Trento, 24 novembre 2001
Al Presidente del
Consiglio Provinciale
Dott. Mario Cristofolini
SEDE
INTERROGAZIONE N.
GRAVI RITARDI NELL’ATTUAZIONE DELLA L.P. N.17/93: SERVIZI ALLE IMPRESE
Premesso che:
- le finalità della legge provinciale n°17/1993 sono quelle di promuovere, in armonia con il Programma di sviluppo provinciale, una politica dei servizi alle imprese rivolta a rendere possibile una maggiore qualificazione delle aziende esistenti, una migliore qualità del lavoro e a creare condizioni favorevoli per la nascita di nuove iniziative;
- la norma prevede l’analisi e la valutazione delle domande e dei progetti presentati, allo scopo di tutelare l’erogazione dei contributi e gli interessi dell’imprenditore/contribuente, delegando l’effettuazione della valutazione alla libera interpretazione ed al “buon senso” dei dirigenti e, quando lo si ritiene necessario, al Comitato Tecnico Consultivo (Art. 5), formato dai Dirigenti generali dei dipartimenti competenti, dal Segretario generale della C.C.I.A.A. o da un suo delegato e da quattro componenti da scegliere tra esperti in materie di economia aziendale, marketing, tecnologie produttive e qualità del lavoro e diritto;
- è ipotizzabile che le linee guida politiche per l’attuazione della legge per i Servizi alle imprese contempli la raccomandazione di “stringere la griglia” per l’accettazione delle domande e l’approvazione dei progetti;
- anche la L.P. 17/93 dovrebbe annoverare fra i propri principi quello dell’efficacia, vale a dire la capacità di ottenere l’effetto voluto, di soddisfare l’interlocutore, escludendo estremi burocratizzanti che hanno l’effetto contrario e cioè di demotivare l’imprenditore/contribuente, e quello dell’efficienza, (dal latino compiere del tutto) cioè il rapporto fra il risultato ottenuto e le risorse impegnate;
- risulta allo scrivente che i principi sopra richiamati di efficacia ed efficienza sono malamente applicati quando l’imprenditore si sente rispondere dal funzionario provinciale, alla fine di ripetute richieste, che un progetto dovutamente approvato e vagliato non è stato ancora liquidato dopo dieci mesi a causa della malattia di uno o dell’altro dipendente;
- non solo. I criteri di attuazione vigenti al punto 8.2.1 della delibera di attuazione della Legge provinciale, in cui si approva l’elenco delle iniziative agevolabili con finalità di trasparenza dell’azione amministrativa, parrebbe non sia stato redatto. Tale elenco deve comprendere tutte le domande pervenute e deve essere compilato entro 45 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domande;
si interroga
il Presidente della Giunta Provinciale
per sapere:
1. quali sono le motivazioni che stanno alla base dei ritardi nella liquidazione delle istruttorie completate anche da dieci mesi, vale a dire non sospese in attesa di qualche integrazione richiesta, quando tutti i passaggi burocratici sono stati compiuti ed approvati dal servizio competente dalla PAT;
2. quante imprese, per tutti i settori economici, sono nella situazione di cui al punto uno e che comunque presentano ritardi superiori ai 180 giorni;
3. le motivazioni che stanno alla base della mancata predisposizione dell’elenco di cui al punto 8.2.1 della delibera di attuazione della Legge provinciale 17/93 in considerazione del fatto che anche le norme nazionali favoriscono la trasparenza e l’accesso alle informazioni riguardanti il procedimento;
4. l’elenco delle iniziative agevolabili previsto dal punto 8.2.1 della delibera di attuazione della Legge provinciale 17/93 per gli anni 2000 e 2001.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.