norme prescrivono;
3. quali provvedimenti sono stati presi in questi ultimo anni per razionalizzare le linee elettriche site in valle dell’Adige;
4. per le linee elettriche nel Comune di Trento e precisamente nel sobborgo di Gardolo, quali tralicci sono stati spostati, in ottemperanza a quale normativa è avvenuto lo spostamento, se per i tralicci dismessi è previsto lo smantellamento, il termine ultimo di fine lavori ed infine se i lavori in oggetto prevedono un’innalzamento della potenza dell’elettrodotto in questione.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.