Al Presidente del
Consiglio provinciale
dott. Mario Cristofolini
SEDE
Trento, 10 dicembre 2001
ORDINE DEL GIORNO N.
Al d.d. d.d. l.l.. n. 147-148-149 “Misure collegate con la manovra di finanza pubblica per l’anno 2002”
ACQUA E RILEVAMENTI TECNICI GRATUITI
PER USI NON COMMERCIALI E DI PRESIDIO TERRITORIALE
Premesso che:
- come noto la Legge 5 gennaio 1994, n. 36 e s.m. “Disposizioni in materia di risorse idriche”, nota anche come Legge Galli, ha introdotto nella legislazione italiana il principio che tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo i criteri di solidarietà;
- con l’emanazione del D.P.R. 18 febbraio 1999 n. 238 “Regolamento recante norme per l’attuazione di talune disposizioni della Legge 36/1994 in materia di risorse idriche” e del D.Leg. 11 maggio 1999 n. 152 “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della Direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della Direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole” le disposizione della c.d. Legge Galli trovano piena operatività;
- la Provincia Autonoma di Trento disciplina con propria legge, le modalità per la concessione ed il riconoscimento di utilizzazione di acque pubbliche (art. 48 L.P. 11.09.1998 n. 10 come da ultimo modificato dall’art. 25 L.P. 22.03.2001 n. 3);
- nella Provincia autonoma di Trento, entro il 31 ottobre dovranno essere presentate le domande per la concessione preferenziale o il riconoscimento di esercizio di derivazione d’acqua da parte di coloro che le abbiano attivate prima del 3 ottobre 2000 in assenza di idoneo titolo a derivare, in applicazione proprio del nuovo regime giuridico che afferma che tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche. La concessione verrà concessa a titolo oneroso per alcune tipologie d’uso:
Tipologia d’uso |
canone annuo minimo |
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Usi domestici, igienici, antincendio e vari |
262.000 |
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Uso irriguo |
127.000 |
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Uso industriale |
103.000 |
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Uso potabile |
103.000 |
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Per produzione di forza motrice |
262.000 |
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Uso ittiogenico e irrigazione attrezzature sportive |
262.000 |
- l’imposizione di un canone, sproporzionato rispetto al valore reale della derivazione, viene percepito dalla popolazione come una forma di auto alimentazione della burocrazia e di ingiustizia;
- se da un lato si condivide la necessità di avere un catasto delle acque pubbliche aggiornato dall’altro l’operazione di rilevamento deve comportare il minimo disagio burocratico annullando l’imposizione di un canone nei momenti in cui appare evidente che dall’uso dell’acqua non deriva alcun utile industriale, artigianale o commerciale: in particolar modo quando i proprietari dei fondi e degli immobili di montagna la utilizzano per esigenze familiari;
- la difesa, la salvaguardia, il monitoraggio dell’ambiente montano è affidato anche a chi vive la montagna per periodi limitati e conseguentemente ha allacciamenti idrici per usi ridotti e per periodi limitati di tempo;
il Consiglio della Provincia autonoma di Trento
impegna la Giunta provinciale
- a garantire l’uso gratuito delle derivazioni, emungimenti e sorgenti minimali ad uso familiare, domestico e piccole attività di irrigazione o di presidio territoriale nei casi ove non esistano benefici commerciali;
- affinché i rilevamenti tecnici delle derivazioni, emungimenti e sorgenti minimali siano effettuati dagli Uffici tecnici provinciali o da liberi professionisti incaricati dalla Provincia autonoma di Trento.