Trento, 6 giugno 1995
Al Presidente del
Consiglio Provinciale
dott. Carlo Alessandrini
Palazzo Trentini
INTERROGAZIONE N.
- La proprietà non è un furto ...
ma può essere "rubata"-
Premesso che:
- la presente interrogazione vuol dare voce a chi si sente
gravemente torteggiato da un comportamento decisamente arrogante di taluni amministratori
locali che non vogliono sentire, non fanno niente per capire e sono molto distanti da chi
li ha eletti;
- molti proprietari di particelle fondiarie comprese nel
comune catastale di Roncone, localizzate nellomonimo bacino idrico, hanno subìto
esproprio nel 1984 senza ottenere alcun rimborso a seguito della delimitazione del Demanio
idrico ai sensi dellArt. 5 della L.P. n.° 18 del 8 luglio 1976;
- il livello idrico del lago di Roncone, negli anni
relativi alla regolarizzazione della delimitazione del Demanio idrico, era notevolmente
più alto del normale a causa dellincuria, abbandono e mancanza di manutenzione da
parte del Comune del canale di defluizione delle acque;
- le affermazioni di cui al comma precedente trovano
conferma dal fatto che la p.f. n.° 1416/11 di metri quadri 1626, sempre coltivata dai
proprietari, fu estinta con loperazione di esproprio del 1984 perché completamente
sommersa dalle acque e che anche la p.f. n.° 1416/12 subì un drastico ridimensionamento,
per lo stesso motivo, di 884 metri;
- la particella fondiaria n.° 1416/11 apparteneva, e il
rimanente della n.° 1416/12 appartiene, allo stesso proprietario che, è utile ricordare,
con loperazione esproprio per delimitazione del Demanio idrico ha perso la
consistente cifra di 2510 metri quadrati di terreno agricolo;
- successivamente allesproprio di cui sopra è stata
realizzata una stradina pedonale circumlacuale interessante la p.f. n. 1416/12 senza le
necessarie autorizzazioni del proprietario dei fondi;
- in data 7 settembre 1991 la proprietaria della rimasta
p.f. 1416/12 lamentava al Comune di Roncone che: "nel mese di maggio ... per incarico
di codesta Amministrazione veniva eseguito, senza autorizzazione, sul fondo ...
prospiciente il lago, lo sfalcio dellerba, al fine di adibire il terreno a
manifestazioni varie durante il periodo estivo. In quelloccasione veniva rimosso il
cippo di confine. ...Successivamente larea veniva ricoperta, sempre abusivamente, di
uno strato di ghiaia onde rendere più agevole la posa di un capannone e laccesso ad
esso." Nella missiva si rilevava inoltre "lassoluta mancanza di
correttezza" posta in essere dallAmministrazione comunale "che
arbitrariamente occupa spazi privati e vi stravolge lo stato dei luoghi" e si
chiedeva il ripristino del fondo interessato dallabuso con la rimozione della ghiaia
e la risemina del manto erboso nonché il risarcimento dei danni derivati;
- in data 11 settembre 1991 il Comune di Roncone rispondeva
che "non ha mai disposto nulla di quanto lamentato, e non risulta in alcun modo
coinvolto nello sfalcio dellerba né nella sistemazione del terreno";
- la proprietaria dei fondi spedisce altra lettera al Sig.
Beltrami Giuliano Presidente della Cooperativa "Il Bucaneve" di Darzo esecutrice
dei lavori sulla p.f. 1416/12 chiedendo quanto espresso allAmministrazione comunale
nella missiva precedente; mai nessuno ha risposto e ha chiarito la situazione di
occupazione e stravolgimento del terreno adiacente al lago;
- numerosi sono i telegrammi inviati
allAmministrazione comunale per segnalare loccupazione abusiva del fondo, con
capannoni per feste e altro: la proprietà privata è stata ridotta per gran parte a
piazzale e pertanto non più coltivabile;
- anche le opera di bonifica del lago effettuate dalla
ditta Chiarani di Arco hanno contribuito a rovinare il manto erboso della particella in
esame. Inoltre non è stato osservato laccordo scritto fra le parti che impegnava la
succitata ditta a ripristinare il terreno, recintarlo e pagare un indennizzo quantificato
in lire 800.000;
- in data 02.07.1994 la proprietaria della rimasta e
decurtata p.f. n.° 1416/12 chiede lautorizzazione per poter posare una palizzata
lungo i confini della sua proprietà. Il sindaco risponde che la Commissione edilizia ha
sospeso lesame della pratica perché non risulta chiara la posizione del confine
(!!!) e che è imminente laffido dellincarico di rideterminazione dei limiti a
un tecnico professionista. [campa cavallo che lerba cresce ...];
- in data 8 febbraio 1995, "a completamento
dellopera", arriva la notizia dellesproprio della particella fondiaria
sopraevidenziata per effettuare lavori di valorizzazione naturalistica del lago di
Roncone;
- il 5 aprile 1995 il sindaco di Roncone comunica
allinteressata che il seguente 13 aprile venivano effettuate le operazioni di
riconfinazione delle pp. ff. n.° 1137-3849 e p. ed. 450 cc. Roncone;
- la misurazione non fu gratuita e pertanto seguì una
parcella per il privato di lire 1.200.000 per la consulenza tecnica e per il progetto
della recinzione;
- il protocollo del Comune di Roncone, in data 22.02.1995,
registra la presentazione delle osservazioni avverso la procedura espropriativa. Nel
documento si evidenzia che larea in questione è utilizzata a fini agricoli, in
particolare per la fienagione da parte dei familiari che svolgono attività di allevamento
e agricoltura, che buona parte dellarea circumlacuale è stata acquisita a
trattativa privata dal Comune, oppure espropriata e che, in via del tutto subordinata, si
effettui una permuta con altri fondi in proprietà dellAmministrazione
Comunale di Roncone al fine di salvaguardare la continuazione dellattività
familiare di agricoltura e allevamento (iscrizione albo agricoltori, CL 1^);
- ultimamente è stato interessato il Servizio Ripristino e
valorizzazione ambientale che dopo opportune verifiche in loco concludeva che larea
interessata allesproprio è "strategica" per lattuazione del
progetto, che lacquisizione della p.f. 1416/12 rappresenta pertinenza necessaria
alla vicina p.ed. 450, che la limitata superficie della stessa non comporta grave
nocumento per una azienda agricola anche in considerazione del fatto che negli ultimo anni
non è mai stata coltivata dalla proprietaria e che attualmente si presenta come terreno
incolto ed in stato di abbandono;
- è chiaro che se non si conosce la cronistoria non si
capisce quanto dolorosa risulti la forzata perdita della proprietà agricola frutto di
intense fatiche e di emigrazione;
si interroga la Giunta
provinciale
per sapere
- se non esistano delle responsabilità attribuibili
allAmministrazione comunale di Roncone per non aver tutelato la proprietà privata
in premessa specificata, anzi, per aver favorito con le proprie omissioni il degrado della
stessa e conseguentemente il suo deprezzamento;
- quali sono stati i criteri assunti
dallAmministrazione comunale per lacquisizione (acquisto o esproprio) delle
pp.ff. limitrofe al lago di Roncone;
- perchè non si è proceduto ad una permuta con altri
fondi in proprietà del Comune di Roncone considerando la disponibilità della
proprietaria, chiaramente espressa, sebbene in subordine, nelle osservazioni presentate
avverso lesproprio per pubblica utilità;
- perché non si è tenuto conto della posizione
imprenditoriale agricola (iscrizione albo in 1^ classe) dei familiari utilizzatori
favorendo la permuta anziché lesproprio;
- quali rimborsi verranno applicati in tale procedura di
esproprio;
- se si considererà, nella identificazione delle quote di
rimborso, la posizione "strategica" riconosciuta anche dagli Uffici provinciali
che aumenta leffettivo valore di mercato del fondo;
- per tutte le pp.ff. o p. ed. prospicienti il lago di
Roncone e contenute entro i 400 metri dallattuale bordo idrico acquistate o
espropriate dal comune di Roncone negli ultimi 10 anni:
- il numero, la superficie (totale e quella acquisita con
esproprio o acquisto) e il nome del proprietario;
- il prezzo metrico unitario delle varie operazioni di
esproprio o di acquisto.
A norma di regolamento si richiede riposta scritta
Cons. Mauro DELLADIO